Teatro Fontana, rassegna estiva dal 4 giugno
Venerdì 4 Giugno 2021

Teatro Fontana, rassegna estiva dal 4 giugno

Si riparte con la riscrittura teatrale di due film altamente dissacranti

Valeria Prina
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Obbligatoriamente chiusi, ma non inattivi e con tanta voglia di tradurre i tempi e le questioni attuali in spettacoli teatrali. Così il Teatro Fontana a Milano presenta due nuove produzioni Elsinor nell’ambito di questa particolare stagione estiva, composta da cinque titoli, di cui due all’aperto nel chiostro. E’ una risposta a quella voglia di non interrompere il flusso creativo, ma anche organizzativo; una risposta a quel senso di responsabilità che nasce dall’essere una impresa culturale, fanno notare Rossella Lepore direttore artistico del Teatro Fontana e Gianluca Balestra, presidente di Elsinor, che ha prodotto quattro degli spettacoli della rassegna. Che ha come claim “Pronti a partire”. Ora dobbiamo arrivare, senza che il flusso creativo teatrale debba ancora fermarsi, sottolinea Filippo del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, che nella voglia di ricominciare vede tre aspetti positivi, come il partecipare a un cartellone di bella estate condiviso da molti teatri milanesi; la forza produttiva, perché non bisogna dimenticare che lo spettacolo è il risultato del lavoro di tanti professionisti e, come terzo aspetto, la commistione tra due linguaggi, quello cinematografico e quello teatrale. Le due assolute novità, in sala, sono appunto riscritture di altrettanti film dissacranti: grandi storie da raccontare, storie di svelamenti, che a teatro prendono vita. Il primo è La grande abbuffata, dal film di Marco Ferreri, scandalo al Festival di Cannes dove era stato presentato, che si annuncia con scene di nudo integrale e uno specchio deformante, spia di ambiguità e finzione. Lo spettacolo (nelle foto di Luca Del Pia), spiega il regista Michele Sinisi, è il risultato di una «riscrittura del testo indagando sul rapporto fra un sistema tuttora votato all'abbuffata indiscriminata (di informazioni, di prodotti, di opinioni, di fatti senza soluzione di continuità) e il corpo come organismo in grado di riprendere possesso del presente tornando alla sua esistenza fisiologica». Dal 4 al 13 giugno 2021 con Stefano Braschi, Ninni Bruschetta, Gianni D’addario, Sara Drago, Marisa Grimaldo, Stefania Medri, Donato Paternoster, Adele Tirante.

Altrettanto dirompente è il pranzo di Festen Il gioco della verità, durante il quale scontri e svelamenti diventano la portata principale, perché «Sarà uno shock» dice il figlio prima di dare avvio a ciò che cambierà completamente gli equilibri all’interno della famiglia (dal 18 al 27 giugno conDanilo Nigrelli, Irene Ivaldi e Roberta Calia, Yuri D’Agostino, Elio D’Alessandro, Roberta Lanave, Barbara Mazzi, Raffaele Musella, Angelo Tronca). Il film aveva segnato anche l’inizio del Dogma 95, il manifesto di Lars von Trier e del regista stesso di Festen, Vinterberg.

Origine letteraria invece per La colonna infame, con cui Alessandro Manzoni parlava di peste e untori. Cambiamo il nome della pandemia e siamo a oggi, come si può scoprire attraverso la lettura scenica di Stefano Braschi al chiostro dal 13 al 15 luglio. Altri possibili riferimenti a situazioni appena vissute li troviamo in A-men Gli uomini, le nuove religioni e altre crisi, con Walter Leonardi che, dal 9 al 12 luglio, parla della crisi di un attore che finisce con il volersi chiudere in casa, il tutto raccontato con spirito umoristico. Dal senso di precarietà dell’attore nasce anche l’altro spettacolo portato in scena dal 6 all’8 luglio al chiostro da Federica Bognetti, dal titolo Il mio nome è Cassandra.

La grande abbuffata
La grande abbuffata
La grande abbuffata

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