Vivi! Come il mare visto al Teatro Spazio Tertulliano
Martedì 18 Febbraio 2020

Vivi! Come il mare visto al Teatro Spazio Tertulliano

Messaggio ecologico e bello spettacolo tra azione teatrale e video per spettatori di tutte le età

Valeria Prina
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Il rumore delle onde, lo strepito dei gabbiani ci portano in quel mare che fa da ambientazione a Vivi! Come il mare, ora a Milano al Teatro Spazio Tertulliano (fino al 28 febbraio).
Profondità marine e reti, pescatori e delfini: la contrapposizione prende vita a teatro, grazie alla scenografia e ai video proiettati sullo schermo sul fondo. E grazie a loro, una famiglia felice, con Milo, il padre, la madre.
Chi sono? Delfini che si ritrovano a vivere tra le difficoltà di un mare, molto cambiato? E’ un mare non più ospitale per delfini come loro: i ghiacciai fondono e rischiano di travolgerli. Potrebbero morire come già successo alla madre, incappata nelle reti di una pesca selvaggia. Quel mare dalle acque cristalline che ricordava il padre non esiste più: lo annuncia una sirena, che agli occhi di Milo ricorda sua madre. Anche i coralli stanno diventando bianchi, perché l’innalzamento della temperatura dell'acqua impedisce la vita.
Qualche salto nell'acqua e loro, delfini, si ritrovano in un mare pieno di plastica e di detriti. Un incubo e Milo si sveglia: ha sognato. Meglio, ha vissuto un vero incubo, molto vicino alla realtà. E quel palleggiarsi un mappamondo sotto forma di pallone induce a riflettere su come ci stiamo giocando il futuro del nostro pianeta. Quel bel pianeta, come ci ricorda l'Infinito di Leopardi recitato in scena, ricordo, monito e augurio di poter festeggiare un nuovo compleanno, oltre quel 200º appena ricordato.

Il risveglio per Milo è occasione per ripensare ad alcuni comportamenti, proponendosi azioni diverse dalle attuali: dal non buttare più sacchetti di plastica fino a pulire le spiagge, come negli ultimi tempi si sta facendo e anche Piero Pelù ha fatto sulle spiagge di Sanremo.

Messaggio ecologico, dunque, ma anche bello spettacolo, che nasce dal perfetto dialogo tra immagini video e attori (con l’undicenne Gabriele Boria strepitoso) mentre Martino Corti riuscendo a passare con estrema fluidità dal padre delfino, protagonista del sogno, al padre di Milo, ci fa sentire quei cetacei molto vicini a noi e risveglia il desiderio di smentire quella affermazione che ripete in scena: «All'uomo non interessa la nostra salute».
Grazie alla forte presenza degli attori riusciamo a sentirci in serio pericolo: prima come se fossimo delfini e altri elementi marini e poi come abitanti di quel mondo che noi stessi stiamo rendendo invivibile. Per ignoranza? La pièce, che fa spettacolo unendo il linguaggio più strettamente teatrale fatto di azioni e parole a quello particolarmente attuale dei video, riesce a conquistare un pubblico differenziato, dai più piccoli agli adulti, portando a riflettere sulla necessità di scegliere comportamenti responsabili in nome di un futuro felice, che sembra ormai già un presente.

Vivi! Come il mare
pièce per due delfini
Testo a cura di Giuseppe Scordio e Eleonora Cicconi
con Martino Corti, Eleonora Cicconi e Gabriele Boria
Diretto da Giuseppe Scordio
Produzione Spazio Tertulliano
Foto di Stefania Varca
Spettacolo patrocinato dall’Associazione ambientalista Marevivo (“Ognuno di noi può fare qualcosa per difendere il mare”)
A Milano al Teatro Spazio Tertulliano, dal 13 al 28 febbraio 2020 (giovedì e venerdì ore 19.30 - sabato e domenica ore 17)

Vivi
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