Renato Zero:
Venerdì 27 Novembre 2020

Renato Zero: "Zerosettanta - Volume Uno", il capitolo conclusivo della trilogia di un viaggio coraggioso e visionario

“La musica è come un salvagente provvidenziale, consente di raggiungere un approdo sicuro e duraturo: vi regalo quest’ultima finestra, dove affacciarvi nei momenti difficili”

Cristian Pedrazzini
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Un viaggio tocca frontiere, percorsi, mete più o meno visibili che tendono verso l’Altro, l’Altrove, l’Oltre. E alla fine del viaggio troviamo sempre noi stessi, o un frammento di noi stessi. In “Zerosettanta - Volume Uno”, il disco che chiude il cerchio disegnato da questa importante trilogia e disponibile dal 27 novembre, Renato Zero non ha intenzione di concludere il viaggio lungo tre mesi e 40 canzoni inedite da lui intrapreso: semmai invita l’ascoltatore a proseguire, “per dare smacco a questo tempo, privo di logica e di attenuanti”. 

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Il senso del progetto prodotto dallo stesso Renato Zero per Tattica è tutto qui: non battere sentieri già percorsi nell’universo di una discografia che smarca sé stessa, quanto piuttosto spingersi dove il sentiero non è ancora segnato e proprio lì, lasciare una traccia. 

Un grande lavoro, coerente dal primo all’ultimo brano, caratterizzato dal pensiero costante di dare e ottenere sempre il meglio, dalla volontà fiera di arrivare alla radice delle emozioni e degli accadimenti. Una trilogia che scruta e legge il presente, composta col cuore lieve di chi ha il coraggio e l’onestà delle proprie convinzioni. 50 milioni di album venduti all’attivo, Zero ha voluto inaugurare questo progetto a partire dal giorno del suo settantesimo compleanno, il 30 settembre scorso.

Il progetto RENATOZEROSETTANTA è stato anche l’occasione per Renato Zero di presentare i brani dei tre dischi in tv in forme differenti: in ogni apparizione televisiva infatti si è esibito per il pubblico con canzoni diverse tratte dagli album, sparigliando ancora una volta le tradizionali regole promozionali e attingendo a questo vasto repertorio di quaranta brani inediti.

In questo terzo ed ultimo capitolo, intimo, immediato e sincero come quelli che l’hanno preceduto, si snodano 13 nuovi brani e ancora una volta si ritrovano e si consolidano le collaborazioni che hanno arricchito tutti e tre i lavori. Il fil rouge che lega le nuove canzoni è ancora una volta l’amore, potenza catartica che muove ogni cosa, scoglio salvifico al quale aggrapparsi quando si è in balia dei flutti imperiosi della vita di tutti i giorni.

Tra un racconto onirico e l’altro, Zero non si esime però dal lanciare anche in quest’ultima produzione dei lucidi messaggi di denuncia sull’attualità: coerente portabandiera degli Ultimi ormai da decenni, grande e coraggioso sparigliatore di luoghi comuni e di dinamiche ingessate, megafono di voci inascoltate. 

“Zerosettanta - Volume Uno” si apre con Amara Melodia, una monumentale richiesta di scuse proprio alle Signora Melodia che, agonizzante, tenta di sopravvivere nell’era in cui karaoke e plug-in sembrano aver preso il sopravvento. Una rassegnata apologia della lucente musica vera, che lentamente muore sotto i colpi dell’appiattimento sonoro. È proprio in quest’immagine che si condensa l’esaltazione del lavoro manuale, vera forza motrice in grado di mettere a tacere gli artifici adottati oggi nella musica italiana, tutte quelle “voci lontane dal sentimento”. Il disco prosegue con Io non mi stancherò mai di te, una ballad romantica e potente, un appello rivolto alla persona amata con la preghiera di un ultimo incontro. In Orfani di Cielo, la terza traccia dell’album, Zero volge gli occhi al tetto blu del mondo, aprendo un dialogo sincero e misericordioso con una forza benevola. In un mondo in cui soprusi, incertezze, violenze e ingiustizie regnano sovrane, il brano vuole essere una preghiera rivolta proprio al cielo, perché continui ad avvolgere poeti e ladri, e a regalarci le mille meraviglie del creato.

Nel finale del brano, un ultimo, significativo pensiero rivolto ai lavoratori del mondo dello spettacolo, “gente che comunica felicità, attiva, positiva, generosa e che sorride sempre”.

