Tolo Tolo, il 2020 al cinema inizia con Checco Zalone
Venerdì 27 Dicembre 2019

Tolo Tolo, il 2020 al cinema inizia con Checco Zalone

Vi raccontiamo il nuovo film di Checco Zalone, che garantisce tante risate e altrettante riflessioni

Valeria Prina
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Risate che colpiscono nel segno: le suscita Tolo Tolo di Checco Zalone. Il nuovo film al cinema dal 1° gennaio 2020 ha per protagonista - il nome è proprio il suo, Checco Zalone, per maggior coinvolgimento - un sognatore («nato per sognare») che apre il “Sushi della Murgia”. Il locale fallisce miseramente e lui, inseguito da oltre 200.000 euro di debiti, scappa in Africa. Qui si trova tra creditori italiani (via telefono) e guerriglieri locali (in strada) e decide di scappare di nuovo verso l'Europa con un viaggio che lo porta prima nel deserto e poi su un barcone: solo, unico bianco tra neri, e neri sono anche il ragazzo che l’accompagna e la ragazza di cui è innamorato che è insieme a un bambino. Per il pubblico è un viaggio tra risate, tante, e riflessioni, altrettante. Perché le situazioni sono davvero drammatiche, in tutto simili a quelle in cui incorre chi scappa in quel modo per approdare sulle nostre coste. Ma si ride per le battute, mai volgari, e per le situazioni che appaiono sul filo dell'assurdo, perché lui riesce a infilarsi in situazioni ancora più anomale.
L'ironia colpisce indistintamente – più o meno feroce secondo i casi - gente comune che dà sfogo all'animo razzista, rigurgiti fascisti camuffati, scafisti, parenti serpenti, politici incapaci e arrivisti, egoismi, carrrierismi, terrore delle rughe. Ed è critico anche nei confronti di quei fotoreporter che diventano famosi fotografando situazioni drammatiche, senza però restarne veramente toccati o pensare di intervenire. Perché documentare è fondamentale - nulla si può fare se non si conoscono certe situazioni -, ma questo non dovrebbe oscurare sentimenti più partecipativi. Da parte sua l'attore che lo interpreta, Alexis Michalik dice che il suo personaggio è tutto il contrario di Checco, che, aggiunge, «è effettivamente come nei suoi film: umano, simpatico, accattivante e di profonda umiltà». C'è anche un particolare, che non vi sveliamo, che rende tutto un po' meno manicheo (bianchi cattivi, neri buoni).
Per rendere la storia più insinuante si vedono momenti tratti da telegiornali - solo realistici, naturalmente - con coinvolgimento di Enrico Mentana, Massimo Giletti.
È anche il primo film di cui Checco Zalone ha curato la regia firmando con il suo vero nome, Luca Medici. La commistione presente nella storia influisce anche sulla scelta di riprendere in varie città - Milano, Firenze, Venezia, Roma - come ambientazione di suoi sogni in contrapposizione ai luoghi della realtà (immaginata). Le commistioni riguardano anche le varie lingue che si sentono e l'utilizzo di cartoon-live, che garantisce un finale non stonato (e nemmeno scontato).
Nel film, con un cast nutritissimo e tante comparse, si vedono anche dei camei di Barbara Bouchet e Nicola di Bari. Ugualmente numerose sono le location, con riprese che sono state girate in Kenya, Marocco e nel deserto, Malta, Roma, Milano, Firenze, Venezia.

Tolo Tolo
Soggetto e sceneggiatura: Luca Medici e Paolo Virzì
Regia: Luca Medici (Checco Zalone)
Cast: Checco Zalone
e con Souleymane Sylla, Manda Touré, Nassor Said Byria, Alexis Michalik, Arianna Scommegna
Produzione Taodue film
Distribuzione Medusa
Foto di Maurizio Raspante
Anno 2020

tolo_tolo
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