I mosaici di Liszt al Teatro Repower di Milano/Assago
Giovedì 15 Ottobre 2020

I mosaici di Liszt al Teatro Repower di Milano/Assago

Dall’Ungheria il 18 ottobre per uno spettacolo di musica e danza, tradizione e modernità

Valeria Prina
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«Vogliamo condividere con voi la gioia di fare musica e danza» commentano due ballerini durante la presentazione dello spettacolo I mosaici di Liszt dell'Hungarian State Folk Ensemble in programma a Milano/Assago al Teatro Repower (ex Teatro della Luna) domenica 18 ottobre 2020.

E’ uno spettacolo che vuole raccontare musica e danza della tradizione ungherese riviste con occhi contemporanei. Per il pubblico è anche una occasione per scoprire l’anima ungherese con la sua passione per l’arte delle danze popolari con un’attenzione così forte da avere una università a questo dedicata. Con coreografie contemporanee ispirate alla danza tradizionale ungherese il risultato è uno spettacolo del XXI secolo che si annuncia colossal, con 30 ballerini in scena, 15 musicisti classici, un pianista, il prestigioso coro maschile di Szent Efrem, affiancati, come ospiti straordinari, dall'orchestra dei Cameristi della Scala di Milano e da Shlomo Mintz, considerato universalmente uno dei maggiori violinisti del nostro tempo. E ancora, 18 tonnellate di costumi, portati con camion che, partiti dall’Ungheria, raggiungono per la prima volta Milano in quattro giorni. Ad accompagnarli è una delegazione di 85 persone per uno spettacolo che ha richiesto mesi di preparazione. Ed è uno spettacolo che parla di musica sotto tutti gli aspetti, anche giocando con i costumi in bianco e nero, perché questo è il colore del pianoforte e così sono le note sul pentagramma, come spiega il coreografoGabor Mihaly. Altrettanto pregnante è la musica, che ha al centro due grandi compositori ungheresi che hanno scritto ispirati alla tradizione magiara. La prima parte è con la musica di Béla Bartok, la seconda con Franz Liszt (in ungherese Ferenc Liszt) ed è proprio in questa seconda parte che la musica, il canto e le suonate al pianoforte si intersecano con la danza e con un video che propone un momento della vita del grande compositore che sul finire si ritirò in convento diventando profondamente religioso. Ma altri riferimenti sono con Chopin, di cui viene eseguita una suonata per ricordare l’amicizia che legò i due compositori, mentre Paganini è ricordato con un brano musicale perché il suo virtuosismo ispirò Liszt. Sul palcoscenico si compone così un mosaico, che vuole ricordare i due grandi compositori, ma anche l’influenza della tradizione ungherese sul loro percorso artistico.

Milano per questo spettacolo rappresenta la prima tappa di un tour che toccherà nel 2021 Parigi e Londra e nel 2022 Ginevra, Vienna e Berlino. Se per queste date nelle capitali europee si spera non vi saranno più problemi legati all’emergenza sanitaria, per Milano sono state studiate tutte le misure per garantire il massimo della sicurezza in platea, sul palco, nel backstage, ma senza sacrificare lo spettacolo, che sul palcoscenico del Teatro Repower può vivere in tutta la sua ampiezza, grazie alle grandi dimensioni del palco.

I mosaici di Liszt
con l'Hungarian State Folk Ensemble, il coro di Szent Efrem, i Cameristi della Scala di Milano
Musiche di Béla Bartók, Franz Liszt
Regia e Coreografie di Gabor Mihalyi
con la partecipazione straordinaria del violinista Shlomo Mintz
a Milano/Assago, al Teatro Repower (ex Teatro della Luna), domenica 18 ottobre 2020, ore 20

mosaici

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