Gianni mi senti? visto al Teatro Libero
Martedì 11 Giugno 2019

Gianni mi senti? visto al Teatro Libero

Diana Ceni conquista gli spettatori con la pièce diretta da Alberto Oliva e Mino Manni

Valeria Prina
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Ruota tutta intorno al televisore la vita della protagonista di Gianni mi senti?, andato in scena a Milano al Teatro Libero, liberamente tratto da Le cose sottili dell’aria di Massimo Sgorbani conregia di Alberto Oliva e Mino Manni. Lei è una donna di scarsa empatia, di veloci brevi entusiasmi, anaffettiva, capace di guardare disgrazie in televisione senza sentirsi scossa. Una donna modesta, potremmo definirla e Diana Ceni – protagonista a tutto tondo - le dà tutte le sfumature che bene la delineano. Il costume di scena, una vestaglia dal colore indefinibile, contribuisce a tratteggiarne la pochezza. Quando parla è con il marito Gianni, ormai morto, che vive più come un disturbo: girandosi verso il vuoto a lui si rivolge, identificandolo accanto a lei sul divano, mentre vive come un peso il figlio Mirko, con evidenti problemi, che a un certo punto non si perita di definire ritardato e noi vediamo in scena (Marco Omer Loncours). Non riesce a capirlo e nemmeno capisce quella passione di Mirko per i bambini.

Il televisore sembra flashare tanti momenti storici anni 60-80 e Diana Ceni è brava nel riuscire a rendere le reazioni, quasi di fastidio, di questa donna davanti al terremoto del Friuli, allo sbarco sulla Luna, che solo sembra dargli un veloce entusiasmo, condito di abbondante ingenuità. Balla con il telefilm Heidi, vive sulla sua pelle il periodo del terrorismo, senza riuscire bene a capirlo. Avvenimenti come la morte di Alfredino o il rapimento Moro non sembrano darle brividi reali. Tutto, ci fa capire Diana Ceni, scorre sulla sua pelle senza segnarla davvero, e forse non riuscirà a darle una vera scossa nemmeno l'ultimo avvenimento, che quasi subito il pubblico – quello sì – viene portato a intuire.

Per Diana Ceni è una nuova prova, superata con successo, con il teatro d’autore, che affronta con misura, con sfumature che passano dal disinteresse fino alla rabbia, a quel punto unico sentimento tangibile, giocando soprattutto sulla mimica facciale.

Gianni mi senti?
Progetto, regia e adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni
Liberamente tratto da Le cose sottili dell’aria di Massimo Sgorbani
Con Diana Ceni
(con la partecipazione straordinaria di Marco Omer Loncours)
Foto di Valeria Prina
A Milano al Teatro Libero, 4 giugno 2019

Diana_Ceni

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