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E’ iniziata con la Carmen di Bizet la stagione operistica del Teatro Smeraldo di Milano. Una Carmen in cui l'attenzione degli spettatori viene concentrata su musica e voci. Appare chiaro fin dall'inizio, quando l'assenza delle prime arie sposta subito l'attenzione sull'Habanera, l'aria più famosa, più bella, solare ed intrigante insieme, della Carmen, che anche questa volta riesce a catturare gli spettatori. Se l'orchestra è dal vivo e raccoglie ogni volta applausi più che meritati, la scenografia appare invece spoglia, con un semplice fondale, illuminato da luci che gli danno colore. Questo e la proposta dell'edizione francese - quella originale - fanno perdere un pò il senso della storia a chi già non la conosce. Potrebbe erroneamente pensare che si tratti di una semplice storia di gelosia. Ma ci sono ben più elementi, che il non riuscire a identificare alcune ambientazioni, come il covo dei contrabbandieri, non aiuta a cogliere completamente. Resta però – ed è fondamentale trattandosi di lirica - il piacere della musica, delle arie, delle voci, anche dei costumi, del gioco di colori, nella partitura mantenuta nei quattro atti.
Seguiranno alla Carmen, nell’ordine, La Bohème dal 9 all'11 marzo 2012 e Tosca il 31 marzo e 1° aprile 2012 di Giacomo Puccini. In chiusura Cenerentola di Gioacchino Rossini, opera musical dal 21 al 22 aprile 2012.
Le Opere, che quest'anno toccheranno 13 piazze per più di 40 date, vengono organizzate in modo del tutto indipendente: le produzioni non hanno infatti sovvenzioni istituzionali e tutto, dalle scenografie ai costumi, all'attrezzeria, viene realizzato nel laboratorio del Teatro dell'Opera da Arti di Scena.
La regia è curata da Mario Migliara.
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