Suor Angelica e Gianni Schicchi al Teatro Arcimboldi il 14 ottobre
Martedì 12 Ottobre 2021

Suor Angelica e Gianni Schicchi al Teatro Arcimboldi il 14 ottobre

Puccini con un cast di giovani interpreti e Beatrice Venezi direttore d’orchestra

Valeria Prina
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Con Puccini la lirica torna, dopo 17 anni, al Teatro Arcimboldi Milano, che era stato costruito proprio per ospitarla durante la ristrutturazione della Scala. Lo fa il 14 ottobre 2021 alle 20.30 con due opere che toccano corde molto diverse nel pubblico: l’intimismo, ma anche la condizione femminile soprattutto in un lontano passato, con Suor Angelica e la farsa con Gianni Schicchi, che comunque irride anche la cupidigia umana ed esalta l’amore paterno. Le due opere in un atto compongono il Trittico, come lo aveva voluto Giacomo Puccini per toccare tre sentimenti diversi, un po’ ispirandosi al Grand Guignol, che nella stessa serata offriva tre spettacoli molto differenti tra loro. Qui il clima è tragico con Il tabarro, romantico con Suor Angelica, comico con Gianni Schicchi. E non manca, soprattutto nelle ultime due, una eco letteraria, con Suor Angelica che può ricordare la Monaca di Monza ugualmente costretta dalla famiglia a prendere i voti, mentre con Gianni Schicchi si ricorda un episodio dell’Inferno di Dante.

Rimandato Il tabarro, anche vocalmente più impegnativo, a una scenografia più adatta, sull’acqua per ricreare la Senna e il relativo barcone su cui si svolge la vicenda - dovrebbe essere a Trezzo d’Adda a primavera -, Gianni Schicchi si avvale del grande palcoscenico dell’Arcimboldi che permette una scenografia definita in technicolor dal regista Davide Garattini Raimondi, mentre per Suor Angelica è stato ricreato un ambiente giocato soprattutto sui colori bianco e nero per rendere l’intimismo dell’opera, con installazioni luminose d’arte in grado di ricreare punti di attrazione, realizzate da Carlo Bernardini. Il grande palcoscenico comunque consente che le suore possano rimanere sempre in scena, creando una cornice pur senza modificare il punto di interesse.

A dirigere l’Orchestra Filarmonica Italiana è stata chiamata Beatrice Venezi, direttore d’orchestra ormai molto ben conosciuta pure al grande pubblico, anche per essere stata nella giuria di Sanremo Giovani 2021, ripreso in televisione. Il suo amore per Puccini lo identifica già nel dna, essendo nata a Lucca, ed è continuato poi professionalmente con Madama Butterfly come prima opera da lei diretta.

Il cast può contare su giovani interpreti che hanno partecipato al Premio Etta e Paolo Limiti Opera, comunque già con una buona professionalità, al punto che sia il direttore d’orchestra che il regista stanno scommettendo su tre di loro. A completare il cast sono due interpreti con una storia importante alle spalle, il baritono Domenico Colaianni nel ruolo di Gianni Schicchi e, nella stessa opera, il mezzosoprano Patrizia Patelmo nel ruolo di Zita detta la vecchia.

Piccola coincidenza: il Trittico venne completato da Puccini nel 1918 e si faticò a trovare un teatro per il debutto, perché in Italia infuriava l’epidemia di spagnola, che uccise anche la sorella di Puccini. Il debutto avvenne così al Metropolitan di New York.

In platea all’Arcimboldi è anche un produttore serbo, che porterà a Belgrado e nella Macedonia del Nord a Skopje le due opere, conscio dell’interesse per l’opera italiana che anima il pubblico dei Paesi balcanici pronto a riempire i teatri. Un’altra voglia di intrecciare importanti collaborazioni anima Sabino Lenoci, responsabile della sezione grande musica, interessato a portare produzioni del Teatro Real di Madrid, del Teatro di Siviglia e del Carlo Felice di Genova. Il panorama di offerte si amplia con l’attività di laboratorio e di formazione per un teatro attivo tutto il giorno.

Per il pubblico la serata del 14 ottobre 2021 è anche l’occasione per scoprire due opere non tra le più «da botteghino» di un grande compositore - ma l’«O mio babbino caro» del Gianni Schicchi è famosissimo e sempre molto atteso - decisamente in grado di conquistare il pubblico. Insieme, è l’occasione per capire quanto la lirica possa vivere di sfumature decisamente differenti. E ancora, è possibile cogliere come linguaggi diversi possano coesistere e come dei giovani interpreti, puntando sull’impegno e la passione, possano trovare spazio anche in un grande teatro.

Schicchi
Venezi
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