Mrs. Fairytale visto al Teatro Franco Parenti
Martedì 11 Gennaio 2022

Mrs. Fairytale visto al Teatro Franco Parenti

Filippo Timi va oltre battute e richiami hollywoodiani per affrontare temi rilevanti

Valeria Prina
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C’era una volta Filippo Timi: ora c’è (di nuovo) Mrs. Fairytale (a Milano al Teatro Franco Parenti). Viene direttamente dallo spettacolo di successo di 10 anni fa, dal titolo “Favola”. Ma non tutte le favole sono allegre: questa non lo è, perché la signora in questione, casalinga americana anni ‘50, è stata lasciata dal marito la notte di Capodanno e lei si trova a dialogare con il cane impagliato. E non solo, perché non c’è nulla di allegro nella sua vita. Al di là della storia (in cui è facile perdersi), per Filippo Timi, la casalinga in questione, è l’occasione per giocare con il pubblico e lo fa senza barare, spesso rivolgendosi agli spettatori e parlando della quarta parete che non gli è mai piaciuta (e infatti regolarmente e anche questa volta la infrange).

Tra battute, lazzi, giochi di parole, momenti elaborati come tormentoni, parla a modo suo dei Beatles (con relativa musica) e quando riceve un LP gioca a inorridirsi davanti a un (immaginario) scarafaggio. Tante sono le citazioni da cogliere, quasi occultate tra varie battute e risate del pubblico. Chiamano in causa quel cinema hollywoodiano, che già faceva da contorno a Favola: si va dal Jason di Venerdì 13 all’Uomo invisibile, occasione per parlare di quella invisibilità che va oltre l’aspetto fisico e sfocia in sofferenza (ed è comunque un momento di sorpresa all’interno dello spettacolo). Ma attenzione: c’è un terzo livello di lettura, che a Filippo Timi sta sicuramente più a cuore e va colto, pur se quasi occultato tra giochi di parole, citazioni, risate del pubblico. Parla con sdegno, apparentemente misurato, di discriminazione razziale nell’America anni ‘50, quando a una nera veniva impedito di sedersi su un autobus, che doveva essere riservato ai bianchi (Rosa Parks arriverà dopo). E - poco importa se c’è un salto temporale - parla anche di quegli applausi in Senato, quando hanno affossato una legge che definisce «imperfetta ma necessaria»: ne parla senza fare nomi, ma invece dichiarando tutto il suo schifo.

È uno spettacolo pieno di sorprese, a base di gesti, oggetti che appaiono, ma anche di immagini e luci che creano momenti imprevedibili all’interno di una scenografia decisamente ricca, dove Mrs. Fairytale si muove con tanto di abito vaporoso e tacchi. E dove Filippo Timi si muove riempiendo tutto lo spazio scenico. E non manca un momento in cui mima (playback di mezzosoprano) la cavatina cantata da Rosina, tratta dal Barbiere di Siviglia. Se siete fortunati, alla fine c’è anche un bis per ridere ancora una volta secondo la «dimensione Filippo Timi».

Mrs. Fairytale
Non si torna indietro dalla felicità
di e con Filippo Timi
e con Emiliano Coltorti
costumi Fabio Zambernardi; assistenti alla regia Beatrice Cazzaro, Daniele Menghini; macchinista Alberto Accalai; fonico Domenico Ferrari; sarta Chiara Lo Mauro; truccatore Enrico Maria Ragaglia; amministratrice di compagnia Carlotta Pircher
Scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
produzione Teatro Franco Parenti
a Milano al Teatro Franco Parenti, dal 30 dicembre al 14 gennaio 2022, Sala AcomeA (prima nazionale)

Mrs. Fairytale visto al Teatro Franco Parenti

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