Il delitto di Via dell'Orsina al Teatro Franco Parenti
Lunedì 6 Dicembre 2021

Il delitto di Via dell'Orsina al Teatro Franco Parenti

Tanti temi conditi di risate nello spettacolo di Andrée Ruth Shammah

Valeria Prina
scarica l'articolo in formato pdf

«Noi volevamo solo farvi ridere». Massimo Dapporto ripete la battuta che rivolge al pubblico in chiusura di Il delitto di Via dell'Orsina a Milano al Teatro Franco Parenti, con la regia di Andrée Ruth Shammah. Ma (forse) non è solo da ridere. Con il testo di Eugène Labiche, definito il «padre nobile del vaudeville», si affrontano con leggerezza tanti temi, come il rapporto uomo-donna, lo scontro essere-apparire, il senso di colpa, il confronto tra due generazioni, rappresentato dai due servitori, uno in più rispetto alla versione originale (L'affaire de la rue de Lourcine). È questa una delle variazioni inserite da Andrée Ruth Shammah nel fare la traduzione (con Giorgio Melazzi) e l’adattamento. Così l’epoca in cui è ambientata la commedia è il 1940: «Era il periodo di mio padre» commenta Massimo Dapporto, parlando del suo personaggio e aggiunge che, per come si muove, gli ricorda lui ed è un bel modello da imitare. Oscar, il suo personaggio, è «un uomo solo, con un non gran rapporto con la moglie, un rapporto molto borghese fatto solo di smancerie, ma spesso in conflitto». A lui si contrappone un vecchio compagno di scuola - una scuola molto prestigiosa -, che si presenta come un essere volgare, ma anche molto misterioso. Lo interpreta Antonello Fassari, che si dice entusiasta della passione per il teatro che si respira a Milano e al Teatro Franco Parenti: «questa è una casa».

Quella che va in scena non è una pochade con ritmi indiavolati. Ci sono molti livelli di lettura, spiegano: attraverso il meccanismo comico si racconta tanto, si affrontano più temi, si svela un senso etico, si parla dell’essere e dell’apparire. Perché questi personaggi, pur di mantenersi perfetti di fronte al giudizio della società, sono disposti a tutto.

È un testo molto attuale, con una satira sulla borghesia, intesa come uno stato d’animo: lo fa notare Antonio Cornacchione, che spiega in questo modo la sua presenza all’interno della storia - ma sarà in scena solo a Milano e non in tournée -, svelando però ben poco del suo personaggio, a parte che «riesce ad aggravare la situazione». E’ il cugino del personaggio interpretato da Susanna Marcomeni, unica voce femminile all’interno della storia, a cui Andrée Ruth Shammah ha ampliato la parte, perché «non potevo accettare che il suo fosse solo un ruolo funzionale». Così la si sente parlare cantando, un aspetto che all’attrice piace molto, come segno di buonumore, in contrapposizione ai «tre maschi pasticcioni», come li definisce lei. Sulla scena è elegantissima, grazie ai costumi disegnati da Nicoletta Ceccolini secondo una ispirazione che viene dalle fotografie di Paolo Ventura, autore di immagini surreali e dai colori ben definiti e intensi. Sono quegli stessi colori che si ritrovano nei costumi, in contrapposizione al grigio della scena, curata da Margherita Palli, che con questo lavoro, dopo aver curato le scenografie di tante opere liriche, riprende una collaborazione con Andrée Ruth Shammah iniziata con Coltelli nelle galline, nel 2019.

E’ invece la prima volta che Andrée Ruth Shammah lavora con Massimo Dapporto e Antonello Fassari, una coppia finora inedita a teatro.

E la storia? È tutta da scoprire con quel tanto di mistero - che cosa è successo veramente? -, con contorno di sagome da portare via, carbone che (eppure) ha un ruolo, come lo ha un coltello e con una comicità che nasce dalle situazioni. Alla fine è Antonello Fassari a svelare che «questa è una commedia nera e in questo sta la sua attualità.

Qualche curiosità. La commedia è in un atto unico di un’ora e 10 minuti e avrà una lunga tournée, che dopo Milano toccherà Arezzo, Lugano (8 e 9 febbraio) e tante altre città, fino a Venezia dal 12 al 14 aprile.

Della commedia di Labiche nel 1923 in Francia è stata realizzata una versione cinematografica muta con Maurice Chevalier, tra gli interpreti. Nei mesi scorsi Camera Centro Italiano per la Fotografia di Torino ha ospitato la mostra Carousel di Paolo Ventura: ora è disponibile un tour virtuale.

Le foto qui pubblicate sono di Francesco Imbriani, realizzate durante le prove.

Il delitto di Via dell'Orsina
di Eugène Labiche
uno spettacolo di Andrée Ruth Shammah
traduzione Andrée Ruth Shammah e Giorgio Melazzi
con Massimo Dapporto, Antonello Fassari, Susanna Marcomeni
e con Andrea Soffiantini, Christian Pradella, Luca Cesa-Bianchi e la partecipazione di Antonio Cornacchione
pianoforte Giuseppe Di Benedetto, flauto Lorenzo Gavanna, clarinetto Edgardo Barlassina
scene Margherita Palli
assistente scenografa Francesca Guarnone, luci Camilla Piccioni, costumi Nicoletta Ceccolini, musiche Alessandro Nidi con la collaborazione di Fabio Cherstich
sagome tratte dalle opere di Paolo Ventura
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti e FM Scenografia; costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni
produzione Teatro Franco Parenti / Fondazione Teatro della Toscana
a Milano al Teatro Franco Parenti, dal 9 al 23 dicembre 2021 | Sala Grande (prima nazionale) e poi in tournée

Il delitto di Via dell'Orsina
Il delitto di Via dell'Orsina

Articoli Correlati

scopri tutto
ore
ore

Mailing List