Queen Lear con le Nina's Drag Queens visto al Teatro Carcano
Lunedì 14 Gennaio 2019

Queen Lear con le Nina's Drag Queens visto al Teatro Carcano

Shakespeare en travesti rivisitato a teatro per divertire il pubblico di qualsiasi età

Valeria Prina
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Tanti giocattoli, ma anche la scritta Lea R che vista dalla platea del Teatro Carcano a Milano appare rovesciata, stile scrittura di Leonardo Da Vinci. Facile pensare che in Queen Lear, diretto e interpretato dalle Nina's Drag Queens, non c'è nulla di tradizionale. In realtà siamo all'interno del negozio di giocattoli aperto da Lea Rossi (Lea R.), che ora, dopo tanti anni, è decisa a passarlo in eredità a quella delle tre figlie che le dimostrerà più affetto. L'eco del Re Lear di Shakespeare appare dunque nella storia di base, come uguali sono i nomi delle figlie, Gonerilla e Regana, le due che si dimostreranno per nulla affezionate e pronte a litigare per conquistare Edmund e la più piccola, Cordelia, solo apparentemente superficiale. Nel proseguo della storia troveremo altri nomi-personaggi di origine shakesperiana. Molto vicino a Shakespeare è anche il fatto che siano tutti uomini, qui drag queen, a interpretare i ruoli femminili, quasi tutti, con solo un attore nella parte di Edmund, il migrante, che, staccandosi dagli altri, sottolinea meglio il fatto di essere considerato diverso, come un intruso arrivato in Inghilterra. Nemmeno il travestimento è estraneo al Re Lear, almeno nel senso del camuffarsi, anche se riguarda personaggi della parte più storica della tragedia, che qui affiora solo nella scelta di alcuni nomi. Così l'amica di Lea si chiama Kent a rievocare il conte di Kent. Se i nomi dei personaggi e la storia, con un po' di rivisitazioni, corrispondono al testo di Shakespeare, la messinscena è invece ben diversa. Canzoni recuperate nelle parole, che prendono così nuova e differente vita, si intersecano con altre battute (alcune anche in inglese), stuzzicando il senso ironico (e conseguente risata) degli spettatori. Così sentiamo dire «Insieme a te non ci sto più» e «Mi dispiace devo andare: il mio posto è là» e le indicazioni stradali sono date citando titoli di canzoni molto famose. E naturalmente la recitazione – e non poteva essere diversamente – appare sopra le righe. A questo si accompagnano tanti cambi di scena e gli abiti delle tre sorelle stile contemporaneo e in colori molto sgargianti come le parrucche, perché lo spirito delle Nina's Drag Queens non si tradisce nemmeno sotto l'ombra di Shakespeare.

Il risultato è uno spettacolo che non tradisce il tema di base di Shakespeare, con la sorella Cordelia più riservata e apparentemente anaffettiva, invece unica capace di sacrificarsi per il padre/madre, perché l’apparenza spesso inganna. A questo si aggiunge un tema attuale, ben tratteggiato, come quello della migrazione, di cui vengono sottolineate le caratteristiche e i vantaggi che possono portare a una popolazione, in questo caso gli inglesi, non disposti a fare certi lavori. Ma tutto è raccontato con uno stile che, oltre a saper catturare l'attenzione, è in grado di parlare un linguaggio più vicino al pubblico giovane, a dimostrazione che il teatro non è polveroso nemmeno quando l'origine affonda in un lontano passato. Ugualmente ha le carte in regola per piacere a un pubblico che ama il teatro e coglie le tante possibilità di divertire che offre un classico, seppure intricato come il Re Lear scritto da Shakespeare.

Queen Lear
Uno spettacolo delle Nina's Drag Queens
Testo Claire Dowie da William Shakespeare
Musiche originali Enrico Melozzi, Ideazione Francesco Micheli, Traduzione Michele Panella e Lorenzo Piccolo
Interpreti e regia Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò
Personaggi e interpreti: Lea Sax Nicosia; Mrs. Kent Gianluca Di Lauro; Gonerilla Lorenzo Piccolo; Regana Ulisse Romanò; Cordelia/Edmund Alessio Calciolari
Scene Erika Natati |Costumi Rosa Mariotti |Luci Andrea Violato |Parrucche Marco’s Wigs |Fonico di palco Alessandro Baldo | Assistente alla regia Camilla Brison
A Milano al Teatro Carcano dal 10 al 20 gennaio 2019 (debutto nazionale)

 

Queen_Lear

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