Sogno di una notte di mezza estate visto al Teatro Manzoni di Milano
Sabato 2 Marzo 2019

Sogno di una notte di mezza estate visto al Teatro Manzoni di Milano

Una messinscena che punta molto su allegria, pop, comico, aderendo allo spirito della commedia di Shakespeare

Valeria Prina
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Shakespeare versione pop. Nella messinscena di Sogno di una notte di mezza estate, ora a Milano al Teatro Manzoni, nell’adattamento e regia di Massimiliano Bruno c'è tutta l'allegria che la commedia di William Shakespeare pretende. E c'è quel tocco popolare che fa sì che i momenti differenti, rispondenti a gusti differenti, convivano perfettamente. C'è il momento più elegante che si affianca a quello più romantico, con Ippolita – Teseo prossimi alle nozze e le coppie più contrastate con Ermia innamorata di Lisandro e corteggiata da Demetrio di cui è innamorata Elena, coppie destinate a ricomporsi, grazie a una magia: è il momento più sognante perfettamente evocato con luci e finta nebbia. Infine, il momento comico, con la messa in scena della “Molto lacrimevole storia di Piramo e Tisbe”, spettacolo studiato per divertire i due sposi Teseo e Ippolita. Si può vivere come un momento di commedia dell'arte portato in scena da uno scalcinato gruppo di comici. Ma è anche un momento rispettoso della tradizione teatrale elisabettiana con la parte di Tisbe, l'innamorata di Piramo, interpretata da un attore. Ed è teatro nel teatro, una storia raccontata in modo da far decisamente ridere, con momenti sempre più comici e un finale da “Romeo e Giulietta” in chiave ridanciana. A far ridere ancor più è il linguaggio utilizzato, perfettamente comprensibile, ma con scarsi rapporti di parentela con un italiano classico e invece tra l'arcaico, il fantasioso e il brancaleonesco con echi alla Testori.

In questa messinscena con la regia di Massimiliano Bruno tutto è raccontato differenziando i momenti grazie ai costumi e agli elementi che compaiono in scena, davanti a un fondale tutto composto di corde di canapa ritorta, abitualmente usate nei teatri. Vediamo un grande letto imperiale di Titania e un grande carro che ospita Oberon, definito un «antesignano cripto-gay», che per avere il paggetto di Titania scatena Puck a compiere magie fino a far innamorare Titania di Bottom versione asino. I costumi sfarzosi per Teseo e Ippolita convivono con quelli tutti bianchi, al culmine del romanticismo, per le due coppie di innamorati. Giocati tra paillettes e piume sono i costumi del sogno, mentre Snout, impegnato nel ruolo del muro, indossa veramente un simil muro e mima quella fessura attraverso cui si parlano Piramo e Tisbe.

Uno spettacolo molto vicino a un grande circo richiede un maestro di cerimonie: è questo il ruolo di Puck, incarnato da Paolo Ruffini, il folletto pasticcione, capace di sbagliare gli obiettivi delle magie e determinare così molti destini. In tema allegria è anche la musica, che include, tra l’altro, la sigla dell'Eurovisione per concludere con Black hole sun dei Soundgarden, un brano popolare negli anni ‘90.

Il risultato è uno spettacolo che sa conquistare proprio per la capacità di cambiare toni senza che si notino stonature e sostenuto da un cast ad alto livello: 14 attori tra i quali Stefano Fresi, Violante Placido, Paolo Ruffini. Alla fine è proprio la forza del teatro che emerge. Per quella capacità di toccare temi differenti, suscitando emozioni e reazioni diverse, dal serio al faceto, dalla realtà al sogno, fino alla fantasia meno domata. Tutto convive perfettamente in questa commedia, anche dimostrazione di come degli attori possano cambiare il senso di una storia. Perché il mito di Piramo e Tisbe è cantato da molti autori, a partire da Ovidio: nelle Metamorfosi racconta dei due innamorati, a tal punto contrastati da doversi parlare attraverso una fessura nel muro e nella storia non mancano nemmeno il leone e il velo sporco di sangue. E’ una storia davvero lacrimevole secondo Ovidio, che portata in scena da una compagnia scalcinata diventa motivo di risate. Per riuscire a essere attori scalcinati bisogna però essere davvero bravi, come in questo caso, e in questa messinscena il comico è coscientemente sostenuto, come il fantastico, il sognante, il serio, che ugualmente compongono la commedia.

Sogno di una notte di mezza estate
di William Shakespeare
Adattamento di Massimiliano Bruno
Con Stefano Fresi, Violante Placido, Paolo Ruffini, Augusto Fornari
E con Maurizio Lops, Rosario Petix, Dario Tacconelli, Zep Giuseppe Ragone, Sara Baccarini, Alessandra Ferrara, Antonio Gargiulo, Tiziano Scrocca, Daniele Coscarella, Maria Vittoria Argenti

Regia Massimiliano Bruno
Scene e Costumi Carlo De Marino, Musiche Roberto Procaccini, Light designer Marco Palmieri, Coreografie Annalisa Aglioti
Produzione esecutiva Fabrizio Iorio
Prodotto da Francesco Bellomo per Corte Arcana Isola Trovata
A Milano al Teatro Manzoni dal 28 febbraio al 17 marzo 2019

Sogno_di_una_notte_di_mezza_estate
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