Un ossimorico appellativo, e il titolo è servito! Nel quarto brano del disco, Zero manda una missiva ad una vecchia conoscenza, quel Nemico Caro che, offuscato dalla vanità, troppe volte gli ha teso trappole, ma che non riesce mai completamente ad allontanare dalla mente e dalla vita: “ciò che non uccide fortifica” sembra essere il messaggio della canzone, in cui Zero grida al suo detrattore “Sfidami / torna qui / dove vai / mi annoio se non ci sei”. Il disco prosegue con Io e Te, una delicata cartolina d’altri tempi. Il mittente: un uomo che ritrova il coraggio di spazzare via i grigiori della vita e lottare per preservare un sentimento purissimo, nonostante il peso dell’età che avanza e il timore di rimanere ingabbiato nelle maglie dell’amore.Una prorompente marcetta bandistica condita d’ironia, poi la voce megafonata di Zero annuncia l’entrata in scena de L'Ultimo Gigolò. La sesta traccia del disco è un brano ritmicamente sostenuto, che spariglia una volta in più luoghi comuni e schemi legnosi. Nel tran tran odierno di appuntamenti frenetici, concorrenza alle stelle e sensualità ridotta all’osso, accade che un gigolò possa ripensare con nostalgia agli occhi sognanti e alla timidezza dei primi incontri, camminando col cuore sul bavero della giacca - perché “puttane siamo tutti, romantici un po’ meno”.

Ti ricorderai di me è una ballad riflessiva e profonda, dedicata alla vita e al saliscendi di emozioni contrastanti che regala, andando a segnare inevitabilmente il cammino di tutti noi.

Poi un veloce cambio d’abito per Zero, che torna a vestirsi d’irriverenza con Finalmente te ne vai: brano dalle atmosfere pop, scanzonate e vivaci che dipinge con sarcastica ironia la chiusura di un rapporto di coppia. Dentro c’è la tutta la voglia di rinascita di chi, finalmente, si è liberato di un enorme fardello ed è pronto a riprendersi la sua vita… e l’argenteria!

Gli Anni Della Trasparenza è uno scorcio genuino della giovinezza più autentica, di quando ci si sente invisibili ai propri stessi occhi e a quelli di chi ci circonda, e si deve lottare strenuamente per poter affermare la propria identità. In questo immenso e coraggioso vivere, il tempo lascia “amori e stanze vuote”, ma allo stesso tempo regala ogni giorno l’entusiasmo per affrontare nuove sfide e occasioni.

La traccia dieci è dedicata al sentimento che più di ogni altro apre imponenti squarci di luce nell’oscurità: l’amore. C’è, primo singolo estratto dal disco ed uscito il 20 novembre, è introdotto dal tema di un rullante che contribuisce a creare un’atmosfera iniziale di solenne ieraticità e che passa in rassegna le varie declinazioni dell’amore. Ma è l’esserci l’uno per l’altro la dimostrazione più evidente del valore del sentimento che “c’è”.

Che cosa è successo alla nostra povera e disorientata Italia, patria di genio, esperienza, gusto e creatività? L’Italia si desta? dipinge una nazione disillusa e ferita, che ha smesso di credere in quegli stessi valori che hanno contribuito a farla conoscere al mondo come “Il bel Paese”: nella terra degli spaghetti in compagnia, dei cuori grandi e dei cieli blu, sembra si sia deciso di rinunciare pure “a pane e burro per una fetta di ipocrisia / in balia di questa democrazia cieca”. Il disco prosegue con Il tuo eterno respiro, dove Zero sembra accarezzare la nostra cara Madre Terra. Un brano che è un ringraziamento sincero e misericordioso ma anche un messaggio di speranza: “Dentro di noi qualcosa si sta muovendo / forse Dio, una carezza e chissà”.

Dopo tanto peregrinare, “Zerosettanta - Volume Uno” trova il suo approdo sicuro in Un Mondo Perfetto, traccia conclusiva del disco, attraverso cui viene dipinto, con romantiche melodie, un mondo idilliaco fatto di tolleranza, equilibrio, innocenza e rispetto.

Il cerchio dunque si chiude, ma il viaggio non si conclude: il 30 settembre scorso Renato Zero è partito per andare incontro al mondo con la feroce sincerità con cui si è sempre contraddistinto, ed è un viaggio, questo, che non può finire perchè è una continua ricerca, un continuo divenire.

Quel Pierrot contemplativo e visionario, seduto sulla Luna, non smetterà mai di viaggiare.

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  • Renato Zero: "Zerosettanta - Volume Uno"
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