Anfitrione visto al Teatro Manzoni a Milano
Giovedì 7 Novembre 2019

Anfitrione visto al Teatro Manzoni a Milano

Il mito classico visto oggi per stigmatizzare comportamenti comuni

Valeria Prina
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È all'insegna del dualismo la commedia Anfitrione nella versione di Sergio Pierattini, ora a Milano al Teatro Manzoni. Qui Ieri e Oggi si incontrano. Il mito classico di ieri prende vita nel mondo di oggi. Così Giove per avere Alcmena prende le sembianze di Anfitrione e Mercurio diventa Sosia. Ma il vero Anfitrione (Antonio Catania) è un politico di scarso valore, appena eletto contro ogni previsione, intenzionato a diventate Presidente del Consiglio e Sosia Esposito (Giovanni Esposito) è il suo autista con aspirazioni da valletto della Camera. Giove è capace di amare da dio, Anfitrione nemmeno da uomo.

Il dualismo continua nel gioco drammaturgico, perché Alcmena e Bromia (rispettivamente Barbora Bobulova e Valeria Angelozzi) sono convinte (almeno per un certo tempo) di aver incontrato nella notte i rispettivi mariti, Anfitrione e Sosia, ma il pubblico ha chiaro l'inganno grazie alla presenza di attori differenti: Gigio Alberti nel ruolo di Giove e Valerio Santoro come Mercurio.

Scenografia e luci concorrono a raccontare la storia. La luce ha un particolare valore, perché dall'iniziale notte di luna piena si passa, con accompagnamento di suoni inquietanti, al buio totale (nella storia), che consente l'inganno. Che, come incontro tra Giove e Alcmena - il mito -, si svolge all'interno della villetta, di cui vediamo il frontale con terrazzo a colonnine, mentre è all'esterno che si muove Anfitrione e si svela tutto. La scena si allarga anche oltre il palcoscenico, perché Giovanni Esposito come Sosia entra dal lato destro della platea, che riesce sempre a coinvolgere il pubblico, e gioca la carta del comico. Ha un trolley e parla al cellulare: il dualismo è completo. Ed è grazie a un Mito e grazie a una commedia di Plauto che si parla di degenerazione del potere, dell'uso della raccomandazione, si deride il razzismo che oggi torna a riaffiorare, ma si sottolinea anche il comprensibile desiderio da parte delle donne di essere trattate con gentilezza ed eleganza, di non passare in secondo piano rispetto a qualsiasi altra cosa, di non contare meno del conquistare il successo e di fare l'amore con amore. Tutto ugualmente importante.

Grazie alla attenta regia di Filippo Dini e alla bella prova di tutti gli attori, ben aderenti ai loro ruoli, non si cade mai nel pruriginoso, nel boccaccesco o nel volgarotto, contrariamente a quanto la storia lascerebbe ipotizzare. E anche questo è importante.

Anfitrione
di Sergio Pierattini
con Gigio Alberti, Barbora Bobulova, Antonio Catania, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Valeria Angelozzi
regia di Filippo Dini
scene Laura Benzi, costumi Alessandro Lai, luci Pasquale Mari, musiche Arturo Annecchino
a Milano al Teatro Manzoni dal 31 ottobre al 17 novembre 2019
Poi in tournée, alla Pergola a Firenze dal 26 novembre al 1° dicembre; a Treviso dal 13 al 15 dicembre; a Mestre dal 17 al 19 gennaio 2020; a Barletta dal 31 gennaio al 2 febbraio 2020

Anfitrione

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