In prima assoluta dal 20 maggio al Teatro alla Scala di Milano in scena Progetto Haendel
Giovedì 4 Maggio 2017

In prima assoluta dal 20 maggio al Teatro alla Scala di Milano in scena Progetto Haendel

Étoiles, Svetlana Zakharova e Roberto Bolle

Cristian Pedrazzini
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Prosegue anche in questa stagione il progetto di balletti su musica da camera che da Cello Suites a Il giardino degli amanti ha approfondito un connubio di grande fascino, nell’esaltazione dei dettagli, dei timbri e delle voci di ogni strumento e dei corpi dei danzatori che rispondono alle sollecitazioni musicali. Un vero sviluppo creativo per i musicisti e i danzatori scaligeri, uno stimolo per i coreografi e una vera opportunità per esaltare partiture che come piccoli ma preziosissimi gioielli si aprono a una platea ampia e sfaccettata e si visualizzano in scena amplificando atmosfere e suggestioni. Per una nuova produzione in prima assoluta, Mauro Bigonzetti torna al suo grande amore per la musica antica e barocca, partendo dalle Suites di Händel, con un respiro che si amplia poi attraverso altre sue composizioni cameristiche. Un respiro che verrà forgiato sui ballerini scaligeri e sulle étoiles Roberto Bolle e Svetlana Zakharova, per la quale Mauro Bigonzetti creerà per la prima volta, assecondando i timbri e i cromatismi delle due diverse situazioni musicali, con un comune denominatore: il fascino del teatro, dell’immaginazione e della fantasia del mondo barocco evocato dalle note di Händel.

Nove recite, dal 20 maggio al 1 giugno, che vedranno in scena al debutto e nelle serate del 21, 23 e 24 maggio Svetlana Zakharova e Roberto Bolle, coppia acclamata in titoli classici e romantici, ma mai prima d’ora impegnata in un progetto di stampo più moderno. La scelta dei brani di questa produzione nasce innanzitutto dalla predilezione di Mauro Bigonzetti per la musica barocca, soprattutto di Händel, che tra i compositori antichi e barocchi gli ha offerto e tuttora gli offre i maggiori stimoli sul piano coreografico. Bigonzetti ha già infatti creato su musiche di Händel in precedenti lavori, tra i quali InCanto e Come un respiro per Aterballetto e Festa barocca per l’Alvin Ailey American Dance Theater;  questa nuova creazione è dunque per il coreografo una evoluzione, un discorso di approfondimento all’interno della produzione händeliana e uno sviluppo delle sue precedenti riflessioni su questo compositore; soprattutto Come un respiro, da cui ha attinto alcune situazioni e un’idea di struttura ma con una nuova visione e una diversa impostazione per luci, costumi, intrecci. La struttura coreografica di Progetto Händel è infatti al servizio della diversità dei brani ed  è diviso in due parti; la prima è concentrata sulle Suitesche, eseguite da un unico strumento solista, hanno portato il coreografo a una dimensione più intimistica, monocromatica; la seconda, che si apre a diversi timbri e più strumenti, assume una struttura più composita e ricca. Anche sul piano visivo le due parti sono concepite in maniera molto chiara: la prima è “in bianco e nero”; nei costumi e nell’illuminotecnica c’è una assenza totale di colore, una dimensione intima per restituire alla musica la sua specificità e la centralità dello strumento. La seconda invece è una esplosione di colori, anche nei cromatismi dei costumi; segue la diversificazione dei timbri e la maggior presenza di strumenti coinvolti, e rende più tangibile il gusto barocco; nella prima parte l’atmosfera è più astratta, nella seconda lo stile è più “narrativo”, perché la musica, come commenta Bigonzetti, qui sembra raccontare; anche la produzione händeliana non destinata al canto o alla recitazione ha comunque una forte impronta narrativa. Sul piano coreografico e stilistico la prima parte vuole essere più asciutta e geometrica mentre la seconda più barocca, più circolare, con un certo senso di leggerezza e divertimento. Accanto alle due étoile, è  impegnato il corpo di ballo scaligero, con 16 danzatori nella prima parte e 14 nella seconda, nella quale, essendo il respiro più allargato, cosi come la musica, saranno maggiori i momenti di ensemble. Un nuovo dialogo, quindi fra musica, strumento, danzatori e corpo, che  nella prima parte, essendo protagonista un unico strumento, sarà più stretto e diretto; nella seconda, questo mondo si apre, con una maggior suggestione verso il teatro: come sottolinea Bigonzetti, “Händel è teatro allo stato puro, con la sua musica apre immagini, apre porte…anche quando non scrive per il teatro è visionario, descrittivo, narrativo anche quando non narra, ricerca il senso dello spettacolo: non a caso a lui si associa quel meraviglioso utilizzo delle macchine di scena che sono davvero il simbolo della fascinazione e della magia illusionistica  del teatro barocco”.

 

 

20, 21, 23 (2 rappr.) 24, 25, 26, 30 maggio; 1 giugno 2017

Georg Friedrich Händel

Progetto Händel

Coreografia

Mauro Bigonzetti

Assistente coreografo Carlos Prado

Costumi

Helena de Medeiros

Luci

Carlo Cerri

Étoiles

Svetlana Zakharova

(20, 21, 23s, 24 mag.)

Roberto Bolle

(20, 21, 23s, 24 mag.)

Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

Prime Parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala

Nuova produzione Teatro alla Scala

Prima assoluta

In prima assoluta dal 20 maggio al Teatro alla Scala di Milano in scena Progetto Haendel

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