Quando la melodia dei Jalisse incontra il metal dei Teodasia: “Non aver paura di chiamarlo amore” - intervista
Venerdì 20 Marzo 2020

Quando la melodia dei Jalisse incontra il metal dei Teodasia: “Non aver paura di chiamarlo amore” - intervista

Cristian Pedrazzini
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I Jalisse, Alessandra Drusian e Fabio Ricci, da quella vittoria a Sanremo del 1997, di strada ne hanno fatta tanta.  Abbiamo visto Alessandra, sostenuta dal suo “Jalisso”, stupire pubblico e critica con le sue performance nella trasmissione, di Carlo Conti, Tale e Quale show dove ha dimostrato di non avere solo delle eccezionali doti canore, ma di saper fare molto di più. Questo 2020 li ha visti impegnati in Teatro con lo spettacolo “Non aver paura di chiamarlo amore” dove, tra musica e gag divertenti, si raccontano come coppia artistica e nella vita, in un Musical che è stato rinviato per ovvie ragioni e, come se non bastasse, in un nuovo esperimento musicale con la band metal dei Teodasia. Infaticabili e curiosi sperimentatori, i Jalisse affidano a questo nuovo singolo il compito importante di guardare all’amore come atto di coraggio.

Martedì 17 marzo col fiorire della primavera, nonostante il “buio “ di questi giorni, avete scelto di far uscire il vostro ultimo singolo. Quale messaggio avete voluto affidare a “Non aver paura di chiamarlo amore”?
Abbiamo scelto, dopo diversi rinvii, di pubblicare questo brano proprio per il suo significato. In un momento così difficile, tanto doloroso e inaspettato, l’amore può fare la differenza. Che cosa può essere di conforto quando ogni certezza, ogni punto di riferimento svanisce? Solo l’amore. Amare è un atto di coraggio, perché ci costringe ad abbassare le difese, a rinunciare in qualche modo a noi per l’incontro con l’altro. Ci difendiamo inconsapevolmente da questo sentimento, non chiamandolo col suo nome, nel tentativo di sottrarci alla sua forza. In questi giorni d’isolamento e separazione, vorremmo che potesse essere di aiuto, perché insieme si è più forti, sempre.

Com’è nato questo brano?
E’ un brano nato, in tempi non sospetti, tra novembre e dicembre quando eravamo impegnati nelle prove di “Non aver paura di chiamarlo amore”, uno spettacolo teatrale dove con musica e parole ci raccontiamo come coppia sul palco e nella vita. Mi girava in testa una cadenza melodica legata al titolo della commedia musicale che stavamo provando –dice Alessandra- e di lì è partito tutto. Il testo lo abbiamo scritto a quattro mani sull’onda di quella mia ispirazione, in seguito Fabio ne ha composto l’arrangiamento.

Mi sembra di capire che i giubbotti di pelle nera, che amate indossare, siano un chiaro indizio della vostra vena Rock, è così?
Assolutamente! I Jalisse non sono solo melodici, anzi abbiamo dichiarato da sempre la nostra passione per il rock. Ci piace ascoltare gruppi come gli Epica, band metal rock olandese, che ha come voce solista quella di Simone, che è una soprano con la quale creano un bel contrasto di colori e sonorità. Anche per il nostro Tour da sempre scegliamo di essere accompagnati da musicisti con un bel Groove da coniugare con il nostro pop melodico.

Com’è stato l’incontro con i Teodasia?
Questo è un sogno che coltivo da qualche tempo – afferma sorridendo Fabio - che si è concretizzato nell’incontro con i Teodasia, una band veneta da dieci anni sulla scena internazionale del metal. Questi musicisti eccezionali sono Francesco Gozzo, batteria, Matteo Frare, chitarra e Alberto Gazzi, basso. L’unione tra le loro sonorità a tinte forti e la voce limpida di Alessandra ha dato vita a qualcosa di nuovo che probabilmente sulle scene della musica italiana mancava. Un’esperienza che ha entusiasmato tutti noi creando una bellissima sinergia e regalandoci emozioni inaspettate.

Un bel messaggio con un testo importante che mai come oggi sembra essere attuale. Voi abitate in Veneto, quindi in un isolamento cominciato già tre settimane fa. Come state vivendo questo momento?
Come tutti siamo in casa, con le nostre figlie. Ci riteniamo fortunati perché avendo qui lo studio, possiamo lavorare al nostro disco. In cucina discutiamo un po’ – interviene Alessandra – cercando di metter d’accordo, come sempre, la cucina romana di Fabio con la mia veneta. Cerchiamo di fare del nostro meglio per essere a sostegno di chi sta combattendo in prima linea questa guerra. Avremmo dovuto girare il video di “Non aver paura di chiamarlo amore”, in una bella Villa Veneta e fare le foto promozionali con la band, tutto questo ha perso importanza di fronte a tanto dolore. Questa canzone, scritta quando non era lontanamente immaginabile questa situazione, oggi assume un significato particolare. Questa è la ragione per cui abbiamo deciso di pubblicarla, nonostante tutto.  Un abbraccio grande a tutti da parte nostra!

Jalisse
Jalisse
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