I Promessi sposi alla prova visto al Teatro Franco Parenti
Giovedì 28 Marzo 2019

I Promessi sposi alla prova visto al Teatro Franco Parenti

La pièce di Giovanni Testori con la regia di Andrée Ruth Shammah

Valeria Prina
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Con I Promessi sposi alla provadi Giovanni Testori, a Milano al Teatro Franco Parenti,va in scena il mondo del teatro e la sua essenza. Fin dal primo momento è chiaro che protagonisti sono degli attori alle prove, prima del debutto che li vedrà impegnati a recitare nei ruoli tratteggiati dal Manzoni nei Promessi sposi. Accanto a loro il capocomico, un regista, chiamato il Maestro (Luca Lazzareschi), che si impunta già dalla prima battuta perché «Quel» (ramo del lago di Como, di manzoniana memoria) deve essere perfetto. Questo, se può suscitare un sorriso, sottolinea però quanto ogni momento, ogni parola abbia importanza quando si porta in scena un testo, perché possa coinvolgere il pubblico. Quello degli attori è un entrare e uscire dai rispettivi personaggi e per dare maggior forza alle loro interpretazioni ricorrono a emozioni personali già vissute, secondo la tecnica Chubbuck, ora molto frequentata, che, se normalmente non appare, qui è volutamente lasciata trasparire.

Il capocomico-regista si sente chiaramente investito del ruolo di maestro, così non si limita a mettere a punto la recitazione, ma parla del mestiere di attore, sottolineando il primo termine e all'attrice che interpreta Perpetua fa notare come quel nome sia diventato per antonomasia un termine di uso comune. Ed emerge l’importanza di un maestro in teatro, ma anche nella vita. Da parte sua l’attore che interpreta il ruolo di Don Abbondio sembra voler difendere il suo personaggio, notando che tutti lo ricordano per la sua ignoranza relativa a Carneade. È una annotazione che non può che suscitare risate, non le uniche nel corso della serata. È uno spettacolo fatto anche di tanti piccoli particolari, ben controllati dalla regista Andrée Ruth Shammah e ben assecondati dall'ottimo cast. Così non passa inosservato quel vivere il momento delle prove su un palcoscenico in cui ci si sente a casa, con Carlina Torta che arriva, si siede e si cambia le scarpe.

Improvvisamente sul palcoscenico si apre una botola e appare Laura Marinoni nel ruolo dell’attrice che incarna Gertrude, la Monaca di Monza, ma anche suor Virginia, Marianna de Leyva che nel suo monologo intreccia il Manzoni con il fatto storico, Egidio con Gian Paolo Osio, e insieme più volte emergono proprio i fatti personali dell’attrice impegnata nelle prove e la sua relazione con il Maestro. Da parte sua Laura Marinoni offre tante sfaccettature secondo i diversi personaggi che sta incarnando. È un intreccio che dà vita a un gran momento di teatro, da lunghi applausi, come nella seconda parte lo sono altre scene, come l'evocazione della peste con Don Rodrigo che crede di poterne guarire, simbolizzato da un togliersi il maglione e, ugualmente legato alla peste, l'episodio della madre di Cecilia interpretato da Laura Marinoni.

Non mancano delle citazioni teatrali, a partire dalla più ovvia Monaca di Monza dello stesso Testori, che le ha ridato il suo nome e l’ha resa protagonista di una pièce andata di scena recentemente nello stesso teatro. Un altro momento sembra evocare il monologo della Figliastra pirandelliana. E, citazione di teatro nel teatro, si sente la voce registrata di Franco Parenti con cui Andrée Ruth Shammah aveva messo in scena per la prima volta il testo di Testori.

È un Manzoni in salsa lombarda, nello stile di Testori, che rispetta i personaggi, ma li guarda con occhio irridente, disincantato, curioso per quel tanto di legato alla sua sensibilità. Va in scena una pièce che parla di una prova teatrale, su un palcoscenico molto luminoso, ma con una scenografia limitata. Ma non solo. Perché alla fine è il romanzo stesso, i Promessi sposi, a essere messo alla prova per capire quanto possa ancora dire al pubblico di oggi, suscitando riflessioni e speranze e ricordando quanto il linguaggio scelto dal Manzoni abbia contribuito a creare una lingua, primo passo per una cultura comune. Ugualmente messo alla prova è tutto il cast, qui impegnato in un doppio ruolo, perché ognuno di loro incarna un attore, che, a sua volta, interpreta un personaggio.  A volte sono anche personaggi molto diversi, perché un'attrice può diventare con uguale intensità la monaca di Monza come la madre di Cecilia, mettendo ogni volta le proprie emozioni, pur differenti. Così alla fine gli attori si presentano al pubblico con il loro vero nome per lunghi, meritati applausi.

I Promessi sposi alla prova
di Giovanni Testori
adattamento e regia Andrée Ruth Shammah

con Luca Lazzareschi (Il maestro), Laura Marinoni (l’attrice che fa Gertrude), Filippo Lai (l’attore che fa Renzo), Nina Pons (l’attrice che fa Lucia), Laura Pasetti (l’attrice che fa Perpetua), Sebastiano Spada (l’attore che fa don Rodrigo) e la partecipazione di Carlina Torta (l’attrice che fa Agnese)

scena Gianmaurizio Fercioni, luci Camilla Piccioni, musiche Michele Tadini e Paolo Ciarchi, costumi scelti dalla regia dal materiale di sartoria del Teatro curata da Simona Dondoni

produzione Teatro Franco Parenti/Fondazione Teatro della Toscana con il sostegno dell’Associazione Giovanni Testori

a Milano al Teatro Franco Parenti dal 20 marzo al 7 aprile 2019

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