Valencia e il teatro d’opera lirica
Mercoledì 10 Gennaio 2018

Valencia e il teatro d’opera lirica

Direzione di Roberto Abbado e regia di Damiano Michieletto per La damnation de Faust, nuova produzione del Palau de Les Arts Reina Sofia

Valeria Prina
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E intorno ci sono Valencia e la Comunitat Valenciana. Potrebbe essere questo lo slogan del Palau de Les Arts Reina Sofia, il Teatro d’Opera di Valencia, che negli ultimi tempi sta sempre più puntando sulla qualità delle proprie proposte culturali, attenta a trasformare la passione in tradizione. Molti lo definiscono «Un teatro pubblico con una vocazione internazionale».

Fiore all'occhiello è l'Orchestra della Comunità Valenciana costituita nel 2006 con la direzione musicale di Lorin Maazel e il supporto di Zubin Metha.

In questi anni si sono succeduti alla direzione importanti maestri comeRiccardo Chailly, Andrew Davis, Valeri Guérguiev, Gianandrea Noseda, Georges Prêtre. Direttore è ora Roberto Abbado, che dirigerà una delle produzioni all’interno del cartellone operistico della stagione 2017-2018. È La damnation de Faust di Berlioz con la regia di Damiano Michieletto, dal 20 giugno con repliche il 23, 26, 29 giugno 2018.

Altri titoli rappresentano una riscoperta, come Il corsaro di Verdi, in coproduzione con l’Opera Montecarlo, dal 28 marzo con 4 repliche fino al 10 aprile 2018. O, tra le opere più recenti, del 1945, come il Peter Grimesdi Benjamin Britten in cartellone dal 1° febbraio con 4 repliche fino al 14. Tra le opere più care al pubblico troviamo la Tosca di Puccini (6, 9, 12, 15, 18 e 21 maggio 2018). E’ invece presentato in forma di concerto La clemenza di Tito di Mozart il 24 e 28 giugno.

La stagione offre anche dei balletti, come la Carmen ispirata alla novella di Prosper Mérimée dal 22 al 25 febbraio.

Se la stagione offre grandi occasioni di spettacolo lirico, altrettanto bella è la struttura del Teatro, realizzato da Santiago Calatrava, inserito nel complesso architettonico denominato Ciutat de les arts i les ciències (Città delle arti e delle scienze). «Il turismo culturale – è il commento del presidente dell’Agència Valenciana del Turisme, Francesc Colomer - assume un ruolo di primo piano in questa nuova strategia ed è forse il più trasversale dei prodotti, dal momento che genera sinergie con altre tipologie di turismo». E aggiunge «Una delle principali motivazioni di viaggi internazionali per gli italiani è la cultura, quindi la nostra principale icona culturale d’avanguardia, il Palau de les Arts, diventa un punto di riferimento, che vogliamo promuovere e dotare di maggiore visibilità e notorietà nel mercato italiano». Risulta infatti che nel 2016 sono stati 406.181 i turisti italiani che hanno visitato la Comunitat Valenciana. Gli italiani sono così al quinto posto tra i turisti, dopo inglesi, francesi, tedeschi, olandesi.

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