L’ascensore visto al Teatro San Babila
Giovedì 9 Gennaio 2020

L’ascensore visto al Teatro San Babila

Tante sorprese e una messinscena non tradizionale nel bel thriller musical off Broadway

Valeria Prina
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Nulla è tradizionale in L’ascensore ora a Milano al Teatro San Babila. È un thriller con lo stile del musical da camera off Broadway, in un atto solo, con un finale che si presta a più interpretazioni. E, quello che è fondamentale da ricordare, ci porta a New York oggi: tenere conto dell'ambientazione americana è importante per capire a fondo la storia. Che ha qualcosa di geniale, raccontata secondo uno stile non tradizionale e intrigante. Entrando in sala, grazie all’assenza del sipario, lo spettatore si sente quasi immerso in una scenografia futuristica fatta di elementi metallici e luce blu.
Qui una musicista per tutto il tempo dello spettacolo suona alla tastiera, creando una ambientazione musicale su cui si inseriscono gli attori cantando. A loro il compito di presentarsi: sono John medico neurochirurgo (Danilo Brugia), Emma la moglie che lavora in uno studio legale (Clara Maselli), Mark (Luca Giacomelli Ferrarini) un trentenne, orfano fin da piccolo, senza parenti e senza lavoro, ma con molti problemi che scopriremo durante il musical. Nemmeno tradizionale è la messinscena prevista, con più ambientazioni suggerite allo spettatore, ma non fisicamente ricostruite, una intersezione di tempi, studiata per consentire di mettere a fuoco i personaggi, che si scopre non corrispondere a quello che soprattutto Emma pensa. E l'ascensore? Nemmeno questo è ricostruito, solo lasciato intuire allo spettatore, che, grazie ai vari rumori, capisce che Emma e Mark sono rimasti chiusi dentro e lo saranno per diverse ore, portati a solidarizzare. Entrambi, si scopre subito, stanno andando nell'ufficio legale dove lavora Emma: è un incontro casuale? Mark è qui per cercare lavoro come ha subito supposto lei? E mentre noi spettatori siamo indotti a immaginare i due chiusi nell'ascensore, in altri angoli della scena scopriamo alcune situazioni imprevedibili, ma determinanti per la storia e che porteranno inevitabilmente a quel finale a sorpresa. Oltre a suoni e parti cantate anche i rumori hanno un ruolo fondamentale: grazie a quello dell'ascensore immaginiamo i diversi momenti, dal blocco fino alla liberazione, mentre gli squilli dei cellulari consentono di immaginare delle conversazioni importanti ed è sufficiente un cappuccio tirato su per dar vita a un altro personaggio importante della storia. Nessun problema: tutto è perfettamente comprensibile, mentre si susseguono le tante sorprese, che rappresentano l'elemento fondamentale della storia, come lo stile non tradizionale scelto per raccontarla. Ed è uno stile che attribuisce allo spettatore un ruolo molto importante, perché sta a lui differenziare le diverse ambientazioni e ricostruire i tempi - un prima e un dopo -, che invece sulla scena vanno a intersecarsi. Uno stile che potrebbe ricordare alcuni film, come i primi di Atom Egoyan, anche se in modo meno marcato.
E' comunque un musical, che vede i tre protagonisti impegnati a raccontare parte della storia avvalendosi del canto, grazie a ottime voci potenti, ma ben calibrate per consentire una perfetta comprensione delle parole. Il risultato è uno spettacolo che conquista il pubblico, soprattutto quello meno tradizionalista, pronto a scoprire quanto il teatro può offrire.
Definito thriller sentimentale musical (es un thriller-romántico-musical) lo spettacolo dello spagnolo Josè Masegosa ha vinto il concorso Talent Madrid 2016 come miglior spettacolo musicale e premio del pubblico e ha debuttato il 12 febbraio 2017 al Teatro Pavon Kamikaze di Madrid. L'autore, specializzato in teatro musicale, ha iniziato la sua carriera artistica come attore e cantante in diversi musical, tra i quali Peter Pan e La piccola bottega degli orrori. Ora, oltre che autore e regista di musical, è anche vocalist coach.

L’ascensore
di Josè Masegosa
con Luca Giacomelli Ferrarini (Mark), Clara Maselli / Elena Mancuso (Emma), Danilo Brugia (John)
regia Matteo Borghi
a Milano al Teatro San Babila dal 7 al 12 gennaio 2020

Ascensore

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