Supersalone, abiteremo così
Martedì 7 Settembre 2021

Supersalone, abiteremo così

Trasformazioni e attenzione agli spazi per la casa contemporanea

Valeria Prina
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Più concretezza, più proposte di soluzioni utili rispetto al passato. È quanto si vede al Supersalone, dal 5 al 10 settembre 2021 a Milano alla Fiera Rho, dove il leit motiv sembra il disegn utilizzato per la risoluzione di problemi che pandemia, lockdown, smartworking hanno reso più evidenti. Così i materiali sono spesso naturali come marmo e legno e i tessuti sono ottenuti con il riciclo di bottiglie di plastica. Il problema dello spazio è spesso risolto con soluzioni appese al muro per riporre ma anche esporre i libri, oltre all’ormai collaudata colonna di libri (Opinion Ciatti, nella foto). I letti possono diventare divani e viceversa con semplici mosse, ma possono anche trasformarsi in tavoli. Gli oggetti hanno spesso doppia funzione, come gli specchi che sono anche degli orologi (Tonin).

Lo smartworking è entrato prepotentemente nelle case, costringendo a soluzioni pratiche. Così diventa utile poter separare le zone, evitando di mostrare il letto o altri angoli della casa durante le riunioni o le conferenze stampa Zoom. A risolvere il problema è l’armadio intervallato da una parete basculante di legno che permette di nascondere l’accesso a un’altra zona della casa: la camera da letto rimane isolata e non appare quando si lavora nella zona studio (Barausse, nella foto). Per non parlare dei termosifoni, veri elementi di design, che evitano quanto visto in tivù nel primo lockdown quando, durante la premiazione di Bellocchio, l’attenzione era stata attratta dal calorifero sullo sfondo. Più angoli della casa vengono utilizzati per lavorare, così occorrono punti luce anche dove non c’è una presa e magari sul balcone. Vengono in soccorso delle lampade portatili, che si ricaricano sulla loro base, per poi funzionare grazie alla batteria interna e consentono con un semplice tocco di passare da una luce dalla temperatura colore fredda a una più calda (Zafferano). 

Si vive sempre di più in casa, così la zona pranzo diventa anche la zona gioco: un tavolo da biliardo può essere coperto con quattro pannelli di legno e diventare in questo modo un tavolo da pranzo, che, per le dimensioni, consente anche un distanziamento tra gli invitati. Se si è soli basta coprire solo un lato con un pannello (MBM Biliardi, nella foto).

Il design e lo stile milanese sono un punto di forza – Stefano Boeri annunciando il Supersalone aveva ricordato la centralità di Milano come capitale mondiale dell’innovazione creativa -, così c’è anche chi ha realizzato delle sedie con lo schienale che riproduce intagliato il Duomo di Milano (Savio Firmino, nella foto).

Intanto anche il bagno prende colore e riduce le dimensioni del lavabo, proponendo una mezza sfera appoggiata su un mobiletto vero contenitore dalla forma cilindrica (Cielo, nella foto). Quando lo spazio è maggiore, ma comunque va utilizzato appieno, i lavabi ospitano ampi ripiani per riporre più elementi.

Ma è anche il Supersalone stesso a farsi portavoce di idee, con molte piante anche all’interno dei padiglioni e qualche stand, secondo il progetto iniziale, ha appeso in verticale i mobili per risparmiare spazio. La maggior parte ha invece scelto una esposizione classica, senza divisori e con affaccio sui corridoi, che facilitano la visita: basta percorrerli e anche il meno metodico riesce a vedere tutto.

All’esterno poi, ad accogliere i visitatori, è una foresta di piante (nella foto): secondo il progetto Forestami, al termine dei sei giorni di evento verranno messi a dimora nell’area metropolitana milanese. Se questo Supersalone all’inizio poteva sembrare una scommessa, per difficoltà oggettive e tempi di realizzazione ridotti, ora la scommessa sembra proprio vinta.

(testo e foto di Valeria Prina)

Supersalone
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