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2009

Gran Galą – Ennio Morricone Per Il Cinema

20/02/2010

Nina Zilli vince il Premio della Critica
Il dinosauro tecnologico che non sfugge a Facebook


L'infanzia in Irlanda, due anni vissuti negli Stati Uniti, esperienza televisive a Mtv e al Roxy Bar di Red Ronnie, Nina Zilli è la vincitrice del premio della Critica nella sezione nuove proposte. Ha cominciato con una formazione classica, lasciata un pò a metà. "Ho studiato pianoforte in Conservatorio ma non mi sono diplomata - racconta - a casa ho ancora l'esame, Debussy, ma faccio una battuta ogni due anni, un po' come il galeone di Dylan Dog, non lo finirò mai...".
Nel frattempo ha iniziato a crescere ed è diventata rock'n'roll, "ho abbandonato la classica, suono la chitarra ma molto male, giusto in levare perché uno dei grandi amori della mia vita è la musica giamaicana". Ha studiato canto lirico "ma al saggio finale mi volevano vestire da novizia, da suora, m'è preso un colpo, ho abbandonato tutto di corsa. Comunque mi è servito, molto. Poi ho preso lezioni di canto, e via". Due band nel curriculum. The Jerks nel 1997 e Chiara&Gliscuri nel 2000, ma sempre senza l'approvazione di mamma e papà. "I miei genitori non mi hanno mai appoggiata, mia madre mi diceva 'puoi farlo, sì, per hobby, però non puoi pensare di cantare, ti devi laureare'... Comunque nessun risentimento - dice - erano discorsi da genitori coscienziosi, anzi, oggi sono molto felici per me".
Si definisce "un dinosauro tecnologico", scrive tutto a mano su un taccuino ma non sfugge a Facebook. E proprio il social network le ha riservato una sorpresa. "Quando Ozpetek, che l'ha sentita e se ne è innamorato, ha voluto la mia canzone per il suo film, la mia discografica non mi aveva detto niente. E siccome su Facebook io accetto sempre l'amicizia anche di chi non conosco, perché penso di dovere tutto al mio pubblico e quindi voglio essere gentile con chi mi contatta, un bel giorno ho beccato un ragazzo che aveva lavorato nella produzione del film, che mi ha dato la notizia. Sono caduta dal pero, amo Ozpetek, un signor regista con sensibilità sopraffina. Ed è fantastico perché l'ha inserita 'fisicamente' nel film, c'è Riccardo Scamarcio che la canta davanti allo specchio, si vede anche nel trailer, è buffissimo...". Un tributo al cinema anche il titolo della canzone portata a Sanremo, L'uomo che amava le donne, "perché quello di Truffaut è uno dei miei film preferiti, per questo ho deciso di scriverci una canzone, ho appuntato qualche dialogo sul taccuino, poi via via ho sistemato il testo". Non solo Truffaut, naturalmente, "mi piace anche Kubrik, altro grande maestro, ma pure Tarantino". Registi ideali, musica ideale. E l'uomo ideale? Non certo quello che compare nel video di L'amore verrà, cover di Can't Hurry Love delle Supremes, in cui lei, sexy pin up in sottoveste di seta chiara e tacchi a spillo, gioca con un ragazzo pelato, coi baffoni, il petto (un po' troppo) villoso, una pancia non proprio da body builder. L'uomo dei sogni di Nina sarà probabilmente l'opposto, no? La Zilli ci pensa un attimo. "Coraggio, diglielo", le fa l'addetto stampa che le sta accanto. "Bè - risponde lei - veramente quello nel video è il mio fidanzato...".



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