Se non sporca il mio pavimento visto al Teatro Filodrammatici
Venerdì 15 Marzo 2019

Se non sporca il mio pavimento visto al Teatro Filodrammatici

Inganni e travestimenti in una pièce ispirata a un fatto di cronaca recente

Valeria Prina
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Che la storia potrebbe avere una fine tragica possiamo prevederlo fin dall'inizio, perché Se non sporca il mio pavimento (un mélo), ora a Milano al Teatro Filodrammatici, è ispirato a un fatto di cronaca recente, l’uccisione di Gloria Rosboch. Il pubblico se ne rende conto assistendo a un precipitare delle cose. Tutto avviene in una scenografia colorata fino a rievocare le onde del mare, il loro movimento, i suoni. Non è stridente, perché questa è una storia di inganni, di illusioni che cozzano con la realtà, di speranze di fuga dal reale. È una storia di travestimenti e non solo estetici, perché Alessio usa sì una parrucca turchese, ma si traveste anche indossando le caratteristiche dell’uomo/ragazzo che ama, che ha aspirazioni professionali, che vuole garantirsi un futuro. Inganna se stesso convinto che il mondo ruoti davvero intorno a lui. Travestimento è anche quello di Gioia, che si illude di poter essere diversa e di poter essere vista diversa, in grado di conquistare Alessio e di uscire da quei confini di vita banale in cui è stata fino a quel momento. E anche il terzo protagonista, Cosimo, si illude di avere Alessio e coccola un cane che chiama Martina, ma che in realtà è morto da tre anni. Su tutto incombe quella realtà, quella quotidianità tutta banale, da cui Gioia vorrebbe fuggire ed è un incombere anche fisico, perché la madre la vediamo in uno schermo circolare proprio sopra le loro teste, impegnata in discorsi qualunque con il perenne sottofondo della televisione.

A sostenere tutto è un cast davvero in stato di grazia, con Francesca Turrini che nel ruolo di Gioia accetta di mostrarsi in tutta la sua modestia disarmante e porta in scena le illusioni che solo all'ultimo riuscirà, almeno in parte, a identificare come tali. Gabriele Benedetti è il parrucchiere Cosimo, pronto ad annullarsi per Alessio. Da parte sua Michele Degirolamo riesce a diventare un Alessio schizzato, mettendo tutta la sua energia in questo personaggio disturbato e disturbante, al punto da riuscire a rendere teatralmente tangibile l'inganno. Così non è difficile credere che riesca ad abbindolare anche l'ingenua insegnante di francese, come nella realtà era Gloria.

Ancora una volta la cronaca arriva in scena, portandoci una massiccia dose di riflessioni. Sui rapporti umani, gli inganni insinuanti, la necessità di ragionare sempre e rispettare se stessi, sul teatro stesso e la capacità degli attori di qualità di ricreare un mondo pur lontano da loro. E non sarà l'ultimo caso. Ne riparleremo presto. 

Se non sporca il mio pavimento (un mélo)
drammaturgia Giuliano Scarpinato, Gioia Salvatori
regia Giuliano Scarpinato
interpreti Gabriele Benedetti, Michele Degirolamo, Francesca Turrini
in video Beatrice Schiros
produzione Wanderlust Teatro / CSS Teatro stabile di innovazione del FVG in collaborazione con Teatro di Rifredi, Corsia OF – Centro di Creazione Contemporanea, Industria Scenica, Angelo Mai Altrove Occupato
Progetto vincitore “Odiolestate” – residenza produttiva Carrozzerie / n.o.t Roma
Foto Daniele Fona
A Milano al Teatro Filodrammatici dal 12 al 17 marzo 2019 (prima milanese)

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