La Scelta apre per noi le porte del Coffee Studio con Ultimo Tango
Giovedì 15 Ottobre 2020

La Scelta apre per noi le porte del Coffee Studio con Ultimo Tango

Cristian Pedrazzini
scarica l'articolo in formato pdf

La Scelta, composta da Mattia Del Forno (voce, keyboards, piano), Emiliano Mangia (chitarre), Francesco Caprara (batteria), Marco Pistone (basso), è molto più di una band: è una famiglia. Oggi ci aprono le porte del loro studio, che è il laboratorio dove nascono le loro canzoni, che hanno il “profumo” delle cose buone, fatte con attenzione e ricercatezza di particolari. La loro musica è trasversale e viaggia nel tempo, senza esserne schiava. Nella loro non indifferente carriera cantautorale hanno collezionato un secondo posto nella categoria giovani al Festival di Sanremo nel 2008 con il brano Il nostro tempo, col quale si aggiudicarono anche il premio AFI; hanno accompagnato Ron in tour in più di 100 concerti, firmando per lui il brano sanremese Il nostro tempo. Nel 2019 hanno sperimentato il connubio musica e cinema con Ho guardato il cielo, in collaborazione con Mirko Frezza, che ne ha diretto il video clip con un cast d’eccezione con Marco Giallini e Claudia Gerini tra i tanti. A giugno hanno pubblicato Ballad e il 2 ottobre Ultimo Tango, il nuovo singolo che ci introduce a questo loro progetto, questo nuovo percorso che saprà stupire per la raffinatezza e l’eleganza che li contraddistingue.

La Scelta è l’esempio di come si possa essere diversi e, allo stesso tempo, un gruppo coeso che si consolida nel tempo. Quindici anni di carriera, in cui avete trovato un’identità che rappresenta appieno ognuno di voi. Qual è il segreto?

Dopo tanti anni che si porta avanti un “sogno”, ci sono legami che diventano importanti e preziosi come questo progetto al quale teniamo tutti. Non abbiamo mai dovuto sforzarci di restare insieme e nonostante i momenti durissimi, che sono costituzionali, ci siamo legati ancora di più. Come ogni rapporto, se coltivato, migliora con gli anni come un buon vino, dice Francesco. Aggiunge Emiliano: “Ognuno di noi contribuisce a creare questo nostro sound.”

In questo mondo che va veloce fatto di take away, voi mettete a lievitare i vostri brani, li impastate con pazienza, li rifinite con cura. Lavorate nel cuore passato e futuro sembrano rincorrersi. Quanto è importante per voi, ritrovarvi qui?

Ogni band ha il suo posto, questa vecchia fattoria è diventata il nostro. Questa ha un ruolo importantissimo, perché è qui che nasce la nostra musica. Ci veniamo il più possibile a lavorare ma anche a godere di qualche momento di relax, il nostro studio si chiama, non a caso, Coffee Studio. La fattoria è immersa nel verde di abiti secolari e da frutto, nella zona del raccordo anulare di Roma e rappresenta una vera oasi di pace. Ci piacerebbe riuscire ad ampliarlo ancora e trasformarlo in un vero e proprio villaggio della musica e proprio in questi giorni stiamo facendo dei lavori a riguardo. Ognuno di noi produce altri artisti e ciò ci permette un confronto continuo con altra musica che è davvero stimolante. Quando sono band, ci piace osservarle e cercare di comprendere quali siano i loro sogni, le loro speranze. Questa nostra “casa” è il fulcro di tutta la nostra creatività e ci piace pensare che possa diventare sempre di più punto di riferimento per tanti musicisti.

La vostra musica è contaminata da sonorità e strumenti del mondo, con un’apertura verso altre culture che denota una speciale sensibilità. Da cosa deriva questa vostra particolare attitudine?

Ci piace guardare all’umanità tutta e non a una realtà circoscritta, siamo sognatori, aperti al mondo e alle culture. Roma è multietnica e ci ispira tantissimo, al punto che ogni canzone può essere musica universale. Veniamo dalla periferia, con spalle famiglie solide che ci hanno trasmesso grandi valori, ma viviamo in realtà difficili. Non facciamo politica, ma viviamo la quotidianità che è fatta, di multi cultura e che per noi  è  linfa vitale. Ci piace pensare che la nostra musica possa dialogare con tutti e, in uno scambio reciproco, mutuare da mondi diversi, sonorità nuove. In Ultimo Tango, il Bandoneon suonato da Javier Salnisky lo veste di nostalgia, trascinandoci in unmondo apparentemente lontano e che invece ci appartiene.

Francesco, pregi e difetti di questa vostra “famiglia” artistica?

Emiliano è l’uomo della massima affidabilità, pignolo all’eccesso ma affidabilissimo e preciso, questo lo manda in ansia da prestazioni, che comunque, sono sempre perfette. E’ l’unico laureato della band, con 110 e lode in lettere, insomma un secchione di prima categoria. Non so niente, dice sempre, ma poi ottiene il massimo. Francesco - dice Emiliano- è permaloso, in ritardo dal ’96, ma ha sempre una fortuna sfacciata, arriva per ultimo, ma trova parcheggio per primo. Detto ciò, è sempre impeccabile e “sul pezzo”. Per Mattia, hai tempo?- interviene ancora Francesco- Scherzi a parte lo abbiamo voluto come nostro cantante sapendo a cosa andavamo incontro: è testardo ma, considerato il suo ruolo, è giusto che sia così e questa cosa ci torna bene. Lunatico, ha giornate no che sono terribili, ma tante che sono di tempo sereno. Marco ha il pregio di essere un tecnico incredibile, un musicista eccezionale. Di contro è ritardatario e distratto, poi è siciliano per cui il tempo e i giorni sono proprio diversi dai nostri, insomma è il più giovane e il pivello del gruppo. Quando, però, entra in sala, attacca il basso e non smetterebbe mai!

Avete dichiarato che Ultimo Tango apre nuovi orizzonti nel vostro percorso professionale, che vi ha già regalato moltissime soddisfazioni e conferme. Qual è la vostra direzione?

Vogliamo cambiare il mondo, avere il nostro linguaggio. Senza la band ci sentiremmo orfani e sappiamo per certo di non voler essere solisti. Ci sono musicisti che nascono per essere solisti e chi invece ha bisogno di un collettivo per trovare la propria identità. Per noi essere La Scelta è fondamentale, il gruppo giusto, dove potersi esprimere liberamente e sentirsi a casa. Ognuno di noi con il proprio carattere, i propri colori, contribuisce a dare vita a questo progetto che ci tiene insieme e per il quale lavoriamo ormai da quasi sedici anni.

E’ il momento di salutarci e in sottofondo Sansone, il cane di Francesco che poi è anche il cane de La Scelta, abbaia sull’uscio di quella fattoria magica dove nascono canzoni, salutando come un perfetto padrone di casa.

La_Scelta

Consigliati da SpettacoliNews

scopri tutto
Mercoledì 21 Ottobre 2020 ore 15:44:31
Shalpy pubblica la sua canzone per il Natale, "Let it snow" sarà disponibile dal 28 Ottobre per il mercato internaz… https://t.co/7VGbeo79Fc
Mercoledì 21 Ottobre 2020 ore 15:37:18
Alfonso Signorini: lunedì prossimo entreranno al “GFVIP” tre nuovi concorrenti che faranno cadere molte maschere e… https://t.co/ZUaied7dcX

Mailing List