Un "non cantante" in gara a Sanremo? Emanuele Filiberto di Savoia è in buona compagnia. Il Festival, nei suoi 60 anni di storia, è pieno di nomi più o meno celebri che hanno calcato le scene e che poco o niente avevano a che fare con la musica. E se il Principe ha almeno avuto l'accortezza di farsi accompagnare all'Ariston da due cantanti professionisti come Pupo e Luca Canonici, in molti altri casi non ci si è posto neppure il problema. Basti pensare al 1962 quando in gara andò Gino Bramieri con ben due canzoni: "Lui andava a cavallo", sesta classificata, e "Pesca tu che pesco anch'io". La partecipazione del grande comico, oltre ad essere stato uno dei momenti più divertenti di quell'edizione, sollevò le perplessità di alcuni colleghi: Luciano Tajoli disse esplicitamente a Bramieri che non c'era motivo per cui un comico dovesse mettersi a cantare a Sanremo. "Vendetti 200mila copie in una settimana - spiegò poi Bramieri - e poi altre 6, ma proprio 6, in un anno". Nessuno sollevò obiezioni quando nel 1973 Christian De Sica, allora noto soprattutto per essere figlio del grande Vittorio, debuttò a Sanremo con il brano "Mondo mio" di Giorgio Conte, peraltro eliminata prima della finale. Cinque anni dopo fu la volta di una conduttrice, Dora Moroni, a presentare in gara "Ora" scritta da Donatella Rettore. Nel 1979 fu il comico Enrico Beruschi, sull'onda del successo avuto con il programma tv "Drive in", a presentare in gara "Sarà un fiore". Non era certo una cantante Barbara Boncompagni, figlia di Gianni, in gara a Sanremo nel 1983 con "Notte e giorno". Nel 1988 fu la volta di un popolarissimo regista e attore italiano, Francesco Nuti, in gara con "'Sarà per te". Nel 1989 Marisa Laurito, ottenuto il successo televisivo con Renzo Arbore, presentò "'Ma il babà non è una cosa seria" mentre Gigi Sabani cantò un brano di Toto Cutugno intitolato "La fine del mondo". Nel 1990 fu la volta del comico Armando De Razza, altro personaggio lanciato da Arbore, a trovare spazio in gara con "La lambada strofinera", scritta proprio dallo showman pugliese. Ancora un comico, Marco Carena, fu in gara nel 1991 con "Serenata", anno in cui partecipò anche un altro attore, Tyrone Power jr con "Oggi sposi", canzone abbinata a quella cantata dalla sorellastra Romina Power e da Al Bano. Un grande successo a Sanremo lo ha ottenuto Giorgio Faletti, attore, autore e scrittore, che ha messo a segno ben tre partecipazioni dal 1992 al 1995: prima con "Rumba di tango" assieme a Orietta Berti, poi con la famosa "Signor Tenente", seconda classificata, e infine con "L'assurdo mestiere". E se sono ben 4 le partecipazioni in gara dell'attore Francesco Salvi dal 1989 al 1994, nessuno sollevò perplessità quando nel 1995 si presentò un gruppo denominato "Riserva Indiana", forse una delle più provocatorie partecipazioni della storia del Festival: ne facevano parte personaggi lontanissimi dalla musica, dal segretario di Democrazia Proletaria Mario Capanna all'attrice Sabina Guzzanti, dal giornalista Sandro Curzi (cui spettava la prolusione introduttiva del brano) a Davide Riondino, Bruno Voglino, Nichi Vendola, Paolo Pietrangeli e Antonio Ricci. La canzone, intitolata "Troppo sole" e scritta da Riondino, era una metafora sui comunisti. Il 1995 vide la partecipazione in gara anche di Lorella Cuccarini, apprezzata ballerina e presentatrice tv, che portò in gara "Un altro amore no". Due, infine, le partecipazioni del comico e attore Paolo Rossi: la prima nel 1994 con un brano di Enzo Jannacci intitolato "'I soliti accordi"' e l'altra nel 2007 con una canzone inedita di Rino Gaetano, "In Italia si sta male".
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