Mozart e Salieri visto all’OutOff
Mercoledì 4 Marzo 2015

Mozart e Salieri visto all’OutOff

A teatro con la regia di Alberto Oliva

Valeria Prina
scarica l'articolo in formato pdf

Mozart e Salieri. Il titolo dello spettacolo, ora a Milano al Teatro Out Off, dice già molto: si parla di musica, di una contrapposizione tra due modi differenti di creare, di genialità osteggiata, di una rivalità che la leggenda ha amplificato fino a ipotizzare l'avvelenamento di Mozart da parte di Salieri. Così l'aveva raccontato Puskin e più recentemente Forman con il film Amadeus. Una leggenda che ha anche contribuito a far ricordare Salieri, che altrimenti sarebbe stato totalmente dimenticato (chi è in grado di citare un’opera di Salieri?).

Salieri aveva abbastanza talento per riconoscere che Mozart ne aveva di più. Partendo da questa considerazione, fulcro di alcune pagine del libro di Ambrogio Borsani, il regista Alberto Oliva, drammaturgo con Mino Manni, ha costruito lo spettacolo “Mozart e Salieri”, che si apre con un Mozart, abito sbrindellato, movimenti da schizzato, che suona meravigliosamente “Il flauto magico”.

Ancor più che le parole sono i suoni e i gesti che raccontano la storia, grazie alla bella scelta registica di Alberto Oliva e la capacità dei due attori di entrare splendidamente nei rispettivi personaggi. Così vediamo Salieri (Mino Manni), che, ingessato in un abito nero, parla di sé, mentre un metronomo, ripetitivamente (come è inevitabile), segna il tempo. «Lo confesso: sono invidioso» dice. Ma appena alle sue spalle compare Mozart (Davide Lorenzo Palla) l'attenzione si sposta su di lui, che non ha certo la stessa compostezza, la stessa eleganza, ma sa far suonare delle piastre al centro delle corde, come un simbolico pentagramma, dando vita a una fantastica melodia. Alla fine Salieri fa qualcosa di simile, ma non c'è alcuna armonia: sono semplici suoni.

Anche la scenografia concorre a raccontare, con una sorta di labirinto a terra, che, leggibile anche come simbolo massonico, rimanda alla concezione del Flauto Magico come racconto massonico.

Salieri parla, prepara il veleno per una «cena con delitto», è elegante nei gesti e nelle parole. Mozart no e non è un espediente scenico: basta leggere le sue lettere per cogliere una non tanto sopita volgarità di parole, confermata anche da ciò che indossa. Ma quando sentiamo la musica e cogliamo il suo entusiasmo nel darle vita tutto il giudizio cambia. E appunto è la musica di Mozart, non quella di Salieri, che è universalmente conosciuta e amata. E allora poco importa sapere se l'avvelenamento è un fatto reale. Se nella pièce viene avvalorato è solo un modo per rendere visibile ciò che la storia ci ha raccontato: la grandezze di animo, il talento, la capacità di vivere e far vivere emozioni danno fastidio a chi le può comprendere.

Mozart e Salieri

Drammaturgia Alberto Oliva e Mino Manni

da Aleksandr Puskin

Regia Alberto Oliva

Con Mino Manni e Davide Lorenzo Palla

Musiche originali Ivan Bert, Scene Francesca Barattini

A Milano al Teatro Out Off dal 18 febbraio all’8 marzo (prima nazionale)

Mozart e Salieri da sx Davide-Lorenzo-Palla e Mino-Manni
Mozart-e-Salieri nella foto sopra Mino-Manni e sotto Davide-Lorenzo-Palla
Venerdì 3 Luglio 2020 ore 17:39:20
Classifica Album Fimi @THEREALGUE @holyernia #Tedua @GhaliFoh @marracash https://t.co/2eZgQyaD9s
Venerdì 3 Luglio 2020 ore 16:34:08
Emma Muscat insieme ad Astol per un brano estivo dal ritmo latino #Sangria https://t.co/eo0AYim6nd https://t.co/GloX2LBags

Mailing List