Triennale Teatro dell’Arte stagione 2018/2019
Giovedì 19 Luglio 2018

Triennale Teatro dell’Arte stagione 2018/2019

Grandi maestri, spettacoli di valore internazionale, performing art nel teatro in forte dialogo con la Triennale

Valeria Prina
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Multidisciplinare, internazionale, con una forte attenzione  alla performing art, in grado di rispondere agli interessi di spettatori differenti e catturare il pubblico più giovane: sono molte le particolarità del Teatro dell'Arte Triennale di Milano, confermate per la stagione 2018/2019. I risultati finora sono stati positivi con oltre 20 mila spettatori nei 3 mesi del Festival Fog.

La stagione 2018/2019 (da ottobre a febbraio) prevede alcune macro aree. Quella dei grandi maestri del teatro contemporaneo, registi che hanno rivoluzionato il linguaggio teatrale, comprende i lavori di Eugenio Barba, fondatore dell’Odin Teatret, protagonista insieme a Julia Varley e Lorenzo Gleijeses, dal 24 al 27 gennaio 2019, di Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa (prima produzione di Barba al di fuori dell’Odin); Romeo Castellucci, che in Schwanengesang D744 proporrà una nuova tappa del suo lavoro sul linguaggio musicale (1-3.2); Antonio Latella, che, con la sua compagnia stabilemobile, dal 17 al 20 gennaio 2019 presenterà il suo nuovo lavoro Aminta a partire dall’opera di Torquato Tasso.

L’area internazionale vede in scena grandi nomi di Oltreconfine e grandi protagonisti italiani applauditi in tutto il mondo. Si potrà vedere il debutto milanese del nuovo progetto Quasi niente firmato dal duo Deflorian/Tagliarini, liberamente ispirato al film Deserto rosso di Antonioni (21-24.2); La Mélancolie des dragons, storico lavoro del regista francese Philippe Quesne che il 5 e 6 ottobre ci porta in mezzo a un paesaggio innevato (nella foto di Martin Argyroglo) e il ritorno, che rappresenta una esperienza unica, dal 28 novembre al 2 dicembre, dell’affascinante Nettles degli svizzeri Trickster-p, vincitori del premio svizzero per il teatro (di cui i nostri lettori hanno già potuto leggere la recensione). Doppia presenza per una delle compagnie più originali e innovative del panorama europeo, il duo belga Berlin, che arriverà in Triennale, grazie alla collaborazione con Zona K, prima con l’acclamato Perhaps all the dragons e subito dopo con la declinazione dello stesso spettacolo per soli adolescenti Remember the dragons (in prima italiana dal 18 al 20 ottobre). Atelier dell’Errore, esperimento di teatro performativo sociale e terapeutico, porterà in scena Piccola Liturgia Errante. Una produzione della stagione, in collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera, è 1969: tutto in un anno, con la regia di Michele Rho, tratto dal fortunato libro indagine di Paolo Conti (7-10.2) su un anno pieno di eventi davvero importanti, basta ricordare lo sbarco sulla Luna e Piazza Fontana.

Per la danza contemporanea sono in cartellone Saburo Teshigawara/KARAS (13-14.10); CollettivO CineticO, compagnia vincitrice del Premio Ubu 2017 per il miglior spettacolo di danza, con Benvenuto Umano, in collaborazione con e presso il Teatro Franco Parenti (1 e 2.12, nella foto di Gianfranco Fortuna); Cristiana Morganti (26 e 27.10), che con Moving with Pina proporrà un inedito viaggio nell’universo di Pina Bausch.

Altra riproposta di successo sarà Macbettu di Alessandro Serra (13-16.12), nato, come ispirazione,da un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia.

Tra marzo e giugno 2019 è in programma la seconda edizione del festival Fog Performing Arts, che ripercorrerà il tema della XXII Esposizione Internazionale (1° marzo – 1° settembre 2019), intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survival. Punterà particolarmente a coinvolgere l'intera Triennale, anche proponendo degli spettacoli che sperimentano formati differenti, in spazi cittadini o dentro il parco. Rappresenteranno insomma dei momenti di eccezione. Tra questi, molto atteso, il nuovo Kingdom di Agrupación Señor Serrano (di cui i nostri lettori hanno già letto le recensioni dei precedenti entusiasmanti spettacoli). E ancora, Night Writer di Jan Fabre, in coproduzione, tra l’altro, con LuganoInScena come altri spettacoli.

«Il percorso – è il commento -, iniziato con la nuova curatela artistica di Triennale Teatro dell’Arte affidata da gennaio 2017 a Umberto Angelini prosegue con la volontà di dar vita a un vero e proprio cantiere dell’innovazione con uno sguardo rivolto principalmente alla scena internazionale e alla scena italiana più originale e radicale».

Triennale

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