Con Fog la Performing Art torna al Teatro dell'Arte Triennale
Giovedì 28 Febbraio 2019

Con Fog la Performing Art torna al Teatro dell'Arte Triennale

Un variegato cartellone di spettacolo dal vivo dal 15 marzo al 5 giugno 2019

Valeria Prina
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Seconda edizione di Fog, il Festival dedicato alla Performing Art in tutti i suoi aspetti in programma al Teatro dell'Arte Triennale a Milano. Dal 15 marzo al 5 giugno 2019 invita il pubblico a fendere la nebbia per scoprire quante declinazioni può avere lo spettacolo dal vivo, toccando, di volta in volta, teatro, danza, musica, performance. Il cartellone al Teatro dell'Arte è perfettamente inserito nel programma della Triennale che ospita il teatro, intanto rinnovato nelle poltrone (Thea di Frau). Attento alla vocazione internazionale, che ha caratterizzato già la prima edizione, punta sulla pluridisciplinarità e coinvolge altri luoghi di Milano. Affiancando produzioni italiane a estere e coproduzioni, nomi già famosi e giovani talenti si rivolge a un pubblico eterogeneo, di ogni età – molti sono stati i giovani nella precedente edizione -, milanese e di altre nazionalità. E anche interessato al programma della XXII Triennale di Milano (dal 1° marzo al 1° settembre 2019) intitolata “Broken Nature: Design Takes on Human Survival”: sarà un pubblico che troverà molti lavori sul tema della relazione tra uomo e natura, della trasformazione del corpo con le nuove tecnologie (robotica, intelligenza artificiale, transumanesimo), delle ricadute urbanistiche, economiche e sociali, dell’impatto umano sull’ambiente.

Il programma Fog prevede 32 tra spettacoli, performance e concerti, tra cui 10 prime assolute, 6 prime nazionali per un totale di 84 repliche complessive.

11 sono i Paesi coinvolti, con produzioni per un ampio panorama (tra questi, per citarne solo alcuni, il Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles, il Centre Pompidou di Parigi, LuganoInScena LAC, il Black Box teater di Oslo, il Teatros del Canal di Madrid, il Grec Festival e il Teatre Lliure di Barcellona, il Kunstencentrum di Buda). Ugualmente numerose sono le collaborazioni progettuali con alcuni tra gli hub culturali più attivi di Milano, tra i quali Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, miart, Zona K, DiDStudio, Santeria Social Club. E naturalmente non sono tutti. E non manca un omaggio al genio di Leonardo Da Vinci, di cui si svolgono le celebrazioni per i 500 anni dalla morte.

In cartellone troviamo un atteso ritorno, come quello di Jan Fabre con la prima assoluta del nuovo lavoro The Night Writer. Giornale notturno (15 marzo). Troviamo Agrupación Señor Serrano con Kingdom (22-24 maggio), tra banane e King Kong, con oggetti e immagini manipolate digitalmente, ma anche musicisti e performer per uno spettacolo molto diverso da quelli visti finora del gruppo di Barcellona e di cui i nostri lettori hanno già letto le recensioni. Ugualmente da Barcellona è la compagnia El Conde de Torrefiel che con La Plaza (29-30 marzo) parfla di un futuro imprevedibile (nella foto). Sul fronte italiano, Motus con la nuova opera Rip it up and start again (4-5 giugno) e il duo Deflorian/Tagliarini con Scavi (30 maggio-2 giugno), progetto legato allo spettacolo Quasi niente in collaborazione con Zona K. Una promessa di incontri incredibili viene da Silvia Costa, una delle più interessanti registe e performer italiane, con Nel paese dell’inverno (22-24 marzo). Risultato di una collaborazione con il Teatro Franco Parenti è Deposition di Michele Rizzo (foto), tra i più interessanti giovani coreografi europei (30 aprile).

Nel ricco e variegato cartellone Fog troviamo delle novità con la Compagnie Didier Théron, protagonista della ricerca coreografica ‘en plein air’ (12 maggio presso la Biblioteca degli Alberi, nella foto); i cileni Bonobo, rivelazione della scena sudamericana (nella foto) per la prima volta in Italia con Tú Amarás (15-16 maggio); il pluripremiato collettivo svizzero tedesco Rimini Protokoll con il recente lavoro Uncanny Valley (9-11 maggio).

Tra le collaborazioni con altre realtà artistiche milanesi troviamo Linda Fregni Nagler, fotografa e artista visiva, che porta a Fog in prima assoluta il progetto Things That Death Cannot Destroy (3 aprile) in collaborazione con miart e theclassroom. In collaborazione con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli il 20 maggio è l’appuntamento inedito con Theatron. Romeo Castellucci, opera filmica di Giulio Boato, preceduta dall’incontro tra Castellucci e lo storico e critico d’arte Giovanni Agosti. Coreografie vissute attraverso i video sono proposte attraverso History of Touches intorno al lavoro di Alessandro Sciarroni. Non manca l’attenzione al mondo dell’infanzia con le sperimentazioni sonore per i più piccoli di Enrico Malatesta (Aliossi “Crazy Bugs Experience”, 30-31 marzo). Attenti al tema Broken Nature della XII Triennale Milano sono i tre lavori di Salvo Lombardo, Collettivo Munerude, e Giovanfrancesco Giannini, coreografi e danzatori under 35 che in collaborazione produttiva con la compagnia Ariella Vidach si proporranno al DiD Studio della Fabbrica del Vapore.

Ma il cartellone è ancora più ampio, con spettacoli tutti da scoprire, alcuni anche in altre lingue con sovratitoli in italiano per quel pubblico internazionale, sempre più conquistato dal fascino di Milano.

Fog
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