La purezza e il compromesso visto al Teatro Franco Parenti
Giovedì 6 Febbraio 2020

La purezza e il compromesso visto al Teatro Franco Parenti

Avvincente convincente terzo capitolo della Trilogia prodotta da Linguaggicreativi

Valeria Prina
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All'inizio Rocco e Simone si raccontano, mentre Nadia si dondola sull'altalena, ma sappiamo che è morta. E’ La purezza e il compromesso ora a Milano al Teatro Franco Parenti, che porta in teatro Rocco e i suoi fratelli di Visconti, a sua volta ispirato a Il ponte della Ghisolfa di Testori. Ma non è una trasposizione: il capolavoro di Visconti è evocato grazie a luci, suoni, rumori. E, più che mai, attraverso la perfetta interpretazione degli attori, impegnati in una recitazione molto intensa, molto fisica, dura e insieme capace di far vivere agli spettatori quegli stessi drammi, quelle emozioni di cui è impregnato il racconto. Sono Stefano Annoni, Michele Costabile, Diego Paul Galtieri, Margherita Varricchio.
Che il film sia sempre ben presente è ricordato quando la voce del regista Paolo Trotti annuncia il susseguirsi delle inquadrature, indicando anche quali luci daranno vita al dramma. Ma nel 2020, diversamente da quanto avvenuto allora al cinema, la censura non ha più un gran potere, così la scena dello stupro di Nadia è carica di tutta la violenza che colpisce, ferisce al cuore anche gli spettatori. Come non pensare a quelle violenze che ancora oggi colpiscono le donne? E come non pensare a quei migranti che ancora oggi arrivano da un Sud un po' più sud di quello dei nostri protagonisti, affrontando difficoltà e problematiche di gran peso, come ce lo ricordano alcuni momenti che parlano di morti in mare e lì lasciati. Quella dei nostri protagonisti è l'emigrazione che negli anni ‘60 portò molti dal Sud alle grandi città industriali del Nord, soprattutto Torino e Milano, come in questo caso, ma li portò nelle periferie delle grandi città, come i nostri, che vivono nello scantinato, tutti in uno stanzone. La speranza di una vita migliore non trova grandi concretizzazioni. Il successo (o quello che vi vorrebbe assomigliare) passa attraverso lo sfruttamento dei corpi, che sia la prostituzione di Nadia o la boxe di Rocco e Simone («I denti sono da lupo, ma troppa nicotina. Se vuoi fare la boxe, niente sigarette» dice Duilio rivolto a Simone con le parole di Visconti e ancora prima di Testori, che sembrano parlare di un corpo da valutare prima di acquistarlo). Ancora oggi è proprio la boxe che – in questo caso in modo positivo - salva molti ragazzi nelle profonde periferie del Sud.
A voler arrivare a Milano per raggiungere uno dei figli è la madre, più spinta da un desiderio di ricongiungere la famiglia, raccontata attraverso l'interpretazione maschile in grado di evocare una donna lucana che parla dialetto, abituata a dimenticare ogni femminilità e probabilmente analfabeta, come lo era allora una alta percentuale di italiani.
Questa è una storia piena di pathos, che riesce a conquistare gli spettatori, avvincere e convincere, mentre Luchino Visconti è dietro le quinte - come se lo fosse, naturalmente - e il suo film, non trasposto o adattato per il teatro, è però evocato in quelle sfaccettature che parlano ancora a un pubblico del 2020. E alla fine per gli spettatori è come vivere sulla propria pelle quelle fatiche, dolori, violenze, delusioni rese vive dagli attori sulla scena.
La pièce è come il terzo atto di uno spettacolo con tema la nostra storia - piccola storia di protagonisti di periferie – che fa rivivere sulla scena i racconti immaginati da tre grandi scrittori italiani e un regista, Pasolini, Scerbanenco, Testori, Visconti. Dopo “La Nebbiosa” e “I ragazzi del massacro”, “La purezza e il compromesso” è l'ultimo capitolo della “Trilogia della Città - un viaggio attraverso l’Italia e i suoi mutamenti”, scritto e diretto da Paolo Trotti.

La purezza e il compromesso
Omaggio a Visconti e Testori
scrittura scenica e regia di Paolo Trotti
con Stefano Annoni, Michele Costabile, Diego Paul Galtieri, Margherita Varricchio
scene e costumi Francesca Biffi, luci Gabriele Santi
responsabile di produzione Simona Migliori
produzione Teatro Linguaggicreativi
con il sostegno del Centro Residenza della Toscana (Armunia Castiglionecello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)
Foto Elisa Nocentini
a Milano al Teatro Franco Parenti dal 4 al 9 febbraio 2020 (Sala AcomeA prima nazionale)
e in tournée: 13 febbraio - Teatro Comunale di Massafra (TA); 14 febbraio - Teatro Rossini di Gioia del Colle (BA); 6 marzo - Teatro Comunale di Teramo; 7 marzo - Teatro Comunale di Orsogna (CH); 8 marzo - Teatro G. Cordova di Pescara; 21 marzo - Teatro Corte di Coriano (RN)

La purezza e il compromesso
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