Stefano Accorsi a Grazia: «Negli ultimi anni in cui ho vissuto a Parigi ho temuto che il cinema italiano non mi cercasse più. Il mio è un mestiere dove non sei mai al riparo»
Giovedì 11 Aprile 2019

Stefano Accorsi a Grazia: «Negli ultimi anni in cui ho vissuto a Parigi ho temuto che il cinema italiano non mi cercasse più. Il mio è un mestiere dove non sei mai al riparo»

Antonio Galluzzo
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Stefano Accorsi, 48 anni, è il volto di copertina del numero di Grazia di questa settimana. L’attore è nelle sale dal 18 aprile con Il Campione, nuova tappa di una carriera iniziata 28 anni fa e costellata di film, serie tv e tour teatrali. «Ammetto che ho un ritmo di lavoro elevato», confessa Accorsi al magazine diretto da Silvia Grilli. «Eppure sono stato in Francia nove anni, girando solo quattro film in Italia. Per fortuna ho fatto dei film francesi. Gli ultimi anni in cui ho vissuto a Parigi ho temuto che il cinema italiano non mi cercasse più. Magari dall’esterno non si percepisce, ma il mio è un mestiere dove non si è mai al riparo. Io mi diverto molto e non vorrei perderlo quel divertimento».

Sulle pagine di Grazia Stefano Accorsi rivela un aneddoto curioso sulla sua esperienza teatrale: «Avevo ripassato bene il testo, ma a un certo punto, sul palcoscenico, ho avuto un buco della memoria, e mi sono sentito solo come mai nella mia vita. Ho farfugliato qualcosa che però non era in rima, finché non ho ritrovato la memoria. Dopo, quando il testo torna, ci si sente pieni di adrenalina. C’erano miei amici tra gli spettatori, e ho chiesto se si fossero accorti dell’impasse. Niente. Come il dramma di un moscerino: non se ne accorge nessuno. L’attore è un cavallo che deve saltare l’ostacolo. Se non lo fa, non va bene per questo mestiere».

E infine, interpellato su quali consigli dare a un giovane attore, afferma: «Se un ragazzo sente “la chiamata”, vale la pena di provare. Anzitutto consiglio di studiare recitazione, in una delle scuole riconosciute dal ministero. Secondo me bisogna restare in Italia, non andare all’estero, perché è molto difficile entrare negli stilemi di un’altra cultura. Si rimane degli stranieri. Però è importante essere pronti per un’eventuale occasione internazionale, studiando le lingue e viaggiando molto».

Stefano Accorsi a Grazia: «Negli ultimi anni in cui ho vissuto a Parigi ho temuto che il cinema italiano non mi cercasse più. Il mio è un mestiere dove non sei mai al riparo»

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