Coltelli nelle galline nel foyer del Teatro Franco Parenti
Martedì 24 Settembre 2019

Coltelli nelle galline nel foyer del Teatro Franco Parenti

L'estrema vicinanza tra attori, scena e spettatori è fondamentale per vivere appieno il senso della pièce

Valeria Prina
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Siamo proprio nel cuore del Teatro Franco Parenti a Milano, perché Coltelli nelle galline va in scena nel foyer del teatro. Andrée Ruth Shammah, affrontando come regista il testo dello scozzese David Harrower, ha scelto di ridurre il più possibile la distanza tra attori e spettatori. A motivarla è l'utilizzo di modellini che permettono di ricreare le diverse situazioni: 24 quadri come 24 momenti diversi, che indicano i luoghi dove avvengono le azioni e trasportano gli spettatori in ambientazioni agresti e nel mulino del mugnaio. A completare la scena, studiata da Margherita Palli, è l'utilizzo di video, musica, luci, oltre a una bambolina che, realizzata con una stampante 3D, riproduce in miniatura esattamente le fattezze di Eva Riccobono. È lei la giovane donna al centro della storia, sempre chiamata semplicemente Donna (diversamente dei due uomini che invece hanno un nome). È un modo che ci aiuta a capire come nel mondo rurale del settecento, dove si può immaginare si collochi la storia, le donne avevano un ruolo inesistente: a nessuno importava di loro. Lo fa notare Eva Riccobono, che ben sembra capire la personalità della protagonista non disposta ad accontentarsi. Si può notare che la pièce ha anche un valore simbolico, perché è come la Scozia, dove la donna ha ora assunto un ruolo centrale, ma questo è successo negli ultimi 20 anni. Le donne - questa Donna - guadagnano la possibilità di parlare, di scegliere le parole giuste per comunicare le loro idee e le loro emozioni e questo è anche un testo che vive sulla ricerca delle parole giuste. Infatti è stata fatta una altrettanto attenta ricerca sulle parole che meglio potessero tradurre il testo. Perché qui le parole devono avere la stessa forza e precisione che hanno i coltelli quando colpiscono le galline, come suggerisce il titolo della pièce. Questo è un testo violento, ma non parla di femminismo, fa notare Andrée Ruth Shammah: la Donna si interroga, ha bisogno di capire, fa domande al marito, ma questi non le risponde. Alla fine si libera di tutto. Ed è come la fine del mondo rurale. In scena a Milano troviamo Maurizio Donadoni, non nel cast che ha debuttato a Napoli e Spoleto. Appena uscita dalla fashion week troviamo Eva Riccobono, il motivo per cui Andrée Ruth Shammah dice di aver scelto questo testo. L'allestimento si annuncia molto diverso da quello andato in scena nel 2014 in altro teatro milanese.

Coltelli nelle galline
Di David Harrower 
Regia: Andrée Ruth Shammah
Cast: 
Maurizio Donadoni è il marito William, che tutto misura in termini di campi, cavalli e bisogni primari. («Conoscevo questo testo: lo avevo proposto anni fa, ma non l'aveva voluto nessuno. Tornare a recitare in questo teatro è come un segno del destino: Nel ‘78 avevo iniziato a lavorare, ma poi avevo fatto l'attrezzista proprio qui e, mentre aspettavo di portar via lo specchio a fine spettacolo, guardavo Franco Parenti in scena»). Eva Riccobono è la moglie, chiamata sempre e solo Donna, che invece vuole andare oltre, animata da curiosità. («Vengo da un mondo apparentemente basato sulla superficialità, qui invece si crea qualcosa di magico. Il mio sogno era trovare un personaggio distante da me. Per la traduzione di questo testo è stata fatta una ricerca delle parole per dare un nome ai sentimenti che proviamo»). Pietro Micci è il mugnaio Gilbert, insinuante e considerato diabolico, che possiede (addirittura) dei libri. («Finora avevo interpretato ruoli aristocratici. Qui, usando l'esperienza del teatro fisico, ho vestito un ruolo tragico, pieno di ferite. Il mugnaio, affrancato dal lavoro nei campi era visto con sospetto, perché accusato di guadagnare rubando la farina. Veniva accusato di ogni male»).

Traduzione: Monica Capuani e Andrée Ruth Shammah
Scene: Margherita Palli con la collaborazione di Marco Cristini
luci Camilla Piccioni; costumi Sasha Nikolaeva; musiche Michele Tadini; video Luca Scarzella; collaborazione alla regia Isa Traversi; assistente alla regia Beatrice Cazzaro; assistente scenografo Katarina Stancic
a Milano nel Foyer del Teatro Franco Parenti dal 25 settembre al 20 ottobre 2019

Eva_Riccobono
Eva_Riccobono

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