Fragile visto al Filodrammatici
Venerdì 30 Novembre 2018

Fragile visto al Filodrammatici

Il sogno di una Londra dove fuggire dalle tante difficoltà raccontato da una croata lì dal 2003

Valeria Prina
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È una Londra vissuta come un sogno da molti giovani quella protagonista di Fragile!, ora a Milano al Teatro Filodrammatici. Una Londra chiaramente pre Brexit, perché ora il sogno sembra compromesso. In questa Londra da sognare si muovono alcuni ragazzi arrivati da varie parti lontane del mondo. Perché c'è l'immigrazione dalla Nuova Zelanda e quella dalla Norvegia, risposta al desiderio di fuggire da una vita tra molte pecore e poche opportunità nel primo caso e volontà di fare il lavoro desiderato nel secondo. Immigrazioni, in ogni caso, molto diverse da quella degli altri ragazzi serbi, bosniaci o croati, protagonisti della pièce. E croata di nascita è anche l'autrice del testo, Tena Štivicic, da una quindicina d'anni nella capitale britannica, dove è arrivata da Zagabria nel 2003, che ha scritto questo testo ispirandosi al suo primo anno di vita londinese. Quello che ha vissuto in prima persona lo ha potuto constatare su altri con una origine simile e lo ha trasferito nella pièce.

Nei Paesi dell’Est – è notizia di questi giorni - negli ultimi anni è notevolmente migliorato l’indice di prosperità. Allora invece quella era stata una immigrazione sotto forma di fuga da guerre, paura, violenza, impossibilità di credere a un futuro. Tutto questo emerge a poco a poco dalle parole dei ragazzi, come un incubo che, nel tentativo di rimuoverlo, invece riaffiora tra parole diverse ed è proprio questo lasciar scoprire allo spettatore il passato difficile, invece che farne il tema univoco di ogni dialogo, il lato più interessante della pièce. «Non esiste nessun posto dove tornare» si sente dire a un certo punto della storia. Ma attraverso il lavoro del giornalista norvegese la guerra irrompe sul palcoscenico e questa è una guerra dei nostri giorni, temporalmente vicina a noi spettatori, diversamente da quella dei Balcani, vissuta dai protagonisti della pièce e grande motore della loro fuga a Londra. La guerra irrompe sul fondo della scena con tutta la sua drammaticità, evidenziata dai video che scorrono a lungo, offrendo così una risposta a tanti interrogativi. I video di guerra vengono ad animare una scena altrimenti decisamente spoglia, con solo un tavolino e delle sedie o un bancone da bar, che permette di identificare il posto come un locale dove ritrovarsi dopo una fuga obbligata: il proprietario bulgaro vorrebbe diventasse un punto di riferimento per tutti gli immigrati dell’Est, «una casa lontano da casa».

A interpretare i vari personaggi sono gli attori della compagnia Caterpillar, al suo debutto, insieme a Emanuele Arrigazzi e Umberto Terruso, che risultano credibilissimi, pur impegnati a recitare tutto il tempo con un accento slavo che non gli appartiene. Logico a questo punto pensare che tutti potremmo essere costretti a cercare un nuovo futuro altrove: tutti potremmo diventare stranieri altrove.

Fragile!
di Tena Štivicic |  traduzione Bruno Fornasari
con Emanuele Arrigazzi, Edoardo Barbone, Denise Brambillasca, Gaia Carmagnani, Ilaria Longo, Valentina Sichetti, Umberto Terruso
regia Eugenio Fea
consulenza a regia e composizione Tommaso Amadio, Bruno Fornasari
produzione Teatro Filodrammatici di Milano in collaborazione con Compagnia Caterpillar
A Milano al Teatro Filodrammatici dal 20 novembre al 2 dicembre 2018 (prima nazionale)

Fragile
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