Hammamet, non un film politico, ora al cinema
Giovedì 9 Gennaio 2020

Hammamet, non un film politico, ora al cinema

Pierfrancesco Favino, davvero strepitoso, è Craxi, sempre chiamato solo il Presidente, nel nuovo film di Gianni Amelio

Valeria Prina
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Nel film Hammamet di Gianni Amelio, ora al cinema, non è mai chiamato per nome. Ma basta guardarlo e non c'è alcun dubbio: è Bettino Craxi, interpretato da un fantastico Pierfrancesco Favino. Senza di lui il film non sarebbe mai nato, commenta Gianni Amelio, e gli si può credere, perché Favino entra talmente nel personaggio da lasciare il dubbio su chi stiamo vedendo sullo schermo: perfetto per aspetto (5 ore di trucco ogni giorno), voce, interpretazione. La genesi del film è decisamente insolita, perché i produttori gli avevano chiesto un film su Cavour e la figlia. La risposta del regista è stata Craxi e la figlia, raccontati negli ultimi mesi di vita in Tunisia. Per raccontarli, aggiunge Amelio, «avevo bisogno di un antagonista»: nel film è Fausto (Luca Filippi), il figlio di uno che in vita lo aveva sempre messo sul chi vive. Fausto è uno che cerca quella chiarezza che non ha avuto interrogando il padre. Quest’ultimo, interpretato da Giuseppe Cederna, all'inizio del film lo abbiamo visto apostrofare Craxi alla fine del 45º Congresso Psi, dove aveva ottenuto una maggioranza definita «bulgara». A conclusione gli aveva detto «tu misuri le cose con il metro sbagliato». Con la scena successiva siamo in Tunisia, ad Hammamet, dove Bettino Craxi ha vissuto gli ultimi mesi di vita: al centro del racconto non è il successo degli anni ’80, ma quanto avvenuto alla fine del secolo scorso. Non una superstar, ma un uomo, un politico, commenta Gianni Amelio, «su cui è calato un silenzio assordante e ingiusto». Che in Tunisia non si è messo in salvo, ma ha coltivato rancori, rimorsi, desideri, arrivando fino all'autodistruzione, ben sintetizzata in una scena in cui si rifiuta di scendere dall’auto per prendere quell’aereo che avrebbe potuto portarlo a una operazione chirurgica salvifica.

Non è un latitante, perché di Craxi si sapeva addirittura il numero di telefono, non è un esule, perché su di lui pesavano delle condanne, sottolinea Gianni Amelio. «Non ho voluto fare una cronaca» aggiunge. Così il personaggio interpretato da Favino è sempre solo chiamato Presidente, mentre la figlia (Livia Rossi) qui ha nome Anita, in omaggio all'ammirazione che Craxi aveva per Garibaldi. Un'altra scelta particolare riguarda il nome scelto, Fausto, per quello che il regista ha portato in scena come antagonista. Il riferimento nel nome è all'attore che interpretò il primo film di Amelio, “Colpire al cuore”. Fausto Rossi, che poi non ha più lavorato al cinema, nel film del 1982 è il personaggio che si pone come antagonista al padre. Ora è proprio grazie al personaggio di Fausto, che vediamo impegnato a riprendere con una telecamera, che si possono sentire le prese di posizione del Presidente, condivisibili oppure no. Così cambia il formato di ripresa, dal 16:9 al 4:3, proprio per sottolineare questa obiettività, perché, commenta il regista, «il cinema è rappresentazione, non comizio o propaganda».

Senza nome, chiamata la moglie del Presidente e interpretata da Silvia Cohen, è la vedova, Anna, che prima di tutto Amelio ha voluto conoscere, scoprendole un amore per il cinema. Per questo nel film ci sono citazioni cinematografiche attraverso spezzoni che passano in televisione. In particolare - film da lei molto amato -  si vede una sequenza di “Là dove scende il fiume”, che sottolinea anche quel certo sapore western che si nota in altre scene del film Hammamet. La sequenza passa in televisione, una presenza quasi incombente, sempre accesa nella casa tunisina. Ugualmente senza nome è l’amante, interpretata da Claudia Gerini, che in una scena si vede arrivare nella cittadina tunisina.

Molti spettatori cercheranno nel personaggio del Presidente quel Craxi che è nei loro ricordi, ma questo è anche un bel film in cui ogni scena, ogni inquadratura concorre a raccontare, pur senza schierarsi da alcuna parte, perché il film non vuole dare risposte, ma solleva delle domande. Ed è anche un gran film per l'interpretazione strepitosa di Pierfrancesco Favino, davvero insuperabile. Così circola una battuta: «Amelio ci ha preso in giro: ha fatto recitare Craxi spacciandolo per Favino».

Hammamet
un film di Gianni Amelio con Pierfrancesco Favino
con Livia Rossi, Luca Filippi, Silvia Cohen, Alberto Paradossi, Federico Bergamaschi, Roberto De Francesco, Adolfo Margiotta, Massimo Olcese
e con Omero Antonutti, Giuseppe Cederna, Renato Carpentieri
e la partecipazione straordinaria di Claudia Gerini
foto di Claudio Iannone

Hammamet
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