L'Esorcista visto al Teatro Nuovo a Milano
Sabato 26 Ottobre 2019

L'Esorcista visto al Teatro Nuovo a Milano

Con L'Esorcista l'horror arriva a teatro e la paura diventa divertimento

Valeria Prina
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Spaventatevi con L'Esorcista, ma siete comunque al sicuro, a teatro, al Teatro Nuovo a Milano, dove L'Esorcista va in scena fino al 10 novembre con la regia di Alberto Ferrari. Né commedia né musical, mantiene le promesse in fatto di paura, ma tocca anche molti altri temi importanti. La storia, per chi non se la ricordasse dal libro o dal film, è riassumibile in poche parole: la dodicenneRegan improvvisamente ha manifestazioni inconsulte. Presto si capisce che è soggetta a possessione demoniaca. Quello che conta è che la storia viene ottimamente raccontata utilizzando tutte le possibilità offerte dal teatro con l'ausilio della tecnologia. Ci sono lampi che squarciano la scena, tuoni, suoni inquietanti, video per nulla rassicuranti. Ma non è tutto, perché il letto su cui vediamo Regan incomincia a ballare e non manca la sua lievitazione e il vomito verde. La grande platea del Teatro Nuovo offre la possibilità di spostare l'azione anche all'interno della sala, con la madre che all'inizio del secondo atto compare sul fondo e dialoga con il prete sul palcoscenico. La barcaccia ospita Padre Merrin (Gianni Garko), che farà l'esorcismo, quando dialoga con il più giovane Padre Karras. La tecnologia permette di far girare i suoni lungo tutta la sala con un inquietante effetto spiazzamento. Claudia Campolongo (Regan) invece utilizza sempre la sua voce, passando da quella di bambina a quella di posseduta con il solo ausilio tecnologico, ma sempre dal vivo, non registrata. Gli effetti coinvolgono la vista, l'udito, ma anche l'olfatto, per quel tanto di incenso che a un certo punto invade la sala. Sono effetti importanti, davvero notevoli, che mettono paura e insieme divertono, perché siamo a teatro a vedere uno spettacolo dal vivo, ma che racconta una storia decisamente inquietante, permettendo di vivere sensazioni forti, ma senza rischi. L'Esorcista però non è solo questo: tanti sono i temi che affiorano, a cominciare dalla renitenza della Chiesa a eseguire esorcismi, anche nella realtà. Insieme si parla di complessi di colpa che coinvolgono Padre Karras (Andrea Carli), al punto da diventare per lui incubi che si materializzano, come già avevamo potuto intuire in una delle prime scene, davanti alla tomba della madre trascurata. Ma, inaspettatamente, i complessi di colpa coinvolgono anche un altro personaggio: quale? Ve lo lasciamo scoprire, come non vi sveliamo altre sorprese, compreso il finale. Si parla anche di fede, quando Padre Merrin dice che se c'è il demonio allora ci sono anche gli angeli e di conseguenza Dio. A rendere tutto particolarmente credibile e coinvolgente per il pubblico è il cast ad alto livello, capace di tratteggiare ciascun personaggio permettendo di coglierne la psicologia, anche grazie all'utilizzo e alla modulazione della voce (anche in modo meno dirompente rispetto a Claudia Campolongo/Regan). Accanto a lei, la madre Chris, attrice anche nella storia, di cui Viola Graziosi rende le diverse sfumature, dall'incredulità e lo scetticismo, solo leggermente appannato dalla consapevolezza di abitare una casa scricchiolante, fino ad arrivare al terrore e alla convinzione che la figlia sia posseduta dal demonio. Con lei vediamo, tra gli altri, il regista Burke Dennings (Jerry Mastrodomenico) che sa essere un amabile gran bevitore. In un ruolo piccolo, ma determinante è Michele Radice, l'ipnotizzatore Dottor Strong che, all'inizio tranquillizzante, sicuro di poter risolvere la situazione come un problema psicologico, a poco a poco perde anche lui ogni certezza e tranquillità, passando (come gli spettatori) da un tono rilassato a uno più concitato e allarmato. Gli attori si muovono in una scenografia molto complessa, che riesce a rendere le varie ambientazioni, con un gran ritmo dato da veloci passaggi e cambi di situazioni, dal letto di Regan con relativa finestra che si apre improvvisamente per sbattere a lungo, fino al soggiorno, luogo di ipotesi e ricerche di soluzioni.

Spaventi dunque con L’Esorcista, ma non solo, ben congegnati per un pubblico disposto a divertirsi in un modo non convenzionale e nemmeno banale, consapevole comunque di essere coinvolto da quanto succede solo come spettatore.

L’Esorcista
Scritto da John PleiMeier
Tratto dal romanzo William Peter Blatty
Con personaggi e interpreti:
Padre Merrin – Gianni Garko; Regan Macnail – Claudia Campolongo; Chris Macnail – Viola Graziosi; Padre Karras – Andrea Carli; Burke Dennings – Jerry Mastrodomenico; Dottor Klein/Vescovo – Massimiliano Lotti; Dottor Strong – Michele Radice; Padre Joe – Simone De Rose
Regia Alberto Ferrari
Scenografie Roberto e Andrea Comotti; Costumi Lella Diaz; Supervisione Musicale Stefano Damiano; Light Designer Alin Teodor Pop; Sound Designer Simone Della Scala
Prodotto da Lorenzo Vitali
A Milano al Teatro Nuovo dal 18 ottobre al 10 novembre 2019 in prima nazionale. Successivamente al Teatro Olimpico di Roma, al Teatro Nuovo di Verona e al Teatro Alfieri di Torino

Esorcista
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