Francesca Michielin: dal 12 gennaio il nuovo album “2640”, un racconto in musica della crescita di Francesca, delle sue esperienze e della sua visione del mondo
Lunedì 8 Gennaio 2018

Francesca Michielin: dal 12 gennaio il nuovo album “2640”, un racconto in musica della crescita di Francesca, delle sue esperienze e della sua visione del mondo

Dal 17 marzo un tour nei club di tutta Italia

Cristian Pedrazzini
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Si intitola 2640 il nuovo album tutto di inediti di Francesca Michielin. Anticipato dal primo singolo Vulcano, certificato platino, e dal secondo Io non abito al mare, questo nuovo lavoro contiene 13 brani, un racconto in musica della crescita di Francesca, delle sue esperienze e della sua visione del mondo.

2640 ruota attorno al logo composto da tre triangoli colorati che rappresentano i tre simboli/temi del disco, Il primo è un Vulcano rosso, come le parole più crude da comunicare. Il secondo è un Mare, blu e caotico, da imparare a ascoltare. E il terzo è una Montagna, alta, dove si arriva sulla cima solo per provare a immaginare.

Polistrumentista e autrice di testi e musiche, Francesca firma undici brani su tredici, che si dividono, infatti, tra vulcanici, marini e "montani", elementi associati a un'intenzione, rispettivamente comunicare, ascoltare, immaginare.

“Le canzoni sono state scritte in modo viscerale ed impulsivo – racconta Francesca -  ma tutte sono state curate nei minimi particolari, alcuni brani sono nati anche per amicizia e per divertimento. La comunicazione in questo disco è legata al “viaggio” al fatto che oggi anche la mia generazione può prendere un biglietto aereo low cost e andare ovunque nel mondo conoscendo luoghi usi e costumi, comunicando con chiunque – continua Francesca. Eppure c’è qualcosa che abbiamo perso e io mi sono fatta una domanda in questo disco: che cosa ho perso? Che cosa stiamo perdendo? E cosa non voglio perdere? Mi sono detta, ci sono dei modi di comunicare che cambiano nei paesi in cui si va ma alla base la comunicazione ci permetterà sempre di capirci e di arricchirci insieme agli altri - conclude.

L’album si apre appunto con Comunicare, manifesto programmatico che valorizza lo scambio, l’incontro. Il brano ha influenze anni '90 ed è incentrato su un beat di batteria costante a cui si aggiungono nuovi strumenti analogici.

Sulla stessa linea prosegue Bolivia, che si spinge lontano rimanendo vicino, per dare voce a problematiche che sembrano distanti ma toccano la nostra quotidianità più di quanto pensiamo. Un brano politico, ma anche sentimentale le cui sonorità camminano su un terreno dark e tropicale, esplodendo nel ritornello, ricco di elementi elettronici.

Noleggiami ancora un film parla di un tempo passato da contemplare, è un elogio alla lentezza e a tutti quegli elementi presenti nei momenti familiari che rischiano sempre più di svuotarsi. "C'è un amore struggente per tutto ciò che faceva da base ai riti domenicali della mia famiglia, fatti di Formula 1, persone riunite davanti alla tv, audiolibri, diapositive spiega Francesca. La malinconia è più dolce e forte proprio perché non ho potuto condividere completamente i momenti in cui questi oggetti/usi sono stati parte della quotidianità. In studio ho appositamente suonato strumenti tipici di quest'epoca, come l'M1, o strumenti ideati con la stessa nostalgia per l'analogico, come i Critter&Guitari conclude”.

Io non abito al mare è il primo brano che vede Francesca collaborare con Calcutta, che con lei firma anche La serie B, titolo ispirato alla retrocessione del Vicenza come metafora di una grande delusione d’amore e Tapioca, traccia con alcuni inserti in lingua ghanese campionati da Cosmo, un brano di ringraziamento e pieno di gioia che racconta pezzi di vita importanti.
Calcutta e Dario Faini firmano invece Tropicale: in questo brano c'è un contrasto costante tra spiaggia e mare, dove la spiaggia è il ritrovo di una festa caotica e rumorosa, e il mare è un luogo dove si vuole evadere perché non ci si sente adatti ad affrontare una serie di situazioni. La produzione è un equilibrio esplosivo tra ritmiche tropical, suoni urban e archi più classici, che rappresentano anche stilisticamente i contrasti sentimentali del brano.

E se c’era… è la sesta traccia dell’album, la ballad più minimal e classica che porta la firma di Tommaso Paradiso (insieme a Dario Faini): un testo di incoraggiamento a guardare avanti lasciandosi alle spalle tutto ciò che ci impedisce di farlo.

Scusa se non ho gli occhi azzurri e Vulcano sono le immagini speculari l’uno dell’altro. Se Vulcano infatti esprime la fase della rabbia e della voglia di ripartire con energia, Scusa se non ho gli occhi azzurri è quella immediatamente successiva ad un cuore che si spezza, ovvero la fase in cui ci si prende tutte le responsabilità e le colpe.
Due galassie invece, è una canzone piena di dettagli quotidiani e d’immagini a me care e simboliche (lo specchio, di "riflessi di me")spiega Francesca”. Due galassie è un brano che parla di crescita, o meglio, di una storia giovane in cui le due persone coinvolte non crescono di pari passo, si perdono, viaggiano su due piani diversi, non si sanno stupire. L'arrangiamento è minimal techno, tornano gli anni '90 ed è anche presente il suono campionato della carta di una caramella”.

Unico brano in inglese, Lava è il più "violento" e vulcanico del disco sia per il testo, sia per la scelta di impiegare suoni "di pancia", dinamiche tribali ed effetti acidi. Il testo parla di un episodio di amore molto complesso e rabbioso, in cui la donna è un oggetto, è il divertimento dell'uomo, e viene anche ferita sia verbalmente, sia fisicamente. Il testo è ispirato a Tahiti di Bat For Lashes, dove però la protagonista sembra essere completamente soggiogata dalla comunità e dalla figura maschile. Qui invece c'è ribellione, desiderio di ritrovarsi, o meglio, c'è voglia di trasformare il malessere in energia potente e comunicativa. I suoni rievocano un vulcano intento ad esplodere, c'è visceralità, c'è senso di ribollire interno, reso soprattutto dalla componente drum&bass.

Tredicesima e ultima traccia del disco è Alonso, ballad pianistica scarna ed essenziale, che parla del pilota di Formula 1 sia direttamente, sia prendendo il suo percorso come metafora di alcuni momenti difficili della vita.

Nel 2018 Francesca inizierà anche una nuova importante avventura live nei principali club di tutta Italia. Dopo l’anteprima di Parma il 16 marzo, il tour partirà da Milano il 17 marzo. Ecco tutte le date:

16 Marzo Parma Campus Industry Anteprima
17 Marzo Milano Fabrique
23 Marzo Torino Concordia
24 Marzo Brescia Gran Teatro Morato
25 Marzo Bologna Estragon
27 Marzo Trento Audiorium S. Chiara
28 Marzo Roncade (TV) New Age
31 Marzo Catania Land La Nuova Dogana
5 Aprile Perugia After Life
7 Aprile Maglie (LE) Industrie Musicali
8 Aprile Modugno (BA) New Demodè
12 Aprile Roma Teatro Quirinetta
14 Aprile Napoli Hart
15 Aprile Firenze Viper Theatre

Francesca-Michielin
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  • Videointervista a Francesca Michielin
  • Francesca Michielin - Io non abito al mare

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