Oltre la soglia, la nuova fiction Mediaset con Gabriella Pession in onda da mercoledi' 6 novembre, in prima serata su Canale 5
Martedì 29 Ottobre 2019

Oltre la soglia, la nuova fiction Mediaset con Gabriella Pession in onda da mercoledi' 6 novembre, in prima serata su Canale 5

Antonio Galluzzo
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Da mercoledì 6 novembre, in prima serata su Canale 5, al via la nuova serie medical “Oltre la soglia” con Gabriella Pession.

La fiction è prodotta da Paypermoon Italia e diretta da Monica Vullo e Riccardo Mosca. Ideata da Laura Ippoliti vanta nel cast anche Paolo Briguglia, Alessandro Tedeschi, Nina Torresi, Camilla Ferranti e con la partecipazione di Giorgio Marchesi.

“Oltre la soglia” è una fiction dai toni asciutti e ironici, che ha il coraggio di affrontare ed esplorare temi duri e scottanti, rompendo il muro di silenzio che circonda le malattie psichiatriche, soprattutto quando colpiscono i giovani. Una serie che ruota intorno a un tema fondamentale: che cosa fa di noi quello che siamo? Qual è il limite oltre il quale il disagio, la patologia ci privano della cosa più preziosa, la nostra identità? O, viceversa, quando la diversità diventa, se non una ricchezza, un’occasione di guardare alla realtà con altri occhi? Un racconto senza retorica, che mette al centro diagnosi appassionanti, un mondo di ragazzi sorprendenti e un personaggio affascinante ma ostico, Tosca Navarro sempre pronto ad agire fuori dagli schemi pur di aiutare i suoi pazienti. Perché lei è stata come loro… 

Tosca Navarro (Gabriella Pession) è il primario di un reparto all’avanguardia nella cura di adolescenti con disagi psichici. Nel suo campo Tosca è la migliore, ma nasconde un segreto: un passato difficile e una diagnosi di schizofrenia. Una bomba a orologeria pronta a esplodere, che se da una parte le permette di leggere meglio di chiunque altro le menti fragili, le anime danneggiate dei suoi pazienti, dall’altra la consuma in fretta e la espone continuamente al rischio di far scoprire al mondo il suo segreto e di precipitare di nuovo nella malattia.

In reparto può avvalersi dell’aiuto di validi psichiatri e psicologi. Tra questi Alessandro Agosti (Paolo Briguglia) con il quale Tosca è severa e sarcastica, ma in fondo lo stima, gli vuole bene e lo aiuterà nella ricerca dell’amore.

All’interno della clinica troviamo anche la simpatica e umile caposala Maria Palli (Ida Sansone) e il dottor Francesco Negri (Alessandro Tedeschi), psichiatra preparato, narcisista, competitivo, l’antagonista professionale di Tosca.

A sostenere Tosca nelle sue battaglie c’è Barbara Cappello (Nina Torresi), psicologa bella, bionda, solare e innamorata di suo marito. Con il tempo il loro rapporto diventerà più intimo e Tosca deciderà di aiutare Barbara nel risolvere i problemi della sua sfera privata.

Purtroppo, avendo a che fare con i ragazzi, spesso Tosca deve fronteggiare l’intervento del Tribunale dei Minori e dei Servizi Sociali: Piergiorgio Di Muro (Giorgio Marchesi), uno dei PM della Procura, attento e scrupoloso, si scontra subito con l’insofferenza di Tosca alle regole, in un conflitto che sembra insanabile che invece sfocia in un’attrazione a cui entrambi cercano, invano, di resistere.  Tosca e Di Muro sono i poli di un magnete in mezzo al quale c’è il segreto della malattia di lei. Per l’intero arco della serie la loro relazione oscilla tra verità e bugie, attaccamento e abbandono, coraggio e paura.

Dello staff fa parte anche Mirta Tonutti (Camilla Ferranti), l’assistente sociale; con grande esperienza sul campo, fronteggia famiglie complicate che spesso sono la causa dei problemi dei giovani pazienti. Lei e Tosca sono molto amiche e insieme formano un’ottima squadra: stessa ironia, intesa perfetta, e solida complicità. 

Il primo caso che Tosca deve affrontare è quello di Jacopo (Ludovico Tersigni), diciassettenne appassionato di disegno, apparentemente soggetto ad attacchi di natura psichiatrica, il cui genio ribelle non viene riconosciuto nel contesto degradato in cui vive. Sarà Tosca a capire che il ragazzo è cognitivamente iperdotato e a dargli una possibilità di esprimersi al di fuori del reparto dove i meno attenti vorrebbero rinchiuderlo.

"Girare questa serie ci ha dato la grande opportunità di affrontare un argomento che coinvolge moltissime famiglie: come riconoscere ed affrontare le patologie legate ai disturbi psichici negli adolescenti - raccontano i registi Monica Vullo e Riccardo MoscaAbbiamo raccontato senza censure, senza ipocrisia, senza ammorbidire i toni, la vita quotidiana di un reparto di neuropsichiatria infantile, un reparto d'eccellenza, un luogo di frontiera dove ogni giorno i medici devono fornire un supporto concreto ai giovani in cerca di aiuto. Pensiamo sia importante raccontare queste storie per sconfiggere i pregiudizi e le paure che sono ancora legati alla malattia mentale che va affrontata come ogni altra malattia, come ogni altro disagio, va capita, studiata, sconfitta - continuano. Coraggiosa compagna di viaggio, Gabriella Pession ha vestito gli scomodi panni di Tosca, primario del nostro reparto di neuropsichiatria infantile, un personaggio scomodo, puntuto, sarcastico. Una donna che ha imparato a convivere con la sua sofferenza e con quella dei suoi giovani pazienti con i quali ha un rapporto unico, empatico, diretto. Una donna forte proprio nella sua fragilità, che insegna ai suoi pazienti come sia fondamentale non “essere” la malattia, ma imparare a conoscerla, a circoscriverla, a dominarla.
Straordinari i giovani attori; ci hanno stupito, ci hanno commosso, consapevoli della sfida a cui andavano incontro hanno prestato corpo, voce, emozioni ai loro personaggi con tenerezza, profondità, grande attenzione a non lasciarsi andare a facili semplificazioni, ma cercando sempre il giusto tono, la verità di ogni personaggio, la realtà di ogni singola storia.
Ci auguriamo che il messaggio che abbiamo voluto lanciare con Oltre la Soglia sia forte e chiaro, la malattia mentale va affrontata senza ipocrisia; le famiglie, gli amici, tutti quelli che sono vicini ad un ragazzo che manifesta un disagio mentale devono stargli accanto, accompagnarlo nel suo cammino di consapevolezza, così che possa vivere la propria adolescenza ed andare incontro all'età adulta come ogni coetaneo, cercando proprio nella 'diversità' la propria personalissima ricchezza - concludono".

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