Un viaggio in musica con Andrea Malandrino - Intervista
Mercoledì 7 Novembre 2018

Un viaggio in musica con Andrea Malandrino - Intervista

Cristian Pedrazzini
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Un incontro, quello con Andrea Malandrino, che è un vero viaggio: parte dai suoi begli occhi scuri e schivi e ci porta nel suo mondo di cantautore di talento.
Ci sediamo accanto a lui che guarda dal finestrino: un osservatore attento del suo tempo di cui ne compone la colonna sonora scegliendo con cura le parole.
È un "Buon viaggio" quello che facciamo e, seppur sottovoce, Andrea si racconta con l'ironia di un giovane che è già uomo e che sa esattamente chi è e dove vuole andare.
Grazie della compagnia Malandrino, è stato un piacere (e non sei così malandrino!).
Grazie di questo tempo che ci hai regalato...buona strada!

Documento di identità: Andrea Malandrino, nato il 6 Ottobre 1990 a Pachino, provincia di Siracusa; residente a Roma, professione cantautore… Segni particolari?
Bipolare, meteoropatico e bilancia: ho detto tutto!
No, in realtà tantissime altre cose e non tutte positive, anche se negli ultimi anni, forse, mi identifico più di tutto con "guerriero".
Ho l'abitudine di analizzarmi di continuo valutando sempre il mio modo di affrontare qualunque situazione; cerco di capire gli errori del passato per farne tesoro. So anche che, in qualche modo, le situazioni complicate mi attraggono perché mi danno una carica di adrenalina che mi è necessaria per alimentare la curiosità e la voglia di affrontare il domani.
Sono un guerriero ostinato che cerca con determinazione una nuova strada se quella che sta percorrendo non porta da nessuna parte.
Sono un guerriero che trova il sorriso più bello anche quando il mondo gli è appena crollato addosso. Sono un guerriero che ha ben chiaro quali siano i suoi obiettivi e li persegue con tutto se stesso senza mollare mai. Non ho peli sulla lingua e se devo mandare qualcuno a quel paese lo faccio, poi però vado avanti; non ha senso serbare rancore ma lo è preservare gli equilibri.

Sei in viaggio e dal finestrino scorrono immagini veloci: cosa vedi?
Se ci penso scoppio a piangere, scusami. Il fatto è che il treno con la sua corsa, si dirige lontano e con lui anche io mi allontano da qualcosa o qualcuno e questo mi rende malinconico.
Tu sei mai partita per inseguire qualcosa che ha a che fare con i tuoi sogni, sapendo che così avresti lasciato a terra qualcuno che è l'essenza stessa della materia di cui i sogni sono fatti?
Non capita spesso, ma io questa esperienza l'ho vissuta: ho pensato alla mia carriera, alla mia vita.
Oggi però, ad ogni partenza, penso a quel Gate e a quegli occhi che non mi lasciano, ed è devastante.
Poi vedo "facce nuove da incontrare", un palco, una bella scenografia, le luci, la mia scaletta e la performance che vorrei regalare al mio pubblico: vorrei che lo spettatore fosse coinvolto completamente a livello sensoriale.
Oggi, purtroppo, se non ti si vede in un contesto televisivo ben preciso, difficilmente vieni preso in considerazione; tanti bravi cantautori emergenti non trovano lo spazio che meriterebbero e tanti "belli", forse, ne hanno troppo.

Che ruolo ha la discografia in tutto questo?
Oggi siamo alla ricerca di un prodotto televisivo che funzioni al massimo un paio d'anni. 
A cambiare le regole sono stati i social, ormai padroni della nostra quotidianità; ci impongono ritmi altissimi. Un’immediatezza che se da una parte ci ha fatti evolvere, dall'altra ci ha portato via ogni sfumatura e la cura del particolare. Va tutto troppo in fretta e le immagini dal finestrino risultano sfocate e confuse. Il nostro esistere non può e non deve dipendere dai follower; abbiamo il dovere di difendere la nostra identità: il nostro essere, più dell'apparire.
Oggi nascono sempre più etichette indipendenti, perché le Major non si curano di un artista se non è già in qualche modo "arrivato", se non ha già il suo pubblico: vincere facile è la parola d'ordine!

In cuffia che musica ascolti?
Ultimamente tanta musica italiana, cercando di ascoltare davvero chi ha qualcosa da dire, badando ai contenuti più che ai follower.

Sei seduto vicino al finestrino e guardi fuori, ma ti siamo seduti accanto e come succede spesso in un lungo viaggio, vogliamo sapere qualcosa di te: cosa ci racconti?
Prima cosa: è uscito il mio nuovo singolo "Buon viaggio" e che vorrei accompagnarvi in qualunque viaggio della vostra vita. 

Vi inviterei a guardare anche il video clip bellissimo dove balla Simone Nolasco, ballerino versatile e più di tutto una bella anima, che con la sua danza dà corpo al mio canto e alle mie parole."
Poi si sporge in avanti e ridendo ci racconta di quando, in gita scolastica a Londra, scappò per vedere Michael Jackson che presentava il suo This Is Tour all'O2 Arena: un fallimento!
"Ho paura di volare; al decollo mi sudano le mani ed ogni volta mi riprometto che sarà l'ultima: e io volo di continuo!"

Come trascorri il tuo tempo libero?
Ne approfitto per trascorrere un po' di tempo con gli amici di sempre: ci diamo appuntamento in un luogo che sia raggiungibile per tutti e li ci riuniamo, perché l'amicizia conta e va coltivata con cura e dedizione.Una buona cena e un bel film sono la mia serata ideale.

Malandrino

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