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WHAT'S ON

2009

Gran Galą – Ennio Morricone Per Il Cinema

18/02/2010

L'analisi del Festival
Sabato sera la finale ma cosa resterą
Foto


Incassati gli ascolti la cittadella sanremasca sembra decisamente più tranquilla. Ma qualche miracolo non si è ripetuto. Non si è ripetuto il miracolo “Bruci la città” di Irene Grandi, che si è presentata in gara con un brano “La cometa di Halley” decisamente inferiore, anche se l’autore è lo stesso. Stesso discorso per Arisa, molto attesa, anche lei stesso team, fidanzato compreso. La contabilità e la simpatia con cui era stata accolta la sua “Sincerità”, immediatamente adottata da tutte le radio, ha lasciato il posto ad una canzone leggera ma non dello stesso livello, dove l’interprete potentina mischia il dixieland di Nick La Rocca con Cristina D’Avena. Gli eliminati testimoniano inesorabilmente che il tentativo della direzione di artistica di svecchiare il cast ha dato i suoi frutti. Ma veniamo alle buone notizie. E’ sicuramente una buona notizia la consacrazione di Malika Ayane, interprete sofisticata e particolare, in possesso di un timbro vocale e di un fraseggio che la pongono ad un livello assolutamente superiore alla media.Quest’anno è più sicura e anche se la sua “Ricomincio da qui” è probabilmente inferiore a “Come foglie”, singolo dello scorso anno, la sua caratura artistica non si discute. Irene Fornaciari e i Nomadi rappresentano un momento positivo di Sanremo. Nella loro collaborazione si respira un clima regionale, paesano ma nel senso buono, certamente di terra, strettamente legato al territorio. Non si tratta certamente una collaborazione nata a tavolino, anche se nella carriera dei Nomadi non cambierà certo molto. Simone Cristicchi: fa cantare, ballare, agitare anche i giornalisti più impettiti. E’ più divertente che altro, sa fare anche cose di livello molto superiore, ma anche questo è Sanremo. E il testo diventa più attuale di giorno in giorno. Fabrizio Moro: quando cantò “Spara” nel brano “Pensa” ci tenne a sottolineare che non si sentiva un cantautore impegnato. Ma forse sta esagerando a dimostrarcelo. Dovrebbe impegnarsi anche a tornare all’altezza di quella canzone. Povia se n’è parlato tanto, prima del Festival. Dopo due esecuzioni, è già stato dimenticato. Non è riuscito nemmeno a tenere vive per le polemiche legate al testo. Tanto rumore per nulla. Lo dirige Andrea Miro, sua compagna, ma Ruggeri:quando non vede gli alieni in televisione si ricorda di essere un rocker, anche se un po’appannato. La canzone è un onesto rimasticamento di sue atmosfere già sentite, ma lui dice di essere venuto al Festival per divertirsi e la leggerezza si sente. Ci sarebbe, infine, da affrontare il discorso dei cantanti beneficiati dai talent-show, Valerio Scanu, Marco Mengoni (ci piace) e Noemi, ovvero un buon terzo dei partecipanti. Giudizio sospeso. Ne parliamo fra tre anni. Tanto per verificare se molti di loro faranno ancora questo mestiere.



Giffoni Festival
18/31 Luglio 2010
TEATRO
Verona: 88...

 
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