Il senso della vita di Emma visto al Teatro Elfo Puccini
Venerdì 12 Aprile 2019

Il senso della vita di Emma visto al Teatro Elfo Puccini

La storia di una famiglia dagli anni ’60 a oggi si interseca con la Storia del nostro Paese

Valeria Prina
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Critici capaci di affermazioni assolutiste del tipo «oggi non si può più dipingere» popolano la scena di Il senso della vita di Emma quando si apre il sipario del Teatro Elfo Puccini a Milano. Siamo in una galleria d'arte e una ragazza si fa un selfie davanti all'unico quadro figurativo, il ritratto di Emma.

Incomincia la storia di Emma, raccontata dai genitori e relativi amici, partendo da molto prima della sua nascita. L'incontro tra Antonietta e Carlo è all'autoscontro, che noi sulla scena vediamo mimato usando delle sedie. Così lo spettacolo offre anche un excursus sull’evoluzione della scenografia, fino ai video spesso utilizzati nel teatro di oggi e che vediamo nel secondo atto. Ma questo è solo uno dei tanti elementi che caratterizzano la pièce scritta e diretta da Fausto Paravidino, anche in scena nel ruolo di Carlo. Perché questa è una storia familiare dagli anni ‘60 a oggi, che si interseca con la Storia e i sentimenti vivi nel nostro Paese, con date importanti della famiglia che coincidono con tappe altrettanto importanti da un punto di vista storico, come l'introduzione della sanità pubblica nel 1978 o il delitto Moro, ma si parla anche di ideali rivoluzionari che inevitabilmente vengono ridimensionati da una realtà meno battagliera. Affiorano oggetti o bevande come il Vov allora in voga o un passare da un’alimentazione a base di carne all’attuale vegetariana, mentre nel secondo atto ci sono richiami ai Beatles, che hanno avuto una forte influenza anche sulla cultura italiana. E sono solo alcuni dei richiami, a cui ne vanno aggiunti molti altri, tutti da scoprire nel corso della pièce.

È un grande affresco, che conquista e appassiona in ogni momento, fatto di annotazioni, considerazioni, particolari da cogliere e grandi racconti che si intersecano. Vite vissute in modo differente, sfumature di amore, pettegolezzi, racconti horror, perché ognuno è differente. Se anche dei comportamenti appaiono simili - Emma e la madre scompaiono entrambe, in momenti diversi, ma Antonietta tutti sapevano dove fosse, mentre Emma sembra proprio scomparsa -, le motivazioni sono comunque differenti.

Il senso della vita di Emma
testo e regia Fausto Paravidino
con Fausto Paravidino, Iris Fusetti, Eva Cambiale, Jacopo Maria Bicocchi, Angelica Leo, Irena Villa
e con (in ordine alfabetico) Gianluca Bazzoli, Giuliano Comin, Giacomo Dossi, Marianna Folli, Emilia Piz, Sara Rosa Losilla, Maria Giulia Scarcella
scene Laura Benzi, costumi Sandra Cardini, maschere Stefano Ciammitti, musiche originali Enrico Melozzi eseguite da Orchestra Notturna Clandestina diretta dall’autore, luci Lorenzo Carlucci
produzione Teatro Stabile di Bolzano
a Milano al Teatro Elfo Puccini dal 2 al 7 aprile 2019

Senso

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