La notte poco prima delle foreste visto al Teatro Franco Parenti
Martedì 12 Febbraio 2019

La notte poco prima delle foreste visto al Teatro Franco Parenti

Un fantastico Pierfrancesco Favino nel lungo monologo di Bernard-Marie Koltès: il teatro prende vita

Valeria Prina
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Gli aggettivi non sembrano sufficienti per descrivere Pierfrancesco Favino impegnato in La notte poco prima delle foreste, il lungo monologo di Bernard-Marie Koltès, andato in scena a Milano al Teatro Franco Parenti, dove ha fatto sempre il tutto esaurito.  Con un accento altrimenti sconosciutogli – come un abito infilato per l’occasione -, con movimenti, gesti giustamente non contenuti, si rivolge al pubblico, gira tra le prime file della platea: diventa - meglio, è - per un'ora e un quarto uno straniero, quello straniero che magari la gente scansa. Ma questa volta è lui che prende ciascuno spettatore alla gola, lo trascina in mondi sconosciuti, tra puttane e gente comune, nelle strade, in cimitero e in metrò, al limite delle foreste dove sparano senza nemmeno pensarci, dove non c’è futuro, in quella notte sotto la pioggia e con la voglia di trovare una camera che lui poi possa trasformare a sua misura.

In questa notte sotto la pioggia ferma uno sconosciuto, forse un bambino, gli parla, gli racconta quei suoi desideri, con una confidenza possibile solo con chi non si conosce. Così trasporta lo spettatore (come quello sconosciuto) tra le sue elucubrazioni, i ricordi, i desideri, le lacerazioni e le considerazioni, quasi le ultime prima della fine. In mondi esterni sconosciuti, nel mondo sconosciuto della sua mente. Ma sempre solo con le parole. Anche se è bene capire che a una povertà economica non corrisponde una povertà di pensieri e sogni, poco importa capire chi sia davvero, aldilà di quella definizione di straniero con cui lui stesso si identifica. Così questo straniero, questo diverso in cui non possiamo identificarci diventa però anche l'essenza del teatro, capace di catturare lo spettatore e portarlo altrove, all'interno di costruzioni immaginarie e immaginifiche, lasciandolo forse libero solo alla fine. Pierfrancesco Favino lo aveva detto «mi auguro di riuscire a portarvi dove lui porta me». E in scena diventa davvero magnifico, per limitarci a un solo aggettivo che ne deve comprendere tanti altri. Come spettatore alla fine ti rimane la sensazione di aver assistito (partecipato) a qualcosa dalla forza sconvolgente, che è arrivato al cuore e lì c'è rimasto.

La notte poco prima delle foreste
(La nuit juste avant les forêts)
di Bernard-Marie Koltès
traduzione Crico – Favino
adattamento teatrale e interpretazione Pierfrancesco Favino
regia Lorenzo Gioielli
luci Marco D’Amelio, sound designer Sebastiano Basile
foto Fabio Lovino
produzione Compagnia Gli  Ipocriti Melina Balsamo
a Milano al Teatro Franco Parenti dal 6 al 10 febbraio 2019

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