No al biglietto nominale ai concerti dal vivo
Martedì 9 Luglio 2019

No al biglietto nominale ai concerti dal vivo

I promoter di musica dal vivo, tutti concordi, motivano il no

Valeria Prina
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Biglietto nominale ai grandi concerti dal vivo? Assolutamente no: sono tutti d'accordo. Per una volta gli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo, riuniti in Assomusica, si sono trovati tutti intorno allo stesso tavolo (nella foto), sulle stesse posizioni, per motivare il loro "no" deciso. Nessun vantaggio e invece solo problemi per tutti, in un settore che è in forte crescita e genera un importante indotto. Secondo i dati Assomusica l'Italia è tra i più importanti mercati per la musica dal vivo nel mondo, sesta dopo Usa, Germania, Giappone, Inghilterra, Francia. Nel 2018 i ricavi direttamente legati alla vendita di biglietti sono stati di oltre 589 milioni di dollari. Ugualmente da Assomusica arrivano altri dati particolarmente indicativi: nel caso di Firenze Rocks 2018 si sono avuti oltre 196.000 spettatori, di cui il 72% proveniente da altre regioni e il 3,9% dall'estero. Ogni italiano ha speso in media 236,6 euro e si stima in 34,2 milioni di euro la produzione totale attivata dalle spese degli spettatori sul territorio toscano.

Il biglietto nominale diventa penalizzante per il settore. Perché impone lunghi controlli ai cancelli, che richiedono agli spettatori di arrivare con molto anticipo e magari aspettare sotto il sole o la pioggia, prima in coda e poi in attesa che il concerto inizi. Invece il pubblico con il biglietto a posto numerato si è ormai abituato ad arrivare poco prima dell’inizio del concerto. Anche i costi sono destinati ad aumentare, perché l'allestimento dovrebbe iniziare con molto anticipo - anche prima dell'alba – prima dell’ingresso del pubblico. Secondo le previsioni Assomusica si potranno avere rincari medi di 8-10 euro. La vendita dei biglietti inizia con molti mesi di anticipo, anche un anno: chi acquista può non sapere con chi andrà al concerto, nel caso voglia acquistare due biglietti, o può all'ultimo dover rinunciare. In questo caso rivendere il biglietto diventa particolarmente complicato. «Le procedure per il cambio del nominativo – spiegano – passeranno attraverso l’Agenzia delle Entrate, non saranno semplici e immediate e potranno comportare ulteriori costi». Nel periodo legato al Natale risulta una impennata di vendita di biglietti: sono regali natalizi - normalmente due biglietti -, ma non si può chiedere a chi li riceverà in regalo con chi pensa di andare al concerto. Anche da un punto di vista psicologico il biglietto nominale ha una influenza negativa. Un concerto è emozione, entusiasmo, gioia: la schedatura è esattamente l'opposto. E allora come risolvere il problema del secondary ticketing con biglietti acquistati a prezzi maggiorati su siti non ufficiali? La legge, in vigore dal 1° luglio, è già fallita, fanno notare, dal momento che i biglietti si trovano, come prima, su quei siti. Qualcuno ne propone l'oscuramento, ma Clemente Zard sottolinea l'importanza di evidenziare quali sono i siti ufficiali delegati alla vendita: molti non lo sanno e racconta di spettatori che hanno acquistato biglietti a prezzo maggiorato, quando invece erano ancora in vendita sui siti ufficiali. La "sola" è dietro l'angolo: meglio guardare attentamente prima di girare l'angolo.

No al biglietto nominale ai concerti dal vivo

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