Teatro Out Off stagione 2014/2015
Giovedì 2 Ottobre 2014

Teatro Out Off stagione 2014/2015

Molte produzioni, coproduzioni, prime nazionali su linguaggi attuali

Valeria Prina
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Drammaturgia e danza sono i due filoni che caratterizzano la stagione 2014/2015 del Teatro Out Off di Milano come riflessione sulla evoluzione dei due linguaggi espressivi della parola e del corpo.

Per la drammaturgia sono previste molte produzioni e coproduzioni, prime nazionali. Dopo l’apertura con “La corsa dei mantelli” di Milo De Angelis, che ha per protagonista l’adolescenza, altri titoli hanno la regia di Lorenzo Loris, da 30 anni regista stabile del Teatro: con “Antigone nella città” (16.10-2.11) lo spettatore viaggerà nel mondo della crudeltà contemporanea e antica; con “La donna che legge” (14.1-8.2) ci troviamo davanti a conflitti sottaciuti o inesplosi come ora nel nostro Paese. L’altro titolo è “La cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda (18.11-21.12), ambientato in un Paese con molto in comune con la Brianza dell’epoca fascista, che porta in scena un rapporto conflittuale madre-figlio. Lo spettacolo è prodotto in collaborazione con “ArTransit Performing Arts in Motion”, un progetto che prevede gli spettacoli in scena anche ad Ascona, oltre a un incontro di riflessione sulle arti performative il 6 ottobre. Dello stesso progetto fa parte anche “L’ultimo viaggio La verità di Enrico Filippini” (10-15.2), che si propone di far risentire la voce del giornalista a 25 anni dalla sua morte.

Altra produzione Out Off in collaborazione con I Demoni è “Mozart e Salieri” (18.2-8.3) da Puskin, secondo la regia e l’adattamento di Alberto Oliva con Mino Manni, anche interprete insieme a Davide Lorenzo Palla, che racconta di Salieri in grado di capire ma non di superare la genialità di Mozart e incapace di resistere alla tentazione di eliminarlo (o almeno così sostiene la versione di Puskin).

Altri spettacoli di famosi autori saranno in scena nei prossimi mesi: “Il bosco” di David Mamet (2-7.6) con regia, costumi, scene di Valentina Cavani ed Elena Arvigo anche attrice con Ivan Franek, definito «una storia d’amore moderna e antica»; “La collezione” (23-28.6), tra i testi meno noti di Pinter, ma considerato tra i più inquietanti, sulla ambiguità del potere. In scena sono Silvia Giulia Mendola, Alberto Onofrietti, Fabrizio Martorelli, Sergio Leone. Ugualmente nel periodo Expo è “Note di cucina” (5-31.5) di Rodrigo Garcia con regia di Lorenzo Loris, surreale excursus sui vizi legati al cibo e ai consumi. Altri titoli di giugno sono “Babele” (9-14.6) con Donatella Bartoli, Matilde Facheris, Giovanni Franzoni, Filippo Gessi, Riccardo Olivier, sulla crisi dei rapporti con una contrapposizione di linguaggi, “NIP Not Important Person” con un linguaggio sincopato e crudo; mentre a marzo sono “Fuckmen” (10-15.3) con tre dialoghi di Massimo Sgorbani, Giampaolo Spinato, Roberto Traverso sulla maschilità eterosessuale e il noir “Figli di chi” (17-22.3) dal romanzo “Nordest” di Massimo Carlotto e Marco Videtta. Una visione sulla depressione post partum è invece proposta con “Maternity Blues” (24-29.3), che vede in scena 4 donne in un ospedale psichiatrico. La regia è di Elena Arvigo, anche interprete con Amanda Sandrelli, Elodie Treccani, Xhilda Lapardhaja.

Per la sezione Out Off Danza è la seconda parte di Danae Festival (4-9.11) e altri spettacoli a fine marzo e aprile. Tra questi, “Dentro Jawlensky” (31.3-2.4), per il quale la coreografa Tiziana Arnaboldi si è ispirata all’opera del pittore espressionista russo.

La cognizione del dolore

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