Il mio capolavoro al cinema tra arte e amicizia
Venerdì 25 Gennaio 2019

Il mio capolavoro al cinema tra arte e amicizia

Il film ambientato in Argentina riserva varie sorprese

Valeria Prina
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Arturo lo dice subito: sono un assassino. La storia di Il mio capolavoro comincia così e si torna indietro di 5 anni, quando Arturo nella sua galleria nel centro di Buenos Aires ospita la mostra di Renzo. Il pittore è un suo grande amico: con un carattere ostico è l'opposto di Arturo, tranquillo, pacioso e non in guerra con il mondo. Caratteri opposti, ma i due sono grandi amici. Al punto da indurre Arturo a sostenere Renzo, che è ormai considerato un pittore superato, non al passo con i tempi e l'arte di tendenza.

È dunque la storia di una grande amicizia, nonostante tutto. Ma è anche uno sguardo sul mondo dell'arte contemporanea. È uno sguardo disincantato e altamente ironico.

Il film riserva non poche sorprese allo spettatore, destinate a non deluderlo. Come ben tratteggiati appaiono tutti i personaggi che si muovono in location altamente attraenti: non solo Buenos Ayres, a cui Arturo dichiara subito tutto il suo amore. Altre scene portano gli spettatori nei fantastici paesaggi con spettacolari formazioni rocciose nella provincia di Jujuy nel nord ovest dell'Argentina.

Il mio capolavoro
Regia di Gastón Duprat
Con Guillermo Francella, Luis Brandoni, Raúl Arévalo
Spagna, Argentina 2018

Il mio capolavoro al cinema tra arte e amicizia

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