L’istrionico Mudimbi in “Michel” racchiude tutto sè stesso in chiave Rap. Fuori il prossimo 9 febbraio - Intervista
Mercoledì 7 Febbraio 2018

L’istrionico Mudimbi in “Michel” racchiude tutto sè stesso in chiave Rap. Fuori il prossimo 9 febbraio - Intervista

A Sanremo 2018 in gara con “Il Mago”, scritto in collaborazione con Andrea Bonomo

Cristian Pedrazzini
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Questo nuovo lavoro del rapper Mudimbi é la dimostrazione che la prima responsabilità l’abbiamo nei confronti della nostra felicità e quindi dobbiamo ostinarci a fare ciò che ci fa stare bene!! Il risultato di questo pensiero, racchiuso in un brano del disco, è il “fil rouge” grazie al quale l’eclettico rapper fa dell’ironia e della spontaneità la sua chiave di lettura della vita che, brano dopo brano, viene raccontata a suon di emozioni. La sua musica rap è diventata un fenomeno mondiale con rime divertenti e spensierate, che raccontano storie di vite difficili e non. L'album "Michel" in uscita il prossimo 9 febbraio contiene: "Il Mago", "Donne", "Risatatà", "Giostre", "Amemì", "Empatia", "Tipi da club", "Scimmia", "Chi", "SBA", "Amnesia", "Tachicardia", "Schifo" e "Tutto".

Parliamo di Sanremo
Il Festival lo vedo come un ulteriore punto di partenza, una kermesse che dà una grande esposizione mediatica. Voglio dare il massimo soprattutto sul palco e in tutto ciò che è di corollario a questo Festival. Io non mi fermo mai, riparto semmpre. Mi rifiuto di pensare a me come qualcuno che è arrivato, io sto sempre “facendo” la mia gavetta. Se devo essere sincero la mia vera partenza è nata quando mi sono licenziato dall’officina per fare musica, e ancora quando ho firmato con la casa discografica Warner e ora Sanremo, poi ce ne saranno sicuramente altre...

Quale messaggio vuoi lanciare con il brano Sanremese “il Mago”?
Il mago è pensato come un promemoria che faccio a me stesso, che poi di fatto è la regola di tutte le mie canzoni. Ne “Il Mago” cerco di tenere ben chiaro il focus sul fatto che, nonostante il quotidiano sia disseminato da una serie di grandi e piccole “sfighe”, ci si possa fare a meno di soffermarcisi e di concentrarsi di più su una cosa positiva che ti è successa piuttosto che girare sempre il coltello nella piaga. Basti pensare alla semplice domanda: come va? Dove la maggior parte di noi risponde, così così e da lì parte un elenco infinito di sfighe; invece si potrebbe rispondere “ehi mi è successa sta cosa positiva che sarebbe molto più bella da raccontare”. Nel brano racconto anche una storia personale, quella parte con mia madre, perché fin da ragazzino non ho mai guardato a me come un ragazzo a cui mancava qualcosa, ma mi confrontavo con gli altri e sinceramente mi rispondevo che stavo addirittura meglio di loro. Questo per dire che poi è tutto uno stato mentale in cui una persona si pone. Il Mago perché sembra quasi che per porsi in uno stato mentale positivo serva davvero una magia, un pezzo questo che ironizza perché alla fine non serve una forza della natura per godersi le cose buone che ci capitano nel quotidiano. Ringrazio infinitamente Andrea Bonomo dalla cui collaborazione è “uscito” il ritornello di questo brano.

Un’altra canzone che mi ha colpito di questo tuo nuovo lavoro è “Giostre” un brano molto intimo.
Si, Giostre è anch’esso un bel punto di partenza per me, perché fondamentalmente il mio rap era più duro, non che adesso non lo sia, però mi son fatto conoscere per tematiche più forti e rime più crude. Giostre invece è qualcosa di molto molto intimo e un fondo di paura nel momento in cui mi sono trovato a pubblicarla c’è stato, perché non sai mai come il tuo pubblico possa reagire,  invece mi rendo conto, soprattutto quando la canto nei live, che il messaggio arriva veramente perché quello che ho elaborato lo sento davvero, l’ho scritto nel momento in cui il licenziamento era alle porte e dicevo a me stesso: “devo fare ciò che mi fa stare bene, non devo mettere la felicità in secondo piano perché prima di tutto c’è la responsabilità”. In Giostre dico che la prima responsabilità l’abbiamo nei confronti della nostra felicità e quindi dobbiamo ostinarci a fare ciò che ci fa stare bene!

Un altro inedito presente nel tuo album “Michel” è “AMEMÌ”. Raccontacelo
Il secondo inedito dell'album, scritto sempre insieme a Bonomo. L'idea di un ritornello che ripetesse “A me mi piace” è stata sua; ho pensato di farlo cantare a un coro di bambini”, gli unici che risultano credibili nel fare un errore grammaticale del genere. Il testo è un elenco di cose che mi stressano, ma su cui ho imparato a ridere!

Una riflessione sulla musica. Come la viviamo oggi?
Riflettendo sul fatto di come venga fruita oggi la musica posso dirti che tutti siamo degli ascoltatori distratti, una volta si andava nel negozio di dischi e ti ascoltavi il pezzo prima di comprarlo e non vedevi l’ora di tornare a casa e metterti sul divano o in camera tua per ascoltarti l’intero album. Oggi siamo arrivati alla musica usa e getta, la cosa che più mi dispiace è che temo che non esisteranno più i classici, cioè brani che sopravvivono nel tempo come quelli di venti o più anni fa. Ormai una canzone di sei mesi fa è già vecchia perché oggi c’è veramente troppo di tutto!! 

Quale il tuo grande artista di riferimento?
Stromae. Lui per me è un grosso riferimento con il quale ho dei punti in comune soprattutto nei live; Sicuramente per il futuro mi ispirerò di più a lui perché vedo la versione “ripulita” di Mudimbi.

Mudimbi
Mudimbi

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Mercoledì 21 Febbraio 2018 ore 12:27:02
@MudimbiOfficial: #IlMago alla conquista delle charts! https://t.co/JU3MlRwEBZ https://t.co/4nPl1WySjv
Mercoledì 21 Febbraio 2018 ore 12:19:36
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