La guerra dei Roses visto al Manzoni
Martedì 21 Novembre 2017

La guerra dei Roses visto al Manzoni

Escalation di crudeltà nella guerra tra i coniugi interpretati da Ambra Angiolini e Matteo Cremon, capaci di conquistare il pubblico

Valeria Prina
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Due statuette sono di lato, davanti al palcoscenico del Teatro Manzoni a Milano, dove va in scena La guerra dei Roses con la regia di Filippo Dini. Ed eccoli: loro sono i Roses e questa è la loro guerra. Le loro recriminazioni isteriche segnano l'inizio di La guerra dei Roses, di cui si ricorda la bella versione cinematografica di grande successo, tratta dal romanzo. Barbara e Jonathan (Ambra Angiolini e Matteo Cremon) sono davanti a un tendaggio nero e, affiancati dai rispettivi avvocati che sembrano godersi la scena, si affrontano con toni aspri. Ma come si è arrivati a questo? Luce in sala, entrata dei due protagonisti dalla platea e ben presto si capisce che quelle due statuette saranno l'elemento che li farà incontrare e avranno un ruolo importante nella loro storia. Che scopriamo quando, tolto il drappo nero, si vede l'imponente scenografia che ricostruisce il salone della casa con scalone, ballatoio e soprattutto quel grande lampadario finto Murano che chi ha visto il film da cui è tratta la pièce è indotto a tenere d'occhio. Lui ci appare subito come un tiranno non disposto a lasciare a lei una certa indipendenza e pronto a bloccarla quando lei decide di attuare il suo progetto di catering. 18 anni dopo l'inizio dell'amore è una guerra senza esclusione di colpi, con i rispettivi avvocati decisi a vincere la loro personale battaglia. Ambra Angiolini e Matteo Cremon rivelano tutta la loro capacità di rendere credibili i loro personaggi con tutte le sfaccettature. Il risultato, in grado di catturare lo spettatore, è una pièce fatta di azioni che da dispetti diventano sempre più crudeli, di gesti privi di pietà, di parole di fuoco, di un odio che appare come la controparte dell'amore, ma fatta anche di profumi, quello dell'incenso, e soprattutto di suoni e rumori, che assumono un rilievo fondamentale. E poi le luci: accese in sala quando loro si conoscono e vivono un momento romantico dettato dalle due statuette, diventano rosse per evocare quel sangue che scorre copioso nella guerra dei Roses non meno che nella guerra delle Due Rose, perché il loro cognome non è certo casuale.

La guerra dei Roses
di Warren Adler
Con Ambra Angiolini e Matteo Cremon
E con Massimo Cagnina ed Emanuela Guaiana
Regia Filippo Dini
traduzione di Antonia Brancati e Enrico Luttmann
Scenografie Laura Benzi, Costumi Alessandro Lai, Luci Pasquale Mari, Musiche Arturo Annecchino
a Milano al Teatro Manzoni dal 9 al 26 novembre 2017
Il 22 novembre alle 17.45 è in programma il primo appuntamento presso Mondadori Megastore di piazza Duomo a Milano di Manzoni Cultura: Ambra Angiolini e Matteo Cremon saranno intervistati da Edoardo Sylos Labini

 

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