Si è conclusa sabato a Lampedusa la settima edizione di O'Scia (respiro) , la rassegna di musica e arti dedicata al tema dell'integrazione tra le culture dell'Europa e del Mediterraneo che per quattro serate, sotto la direzione artistica di Claudio Baglioni, dal 30 settembre al 3 ottobre ha animato con concerti di primo livelli la bella spiaggia della Guitgia. La finalità della manifestazione è da sempre sensibilizzare Istituzioni, forze politiche e sociali, media e opinione pubblica sul tema immigrazione e sull’esigenza di favorire l’integrazione tra le culture, quale strada obbligata per un futuro di pace e sviluppo tra l’Europa e i paesi del bacino del mediterraneo.Insieme a Claudio Baglioni sono saliti sul palco i nomi più importanti del panorama artistico italiano, come Gianna Nannini, Renzo Arbore, Gianni Morandi, Angelo Branduardi, Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri, Marco Carta, Alessandra Amoroso, Giorgio Panariello,Enrico Brignano, Marco Ferradini, Edoardo Vianello, Paola Saluzzi, Ficarra e Picone, Annalisa Minetti, Laura Bono, Antoine Michelle, Enrico Montesano, Ivano Fossati, Alice, la Pfm, Emanuela Folliero e Giovanni Baglioni.Dalla presenza di artisti come Carta e la Amoroso ( doveva esserci anche Giusy Ferreri, ma ha cancellato la sua partecipazione all'ultimo momento), nasce spontanea la curiosità circa il punto di vista di Baglioni riguardo al fenomeno del talent show: "Al tempo mi proposero di condurre ”Operazione trionfo”, ma non avrei mai trovato il cuore di dire: ”per te la gara continua mentre per te finisce”. Così lasciai il posto a Miguel Bosé - ha spiegato Baglioni alla stampa -. Se il talent show serve a far capire al pubblico che questo mestiere si fa con sacrificio, ingegno e determinazione può avere un anche ruolo positivo. Basta non creare troppa omologazione" .
Ma la notizia più discussa di questo momento è la proposta di Claudio Baglioni di candidare l'Isola di Lampedusa per il Nobel per la Pace, come simbolo del'integrazione culturale, in considerazione delle tante vite salvate da quell'isola e dai suoi abitanti."La candidatura al Nobel di Lampedusa è stata fatta e presa in considerazione”, ha spiegato Claudio Baglioni nella veste di socio fondatore della fondazione che dal 2003 promuove l'accoglienza ai migranti sul territorio delle isole Pelagie, “ Si andrebbe a premiare un’idea comune, e perché questo accada c’è bisogno di una compattezza di pensiero da parte dei cittadini dell’isola. Ho parlato con tre premi Nobel tra cui Shirin Ebadi – premiata per la pace nel 2003 – e le possibilità di ottenere questo riconoscimento ci sono, dipenderà dagli stessi premi Nobel verificare l’idoneità della proposta e decidere di conseguenza”.
"Mi fa piacere che negli anni questa manifestazione riesca a mantenere le sue caratteristiche iniziali, che sono quelle dell’integrazione e dell’uguaglianza”, è questo il bilancio di Claudio Baglioni sulla settima edizione di O’ Scià, “E’ un festival che non assomiglia a nessun’altra rassegna, che punta ancora sulla sorpresa e sulle mescolanze di genere. E’ pazzesco come sul palco di O’ Scià si possa sentire da un minuto con l’altro una varietà dei generi musicali che hanno caratterizzato la canzone italiana. Siamo tutti qui, anche se ognuno con il suo pensiero, magari anche diverso, a sostenere l’integrazione e a collaborare per un futuro di festa. E’ questa la vera energia di O’ Scià”.
A proposito della presenza alla rassegna di Giovanni Baglioni, chitarrista, figlio di Claudio: “Certo che è stato emozionante salire sul palco e duettare con mio figlio”, ha detto l’artista romano, “ma è anche vero che Giovanni ha una grandissima faccia tosta e questo sul palco mi rassicura sempre. Mi ricorda me da piccolo, mio padre mi aveva raccontato che quando avevo quattro anni gli tiravo i pantaloni e gli chiedevo di fare finta di annunciare che da lì a poco avrei cantato. Dico sempre che non so come sono finito a fare questo mestiere, forse il piglio di fare il cantautore l’ho sempre avuto, fin da piccolo. Faccio questo lavoro da quarant’anni, e di sicuro non voglio perdere il posto proprio adesso. A tale proposito vorrei anche smentire le voci sulla mia candidatura a sindaco di Lampedusa, visto che mestiere ce l’ho già”.
Il rapporto di Baglioni con Lampedusa – e vice versa - è in ogni caso di grande riconoscimento e rispetto: “Mi auguro di fare l’ottava edizione l’anno prossimo. Siamo sempre appesi ad un filo, ma quello che è certo è che se non si farà a Lampedusa non si farà da nessun’altra parte. Sono contento di avere l’appoggio e il sostegno dello stato, delle istituzioni e dei ministeri, ma se questi venissero a mancare, non penserei mai e poi mai di rivolgermi a sponsor privati. Ho sempre cercato di fare le cose senza mettere contro nessuno, perché l’obiettivo dev’essere comune. Non penso sia da definire contraddittorio l’essere appoggiato da un governo che fa leggi contro gli immigrati mentre qui si parla di integrazione: il pensiero è lo stesso, sono le misure ad essere differenti. Non dico che bisogna accogliere chiunque, ma da lì al respingimento c’è anche una cosa chiamata dialogo”.
La chiacchierata con Baglioni si fa più leggera quando si parla invece di talent show televisivi: “Non sono contrario a questo tipo di programmi, in realtà ritengo sia anche un mezzo interessante per far capire ai telespettatori che dietro il mestiere del cantante c’è molta preparazione. Non so però quanto favorisca gli artisti dal punto di vista della loro personalità, forse si rischia andare verso un’omologazione di voci, a discapito della personalità”.
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