Decadenze, la commedia di Berkoff vista allo Spazio Scimmie Nude
Martedì 14 Maggio 2019

Decadenze, la commedia di Berkoff vista allo Spazio Scimmie Nude

Coppie borghesi? La dissacrante commedia di Steven Berkoff le mette ferocemente in ridicolo

Valeria Prina
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Sarebbe una storia borghese, ma… I «ma» sono tanti con Decadenze, la commedia di Steven Berkoff ora a Milano allo Spazio Scimmie Nude. Il primo «ma» viene dalla recitazione, che appare subito marcatamente sopra le righe per un risultato decisamente grottesco. All'inizio vediamo in lucenti abiti glitterati la coppia di amanti: lui sa che la moglie gli ha messo alle calcagna un investigatore privato, che poi scopriamo essere l'amante della moglie. Cambiati gli abiti vediamo questi ultimi comparire in scena: gli attori sono gli stessi, l'apparenza è molto diversa. Ma lo è davvero? Perché ancora la recitazione è calcatissima, isterica. Anche questi cavalcano il grottesco, perché non sono certo migliori. Storia di alta borghesia? Il triangolo(con un lato in più) c'è, ma… Tutto è studiato per mettere ferocemente in ridicolo (perlomeno in ridicolo) queste coppie. La scenografia, estremamente minimalista, con quattro parallelepipedi che formano una gradinata, concorre a sottolineare quanto siamo lontani da un possibile realismo e insieme concentra l'attenzione sulle due coppie. Queste parlano a perdifiato - emozioni bandite, parole accalcate, mimica facciale portata agli estremi - per un linguaggio crudo, che sembra divertirsi nell'immergersi il più possibile nel volgare. Ma loro sono coppie altolocate e tutto gli è permesso: o no? La coppia degli amanti si dedica a hobby da alta borghesia: saluto con la mano come la regina e caccia alla volpe. Ma quest'ultima è raccontata con lei che cavalca l'amante, in una scena surreale, che li rende ridicoli e per il pubblico è un altro momento decisamente grottesco. Sono riferimenti inglesi, ma ormai perfettamente comprensibili anche da noi. Sono legati ai tempi in cui è stato scritto il testo, negli anni ’80, quando al governo c'era Margaret Thatcher. Eppure i riferimenti, seppure con qualche prevedibile assestamento, sembrano essere stati scritti oggi per un pubblico italiano. Affiora prepotentemente il razzismo, mentre un altro momento sembra irridere alla attuale mania per la cucina sofisticata: Steve evoca i piatti che arrivano senza sosta, fino a catastrofici risultati scatologici (naturalmente lasciati all'immaginazione del pubblico). A questo si aggiungono racconti, secondo i casi, altamente erotici o con risvolti inquietanti, perché non lontani da possibili realtà e comunque tutti da scoprire.

Tutto è proposto dalla regia di Gaddo Bagnoli togliendo ogni «di più» e puntando su una scenografia minimalista, azioni mimate – quelle quotidiane, non quelle più provocanti - e un ritmo forsennato, ottimamente sostenuto da Claudia Franceschetti e Andrea Magnelli, i due bravi attori impegnati nei quattro ruoli, che mai rinunciano a rendere ridicoli i loro personaggi e ben li caratterizzano senza dover ricorrere a grandi differenziazioni esteriori: basta una vestaglia a fiori per la moglie e una giacca glitterata in meno per il detective amante di questa.

Ad accentuare tutto è l’estrema vicinanza tra attori e spettatori, che lo Spazio di piazza Perego consente. Il risultato è uno spettacolo che, graffiando per tutto il tempo con ferocia, dopo un iniziale spiazzamento, causa linguaggio decisamente volgare, diverte il pubblico, per poi indurlo a stigmatizzare certi comportamenti.

Decadenze
di Steven Berkoff
con Claudia Franceschetti e Andrea Magnelli
regia di Gaddo Bagnoli
Musiche di Sebastiano Bon; Scenografia di Laboratorio Bìu
Foto di Margherita Busacca
a Milano allo Spazio Scimmie Nude  11-12 maggio e 18-19 maggio 2019 (nuova produzione Scimmie Nude; spettacolo vietato ai minori di 14 anni)

Decadenze

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