Piccolo Teatro di Milano stagione 2020-2021 Prima parte
Martedì 21 Luglio 2020

Piccolo Teatro di Milano stagione 2020-2021 Prima parte

Anche anticipazioni su quanto previsto in cartellone dal 12 gennaio 2021 in nome di una fiducia in un futuro migliore

Valeria Prina
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Non solo monologhi per il Piccolo Teatro di Milano nei prossimi mesi, che segnano l’inizio della stagione 2020-2021. Niente testi con tema covid (per fortuna), piuttosto a fare da fil rouge è il tema della solitudine, il sentimento che si è vissuto in questi mesi di distanziamento fisico. Non sociale, come tiene a sottolineare giustamente Sergio Escobar. Che, con una conferenza stampa forse per la prima volta a luglio (e via Zoom), ha presentato la stagione 2020-2021 per il periodo dal 6 ottobre a dicembre, prima parte che tiene necessariamente conto delle disposizioni attuali. Sono disposizioni in evoluzione, ed ecco perché della seconda parte della stagione si parla solo come «spettacoli pre-visti».

Il cartellone segna una continuità con la stagione estiva, che ha visto un coinvolgimento dell’intera città nei vari municipi, come tiene a sottolineare l’assessore alla cultura Filippo Del Corno. Questa estiva è come una stagione diffusa, che permette di condividere l’esperienza teatrale invece mancata con il lockdown. Altro aspetto importante, che caratterizza l’attività del Piccolo Teatro, è l’accessibilità per il pubblico a cui i giovani hanno risposto con molta vivacità.

La presentazione dei prossimi mesi di attività teatrale è un segno di fiducia in un futuro auspicabilmente migliore, ma è anche un modo per ribadire il fondamentale ruolo della cultura anche nei momenti di difficoltà. È anche un modo per sottolineare il desiderio di collaborare con le altre realtà teatrale. Così, più che di una ospitalità, si tratta di un’apertura delle porte al Teatro i, che, non potendo operare nella propria sala, porta al Teatro Studio Melato Tu es libre con Viola Graziosi, Paolo Lorimer, Maria Caggianelli Villani, Alberto Malanchino, Francesca Garolla(9-18 ottobre). Alle medesime condizioni è presente il Teatro della Cooperativa con Coppia aperta quasi spalancata di Dario Fo (Teatro Grassi, 9-20 dicembre). Entrambi spettacoli visti nelle loro sedi.

Ad aprire la stagione il 6 ottobre è Fabrizio Giffoni con un suo studio su Aldo Moro attraverso le lettere,Con il vostro irridente silenzio (Teatro Grassi, fino al 17 ottobre, nella foto Musacchio, Ianniello & Pasqualini). Al Teatro Studio (7-22 novembre) è la volta di Natale in casa Cupiello che per esaltare quel senso di solitudine che sentiva Eduardo ed è forte in questo testo è interpretato daFausto Russo Alesi, solo in scena a ricoprire tutti i ruoli.

Franco Branciaroli da parte sua ha rinunciato a un grande spettacolo per approfondire in scena una pagina dei Promessi Sposi con La notte dell’Innominato (Teatro Strehler dal 28 ottobre all’8 novembre). Lella Costa festeggia invece i 100 anni di Franca Valeri, portando in scena un suo testo di successo come La vedova Socrate (Teatro Grassi, dal 10 al 19 novembre). Monologhi dunque, è vero, ma bisogna considerare che in questo periodo di chiusura non è stato nemmeno possibile provare nuovi spettacoli. Non sono comunque i soli testi in cartellone. Così si annuncia una nuova produzione, in prima assoluta, che non è un monologo: Edificio 3 realizzato dal regista argentino Claudio Tolcachir con attori italiani che indaga legami complessi interpersonali (Teatro Studio Melato, 1-23 dicembre).

Ugualmente con molti attori in scena è La tragedia del vendicatore, riveduta da Declan Donnellan, rispetto alla precedente edizione, alla luce delle disposizioni anti covid e con gli attori con la mascherina del tipo più protettivo in un paio di scene in cui è più stretto il rapporto tra questi (Teatro Strehler, 17-23 dicembre). Altra produzione del Piccolo è Storie di e con Stefano Massini, al pianoforte Paolo Jannacci, alla tromba Daniele Moretto (Teatro Studio Melato, 20-25 ottobre). Arriva anche il mondo del calcio con The Red Lion con tre attori in scena (Teatro Grassi, dal 21 ottobre all’1 novembre, nella foto di Salvatore Pastore).

Tra le presenze internazionali troviamo, l’ultima creazione di Ersan Mondtag, De Living (Teatro Strehler, dall’11 al 14 novembre); del duo franco catalano Baro d’evel, tra le espressioni più interessanti del circo contemporaneo, anch’essi per la prima volta al Piccolo (Teatro Strehler, 17-20 novembre).

Inoltre, come da tradizione, Tramedautore che festeggia 20 anni e NEXT con due spettacoli: Non un’opera buona, del collettivo servomutoTeatro e Sogno americano Chapter1#ray, del milanese Teatro del Simposio.

Per questa segmento di stagione non sono previsti abbonamenti. Sono invece in vendita i biglietti dal 14 settembre. Valgono tutte le norme anti covid.

Tra gli spettacoli previsti per il periodo da gennaio 2021 troviamo il Re Lear della Compagnia Mauri (20-31.1), La Gilda del Mac Mahon con Laura Marinoni, Misery con la regia di Filippo Dini (9-21.2), Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello (9-18.4), Chi ha paura di Virginia Woolf regia di Latella con Sonia Bergamasco (7-18 aprile), Hamlet di Shakespeare ugualmente con Antonio Latella regista dal 29 maggio al 20 giugno, il Macbeth visto da Carmelo Rifici (11-16 maggio), Big Data lo spettacolo studiato con il Politecnico (16-24.1) e Ladies football Club di Stefano Massini che racconta di una compagnia di calcio femminile attiva nel periodo in cui gli uomini erano in guerra e che smise l’attività al ritorno di questi (15 aprile - 16 maggio). Ugualmente previsti in scena sono attori come Silvio Orlando, Gabriele Lavia, Umberto Orsini con Popolizio, Danio Manfredini, Milo Rau, Toni Servillo con Elvira, Marco Paolini.

A sostenere e incoraggiare l’attività - da questo nasce la libertà artistica, fa notare Sergio Escobar - è il consuntivo del 2019 molto positivo, a cui si aggiungono gli sponsor e il sostegno di quegli spettatori che hanno rinunciato a chiedere i voucher per un totale di 300.000 euro. Questo a fronte di tre produzioni che è stato necessario annullare con un conseguente danno dalla chiusura calcolabile in 4 milioni.

Come un manifesto filosofico (pienamente condivisibile) suonano le parole « Il Teatro senza pubblico non è. Il Teatro è un corpo a corpo tra gli attori in palcoscenico e la gente, il pubblico in platea. Il Teatro è questa relazione artistica, umana, sociale».

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