House Macbeth visto a Factory32
Martedì 16 Aprile 2019

House Macbeth visto a Factory32

Macbeth e moglie, luci, immaginazione e la tragedia di Shakespeare esce esaltata

Valeria Prina
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Due attori e una scenografia fatta di luci: è House Macbeth andato in scena a Milano nello spazio teatrale Factory32. Protagonista è la coppia con Lady Macbeth che, mossa da sete di potere, istiga il marito a uccidere per conquistare la corona. Loro (Gledis Cinque e Nick Russo) si muovono in una scena buia, tra la luce delle candele e squarci di luce dall'alto. In una atmosfera che conquista gli spettatori, magica, perché questa è una storia cruenta, ma con molte parentele con la magia e il sovrannaturale, grazie alla profezia delle streghe e a quei fantasmi che la loro coscienza crea dopo i delitti. Le profezie delle streghe le scopriamo attraverso la lettera che Lady Macbeth legge scendendo la scala, sul fondo della scena. Se la lettera è ben visibile non lo è naturalmente il sangue, raccontato ed evocato dal disperato sfregarsi le mani di lei. L'immaginazione degli spettatori è sollecitata a ricreare gli eventi, mentre sulla diabolica coppia, sui loro volti e attraverso le loro parole se ne coglie la conseguente devastazione provocata dalle molteplici uccisioni. Il tono è aulico perché le parole sono quelle di Shakespeare e questo è il Macbeth, ispirato a storie e cronache storiche vere. Quello che va in scena nel nuovissimo teatro di via Watt, secondo l’adattamento e la regia di Pier Vittorio Mannucci, infatti rispetta il testo di Shakespeare, limitandosi a togliere dei personaggi e lasciarli immaginare ed esaltando con la luce quei momenti che anche nell’originale sono solo evocati. E soprattutto punta l’attenzione sulla coppia, l’ambizione e le tragiche conseguenze – elementi sempre attuali - e non il significato del regicidio, inganni, false interpretazioni delle profezie.

A fare da colonna sonora è il rumore della pioggia, del temporale («Quando ci incontreremo di nuovo noi tre? Nel tuono, nel lampo o nella pioggia?» dicono le streghe). Se la pièce la vedi in una giornata di pioggia diventa ancora più facile calarsi nella storia, comprendendo quanto la sete di potere sia devastante, con conseguenze drammatiche anche per chi ne è preda. L'ultima scena riprende le parole di Shakespeare («La vita non è che un’ombra vagante, un povero attore che avanza tronfio e smania la sua ora sul palco, e poi non se ne sa più nulla. È un racconto fatto da un idiota, pieno di grida e furia, che non significa niente»). Per gli spettatori diventa un modo per ricordare che questo è teatro, fatto da attori che per 50 minuti giocano - nell'accezione inglese to play (recitare, giocare) - a trasportare il pubblico in un mondo diverso da cui lasciarsi conquistare. In questo caso per il pubblico è facile sentirsi quasi avvolgere da questa storia molto concreta, ma raccontata in modo magico; cruenta ma senza sangue che scorre in scena; con parole che sanno evocare chiedendo di immaginare, in una scena che sembra fatta di luci. 

House Macbeth
Tratto da William Shakespeare
Con Gledis Cinque e Nick Russo
Adattamento e regia di Pier Vittorio Mannucci
Produzione PaT – Passi Teatrali
A Milano al fACTORy32 dal 12 al 14 aprile 2019

Macbeth

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