A Expo Milano 2015 si parla di “Internet of (every) thing and Smart Agriculture”
Giovedì 10 Settembre 2015

A Expo Milano 2015 si parla di “Internet of (every) thing and Smart Agriculture”

L’agricoltura che verrà consumerà di meno e avrà meno impatto sull’ambiente grazie ai sensori

La Redazione
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In Italia sono già 8 milioni gli oggetti smart interconnessi attraverso Internet, per un business in grado di generare 1 miliardo di euro. Sulle applicazioni in agricoltura dell’Internet of Things, che alcuni definiscono la quarta rivoluzione industriale, si è focalizzato il convegno Internet of (every) thing and Smart Agriculture, svoltosi a Expo Milano 2015, giovedì 10 settembre, presso il Cluster Isole, mare e cibo. La conferenza ha avuto inizio con l’intervento di apertura di Roberto Minerva, Head of Innovative Architectures within the Future Centre - Telecom Italia. “L’Internet of things è utilizzato in diverse aree del mondo con problematiche molto diverse dalle nostre, come India o Filippine – ha spiegato Minerva –. Sicuramente l’evento che sta sconvolgendo il mercato è il fatto che non ci si basa più su apparati chiusi, ma su sistemi che si possono costruire pezzo per pezzo secondo le proprie esigenze, quindi anche molte posizioni consolidate sono messe in discussione”. Si è parlato di Smart Agricolture: l'agricoltura e le interazioni con la tecnologia, senza dimenticare gli aspetti tecnico-giuridici legati alla privacy e alla sicurezza.

La Smart Agriculture rappresenta già il presente
La sessione Smart Agriculture ha visto la partecipazione di Emanuela Pala, School of Management del Politecnico di Milano, Pasquale Marasco, Head of ICT Innovation Pole presso Torino Wireless Foundation, Massimo De Marziis, CEO of 3A, Tommaso De Gregorio, Ferrero Hazelnut Company, Andrea Molino, Programme Developer presso CSP, Luca Mottola, Politecnico di Milano. Gli ambiti di applicazione dell’interazione con nuove tecnologie possono essere molteplici, ma di certo un interesse crescente si registra nella così detta Smart Agricolture, che attraverso sensori applicati sul terreno permette un monitoraggio preciso di parametri micro-climatici. Tutto volto al miglioramento della qualità dei prodotti, alla riduzione dei rischi derivanti da fenomeni climatici improvvisi e alla razionalizzazione delle risorse utilizzate. “Gli agricoltori hanno bisogno di aumentare la produzione senza gravare sui margini e senza mettere a rischio qualità e sicurezza – ha spiegato Emanuela Pala della School of Management del Politecnico di Milano -. L’agricoltura di precisione legata alla sensoristica permette benefici nell’ordine del 30%, che restano consistenti anche al netto degli investimenti fatti, e risparmi idrici del 20-30%, oltre a un’applicazione più oculata dei fitofarmaci. In questo contesto, rivestirà un ruolo fondamentale la figura dell’agronomo, in grado di leggere i dati e tradurli in informazioni utili”.
Alcuni esempi concreti
Tra le esperienze concrete che sono state illustrate, quella nel settore vitivinicolo dell’azienda piemontese 3A, quella di Ferrero Hazelnut Company per le nocciole e quella (sempre in ambito vitivinicolo) di Sigevi (Sistema Gestione Vigneto). “La frontiera – assicura Andrea Molino, Programme Developer presso CSP – è mettere in rete le informazioni rilevate con sensori di varie aziende, per poter disporre di dati ancora più precisi”. Luca Mottola, Politecnico di Milano, ha portato invece le esperienze del futuro, che riguarderanno soprattutto il modo di gestire il consumo energetico, evitando interruzioni nel sistema. Mottola ha portato anche un esempio concreto di smart agricolture: le piantine di CilckandGrow, una startup estone che vende vasi con sensori che comunicano con lo smartphone. “Stiamo anche lavorando con l’Università di Trieste per la Domus dei putti danzanti di Aquileia. Qui abbiamo creato un programma che consente ai droni di dividersi le aree da mappare. Il sistema è scalabile, perché è in grado di calcolare automaticamente quanti droni serviranno per coprire l’area interessata. Si tratta quindi di un sistema utilizzabile anche in agricoltura”.
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