L'Operazione visto al Teatro Franco Parenti
Lunedì 11 Dicembre 2017

L'Operazione visto al Teatro Franco Parenti

Emozioni, riflessioni, risate, momenti surreali in un bel testo sostenuto da un ottimo cast

Valeria Prina
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Entusiasmante: l’aggettivo sembra quasi riduttivo parlando di L'Operazione ora a Milano al Teatro Franco Parenti, uno spettacolo che possiamo definire compatto, pur toccando tantissimi temi e corde diverse.

L'Operazione sa emozionare, far ridere, riflettere, senza dimenticare un tocco surreale, raccontando di quattro attori che stanno per mettere in scena una nuova pièce e fanno di tutto per riuscire ad avere in sala giornalisti e il «famoso critico». Sono riflessioni sul passato, perché il testo parla della nostra storia, del terrorismo anni ‘70, delle Br, di sogni traditi e di chi credeva di poter cambiare il mondo. Sono riflessioni sul teatro di oggi, condite da molta ironia. Si parla delle mode che toccano le messinscena teatrali di oggi, alla Pasolini, Pinter, il teatro fisico, il gusto di staccarsi dalla realtà che guarda al presente, reputandolo teatro sorpassato. E qui ci sono dei lunghi (giustamente lunghi) momenti altamente comici, con un attore che punta tutto sul corpo, su fisicità e nudità (e sporadici e motivati ricorsi al microfono) e un altro che gioca la carta del dialetto mixata a una presenza in scena non convenzionale. Entrambi però alla fine parlano di assassini e terroristi, decisi a dimostrare che lo stesso tema può essere affrontato secondo vari registri.

Poi ci sono i momenti di risate legati alle battute, all'incapacità di uno di comprenderle, ma anche a piccole ironie, come quella su un Pinocchio andato in scena la scorsa stagione o su Kevin Spacey. O anche su chi vuole scrivere e scrive «canottieraggio».

Si riflette anche su un modo di procedere e di sopravvivere basandosi su favori e conoscenze: è la conoscenzocrazia, si dice.

Insieme L'Operazione riesce a emozionare quando parla degli attori di teatro che mettono tutta la loro passione in un lavoro che sanno non li renderà milionari. Per sopravvivere uno accetterà di fare in televisione un finto «disastrato» in una trasmissione tipo Forum, mentre un altro accetta un ruolo da otto battute ma con tre mesi di tournée. L'arte, dicono, deve essere vista. Così sperano che il loro spettacolo verrà visto dal critico più famoso e più temuto, Marco Mezzasala, che, dicono, influenza tanti altri. Emoziona sentire quanta importanza attribuiscono al parere della critica; quanto una critica superficiale, disattenta, negativa possa influire e quanto possa ferire il disinteresse verso uno spettacolo da parte di critici pronti a sbandierare gli eccessivi impegni che non permettono di andare a vedere testi nuovi.

Gli attori, da parte loro, sanno passare da momenti altamente drammatici ad altri ironici, con toni più impostati o più comici o naturalistici, ben sapendo far risaltare in ogni momento il testo, che, diversamente da molti altri, non presenta slabbrature. Nemmeno esistono piccoli ruoli (solo ruoli brevi). E qui tutti e cinque gli attori (sì, cinque) meritano intensi applausi.

Alla fine emerge evidente la forza del teatro, che parla al cuore e al cervello, senza dimenticare di far ridere, grazie al testo ben sostenuto dall’ottimo cast.

L'Operazione
testo e regia Rosario Lisma
con Ugo Giacomazzi, Rosario Lisma, Fabrizio Lombardo, Andrea Narsi e con Gianni Quillico
produzione Teatro Franco Parenti in collaborazione con Jacovacci e Busacca
A Milano al Teatro Franco Parenti dal 21 novembre al 14 dicembre 2017

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