Fog Triennale Milano Performing Arts con vocazione internazionale
Venerdì 6 Marzo 2020

Fog Triennale Milano Performing Arts con vocazione internazionale

Attenzione alla multidisciplinarità, coinvolgimento anche di spazi esterni per la terza edizione del festival

Valeria Prina
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Partecipanti ancor più che spettatori: è per loro Fog, il festival di Performing Arts annunciato in Triennale Milano dal 12 marzo al 4 giugno 2020. Arrivato alla terza edizione conferma la sua attenzione alla internazionalità in tutti i sensi. Vede la presenza di artisti di un po' tutto il mondo, ha spettacoli sovratitolati, anche in italiano pensati per non udenti, presta attenzione alla multidisciplinarità, coinvolge anche spazi esterni. La III edizione di Fog Triennale Milano Performing Arts ha in cartellone 38 appuntamenti, tra spettacoli, installazioni multimediali, performance e concerti, tra cui 10 prime assolute, 10 prime nazionali, 14 Paesi coinvolti  (Australia, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania, Belgio, Cipro, Giappone, Svizzera, Regno Unito, Spagna, Italia, Olanda, Austria), 5 produzioni e 11 coproduzioni targate Fog, per 84 repliche complessive.

Al centro c’è sempre l’attenzione al rapporto tra teatro e realtà, che si articola in vari modi a iniziare dalla Lectio Magistralis tenuta da Stefan Kaegi (membro fondatore del collettivo Rimini Protokoll), appuntamento di apertura di questa edizione, occasione per indagare la relazione tra il teatro e la vita.

E’ una realtà affrontata secondo varie sfaccettature. Con Wer Ist Wer il duo milanese di game designers We Are Muesli a fine marzo e con più appuntamenti fino a metà aprile propone una esperienza interattiva ispirata alla caduta del Muro di Berlino e alla Germania Est. Tra gioco, ricerca storica, videoinstallazione, puzzle investigativi da ricostruire, il pubblico trova quattro diversi finali possibili.

Si parla di realtà virtuale e si affronta il rapporto tra uomo e tecnologia, come in To The Moon di Laurie Anderson, che porta all’interno di un’installazione musicale da vivere in realtà virtuale. E ancora The Last Minutes Before Mars, della compagnia canadese Mammalian Diving Reflex, esperienza visiva e sensoriale in RV che coinvolge un gruppo di adolescenti ripercorrendone le loro ultime settantadue ore di vita sulla Terra, prima di partire per Marte. E’ annunciato dal 22 al 24 maggio in Zona K. E’ uno dei vari casi di collaborazione tra spazi milanesi al di fuori di Triennale. Così, ad esempio, presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli è annunciato Come As You Are, che, il 5 e 6 aprile, interroga il rapporto tra danza e tecnologia. Qualche giorno dopo, il 16 e 17 aprile 2020 il Teatro Franco Parenti ha in cartellone La codista. Ispirandosi a chi si è inventato il lavoro di fare code per chi non ne ha il tempo Marleen Scholten  riflette sull’idea rivoluzionaria di fermarsi, riappropriandosi del proprio tempo.

Il rapporto tra teatro e letteratura è affrontato con Looking (for) Tadzio – La Morte a Venezia (Prima Fase), che, rielaborando il testo originale, lavora sul duplice linguaggio della parola e della danza. E’ programmato per il 4 aprile. Ha invece al centro il libro Book is a Book is a Book di Trickster-p, studiato da Cristina Galbiati e Ilija Luginbuhl per permettere a 28 partecipanti per volta di vivere un'esperienza esclusiva. Già presentato precedentemente su spettacolinews è atteso dal 7 al 10 maggio. A coinvolgere uno spettatore per volta, stimolando la sua immaginazione, è Sogno 3: la camera degli specchi. Studiata da Reverie Italia si annuncia come una esperienza unica della durata di 20 minuti dalle ore 11 alle ore 21 il 10 maggio 2020 (nella foto).

Laforza devastante delle immagini di guerra è esplorata dal tedesco Julian Hetzel con All Inclusive (nella foto). Il 21 e 22 maggio 2020 in Triennale Milano Teatro il pubblico è invitato all’interno di uno spazio dove si trovano chilogrammi di macerie provenienti da una zona di guerra in Siria.

Decisamente sorprendente si annuncia anche We All Know What's Happening (nella foto). Il 26 e 27 maggio 2020 al centro dello spettacolo è la storia di un’isola apparentemente paradisiaca, in realtà sede da anni di centri di detenzione destinati ai rifugiati che tentano di raggiungere l’Australia via mare. A raccontare la storia di sopraffazione da loro vissuta sono dei giovani lì cresciuti.

Non spettacoli di semplice intrattenimento, dunque. Il cartellone previsto da Fog, che comprende anche molti altri appuntamenti, si propone di coinvolgere il pubblico portandolo a scoprire nuove realtà, arrivando a riflettere anche oltre quanto vede.

FOG
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